13 dicembre 2006
Apertura del Convegno “L’idea del museo: identità, ruoli, prospettive”
Musei Vaticani, Mercoledì 13 dicembre 2006
Saluto di S.E. Mons. Giovanni Lajolo, Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano
Eminenze ed Eccellenze Reverendissime, Signore e Signori, graditi ospiti e cari amici,
1. Consentitemi innanzitutto di esprimere la mia riconoscenza ai relatori e agli invitati, che da varie parti sono oggi convenuti qui in Vaticano per l’apertura del convegno L’idea del museo: identità, ruoli, prospettive. Un cordiale benvenuto a tutti i numerosi invitati, che questa sera partecipano alla riunione d’apertura di questo convegno, che conclude formalmente le celebrazioni per il quinto centenario dei Musei Vaticani e vorrebbe valere anche come “viatico” verso il futuro. Al Cardinale Edmund Casimir Szoka, Presidente emerito del Governatorato, mio venerato predecessore, ho il piacere di rivolgere un saluto particolare, ringraziandolo per la sua presenza. A lui si devono le decisioni circa le celebrazioni di questo quinto centenario dei Musei Vaticani ed è lui che ha inviato le lettere d’invito a questo convegno.
2. Sono consapevole che, pur nella loro consolidata tradizione di accoglienza, i Musei Vaticani, nell’aprire questa sera le proprie porte, vivono una giornata molto particolare della loro storia. Cinquecento anni, anche per gli storici e gli archeologi, assuefatti ai lunghi archi della storia, non possono non evocare prospettive di forte suggestione.
2.1. Nei musei di tutto il mondo sono concentrate testimonianze uniche, che hanno dovuto far fronte in parte all’incontrastabile ingiuria del tempo, ma non meno sovente agli umani furori della storia: guerre, saccheggi, distruzioni, furti, decadenza, ignorante trascuratezza hanno minacciato e minacciano a tutt’oggi questi in sé fragili involucri, con perdite talvolta irrecuperabili. Ma la loro vitalità non è misurata solo dalla loro funzione di tutela di opere preziose, già di per sé ammirevole, ma anche dalla loro capacità, nella fedeltà al passato, di vivere consapevolmente il proprio presente e di costruire il proprio futuro, nell’apertura a nuove idee e a nuovi dinamismi.
Un museo è infatti una entità viva, e non quasi una semplice raccolta, per non dire deposito di pezzi sì pregevoli, ma ormai consegnati al passato. Un museo, proprio perché istituzione alla quale è stata affidata la custodia dell’eccellenza dell’ingegno umano nei secoli, mentre è una insostituibile memoria storica, è parimenti un segno dell’identità di una Nazione, di una Cultura; questo contenitore di conoscenza oggettiva di un passato, che è anche il nostro, pone questioni di evidente forte carattere esistenziale, con ineludibili implicazioni sia sul piano etico che culturale. E per questo sono grato agli organizzatori e agli illustri Direttori e Studiosi convenuti per aver accettato di renderci partecipi della loro riflessione e del loro dialogo impegnato su alcune tematiche più significative.