Stato della Città del Vaticano
IT  EN FR DE ES 

14 dicembre 2007

ACCENSIONE DELL’ALBERO DI NATALE
IN PIAZZA SAN PIETRO

14 DICEMBRE 2007 –  ORE 17,00


1. Inauguriamo questa sera l’accensione di questo splendido abete che vedete posto accanto all’Obelisco di Piazza San Pietro ed al Presepe che sarà inaugurato la sera della Vigilia di Natale. E’ alto 26 metri e può contare un’età certamente superiore al mezzo secolo. E’ un abete individuato nei boschi della Val Badia dal Corpo Forestale di San Vigilio di Marebbe, ed è un dono al Santo Padre Benedetto XVI da parte dei Comuni di Marebbe, S. Martino in Badia, La Valle, Badia e Corvara, unitamente alla Provincia autonoma di Bolzano. Le maestranze dei Servizi Tecnici del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano lo hanno adornato con oltre 2000 sfere e sulla sua punta hanno messo una grande stella.

Insieme a S.E.Mons. Renato Boccardo, Segretario Generale del Governatorato, al Reverendo Mons. Giorgio Corbellini, Vice Segretario Generale del Governatorato, all’Ing. Pier Carlo Cuscianna, Direttore dei Servizi Tecnici del Governatorato, all’Arch.  Giuseppe Facchini, Vice Direttore dei Servizi Tecnici, ed alle altre Maestranze del Governatorato, mi è gradito in quest’occasione salutare e porgere un cordiale benvenuto:

- al Presidente della Giunta Provinciale  di Bolzano, Dott. Luis Durnwalder,
- all’Assessore Provinciale, Dott. Florian Mussner
- al Presidente del Comitato Organizzativo della Val Badia che ha donato questo    abete, Sig. Francesco Dejaco, Sindaco del Comune di S. Martino in Badia,
-  al Sindaco del Comune di Marebbe, Sig. Fortunato Ferdigg,
- al Sindaco del Comune La Valle, Dott. Franz Complojer,
- al Coro  misto della Val Badia ed alla Banda musicale della Val Badia.

Un cordiale e fraterno saluto e benvenuto a S.E. Rev.ma Mons. Wilhelm Emil Egger, Vescovo di Bolzano-Bressanone, al Reverendo Decano del Decanato di Marebbe, Franz Sottara, ai Parroci della Val Badia qui presenti, e a tutti i fedeli che li accompagnano.

Grazie per la vostra presenza qui oggi. Grazie per questo grande dono della Val Badia, che durante il tempo di Natale abbellirà ed arricchirà questo luogo, per la gioia nostra e di quanti qui verranno.

2. La Val Badia, che si estende per 35 Km. dalla Val Pusteria fino al Gruppo Sella – e che anche è definita il cuore delle Dolomiti – non ha bisogno di presentazione a coloro che sono qui convenuti da Roma e da altre parti. La Val Badia è ben nota a livello internazionale per l’affascinante scenografia dei suoi monti. Essa è meta sempre invitante per moltissimi turisti e per gli sportivi delle nevi, che vi trovano attrezzature sciistiche all’avanguardia. E’ una terra antica, abitata già da una popolazione preistorica, e che nel corso dei millenni è diventata dimora ospitale per popolazioni di diversa provenienza  e di diverse culture, tra le quali merita particolare menzione la più antica, vale a dire quella ladina, che ha saputo conservare la propria lingua – appunto il ladino – nella variante moreo-bodiat.

La bellezza di questo splendido abete ci fa pensare a quella nobile e laboriosa popolazione che ora abita la Val Badia e ci fa sognare, e quasi sentire, il profumo delle foreste e di quei monti bellissimi. Questa sera la Val Badia non è più solo tra le sue incantevoli montagne, ma anche qui, al centro di Piazza San Pietro, nel cuore della Cattolicità.

3. Quest’albero, che ora svetta dinnanzi a noi, testimonia però qualcosa di più. Esso fa, per così dire, qui presente il sentimento di quelle popolazioni, che ben a ragione vedono nel Romano Pontefice un elemento imprescindibile  della loro cultura: cioè di quei valori cristiani di forza e pazienza nelle avversità, di condivisione delle risorse fisiche e morali di fronte alle sfide della natura e della storia, di laboriosità tenace e gioiosa, di sempre rinnovata speranza, di un sentire umano che non si isola nelle strettoie di un particolarismo regionale, ma si apre al respiro universale dell’umanità.
Nel Romano Pontefice, nel successore di Pietro, le popolazioni credenti della Val Badia sanno di avere un punto di riferimento sicuro, una roccia di garanzia per tutto ciò che vale al di là degli interessi della stagione, e che ha dato consistenza e compattezza alla loro profonda identità umana. Sanno di potersi riferire a lui come al centro della irradiazione universale dei valori supremi in cui credono in forza del Cristianesimo, e dell’affratellamento tra i popoli di tutte le culture del mondo. Sanno di avere in lui non solo il Maestro della fede, ma un Padre vicino alle loro preoccupazioni ed alle loro speranze, alla vita dei giovani, come a quella degli anziani. Anche le loro famiglie sono nel cuore del Papa, quando egli, come ha fatto recentemente, invia a tutto il mondo il suo messaggio per la giornata mondiale della pace, e lo intitola: “Famiglia umana, comunità di pace”.

Questo albero è posto accanto al Presepe. L’albero di Natale è in sé un simbolo della vita che sempre si rinnova; e per questo appunto il suo posto giusto è accanto al Presepe, perché lì è la sorgente da cui proviene quella linfa vitale che mai si estingue, “l’acqua – come dice il Vangelo di Giovanni -  che zampilla nella vita eterna” (Io 4, 14), Dio fatto uomo per essere con noi, Gesù benedetto.

4. Per questa testimonianza così simboleggiata da questo albero cresciuto da voi e con voi, parte della vostra Regione e della vostra vita, il Santo Padre Benedetto XVI esprime il suo apprezzamento, il suo incoraggiamento, e la sua gratitudine. Ed a voi qui presenti, che rappresentate la vostra terra e tutte quelle care, laboriose e nobili popolazioni, invia il suo saluto affettuosamente paterno e la sua benedizione.


Pagina 1 di 1
Mappa del SitoDisclaimer | FAQ | Informazioni Utili | News | Staff  | © 2007-11 Uffici di Presidenza S.C.V.