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20 dicembre 2007

PRESEPE DEI NETTURBINI DI ROMA
S. MESSA E BENEDIZIONE

Giovedì 20 dicembre 2007 – ore 17


SALUTO INTRODUTTIVO


Saluto molto cordialmente tutti i presenti.
E’ per me una gioia ed un onore poter essere qui con voi per inaugurare il Presepe dei Netturbini di Roma, ormai parte del panorama natalizio dell’Urbe.

Celebriamo il mistero del Presepe, cioè dell’umanità di Cristo, dell’essersi fatto il Figlio di Dio vero uomo: connaturale al Padre nella gloria, si è fatto connaturale all’uomo  nella nostra umiltà, con i nostri sentimenti, la nostra mente ed il nostro cuore.
Il mistero dell’umanità del Figlio di Dio ci introduce oggi nel mistero dell’Eucaristia, nel suo donarsi a noi totalmente nel sacrificio della Croce offerto al Padre per amor nostro.
Chiediamo al Signore di aprire la nostra mente ed il nostro cuore al suo dono, dono divino ed umanissimo, purificandoci dai nostri peccati ed aprendoci alla sua luce ed alla sua grazia.

 

OMELIA


1. Nella Parola di Dio, che abbiamo ascoltato, ci è stato rivolto un duplice messaggio. Il primo messaggio del Profeta Isaia: Dalla Vergine nascerà un Figlio e sarà : Dio con noi. Ed il secondo, quello del Vangelo: “La Vergine Maria di Nazareth, è lei la prescelta a dar carne al Figlio di Dio, per opera dello Spirito Santo”. In Maria  la profezia si realizza.

2. Il presepe che noi oggi inauguriamo – il Presepe dei Netturbini di Roma – si configura proprio su questa idea: dell’incontro di Dio, che nasce dalla Vergine Maria, per essere Dio con noi, con la nostra realtà: concreta, tangibile, umile.
 Per questo  il vostro presepe è costruito con il tufo, il marmo, il basalto delle strade della nostra città, senza peraltro  escludere le pietre provenienti da ogni parte del mondo: da Betlemme alla Birmania, quasi a significare la vocazione propria dell’Urbe, di essere la città di tutta l’umanità. E per questo il presepe è popolato da personaggi della nostra vita: dai pastori, non solo tradizionali, ma anche da rappresentazioni degli operatori ecologici e di netturbini, che noi incontriamo quando camminiamo per le strade della nostra città.

3. “Dio con noi”. E ciò significa: per tutti, ma possiamo pensarlo – e questo è certo il vostro desiderio - in particolare per i  netturbini dei quali è questo presepe. Dio cammina con noi, sulle  nostre strade; è al nostro fianco quando noi in esse camminiamo,  in esse lavoriamo e viviamo.

4. Ma v’è qualcosa di più specifico in quel significato, qualcosa che pare quasi rivolto ad un aspetto proprio della vita dei netturbini. Dio è  con noi perché egli si è fatto, lui stesso, la nostra strada.   Su questo tema vorrei invitarvi ad un breve cammino con me, un po’  in salita, che ha come due tratti:

Il primo tratto. Giovanni Paolo II aveva una bellissima espressione: “L’uomo è la via della Chiesa”. Possiamo applicare quelle sue parole anche a noi stessi: Dio con noi ha reso l’uomo la nostra via. Sì, l’uomo è la nostra strada. Che l’uomo sia la nostra strada è – direi -  pressoché inevitabile; ma ciò può avvenire in un duplice modo. Il primo: come calpestiamo la strada, così possiamo calpestare l’uomo. Ciò avviene quando nella nostra vita noi facciamo dell’uomo solo uno strumento, che poi, una volta usato, non ci serve più. Ma vi è anche un secondo modo: l’uomo può essere nostra strada in un senso alto; quando cioè noi ravvisiamo in lui il tramite per raggiungere  altri uomini nella loro propria realtà; di più ancora, il tramite per giungere al fine, allo scopo della nostra vita.

Come può avvenire questo? Eccoci ora al secondo tratto del nostro cammino ascendente.

5. Questo può avvenire, se, a sua volta Cristo è la nostra via. Gesù ha detto: “Io sono la via, la verità e la vita”. Cristo è la vera via dell’uomo. Se troviamo in Cristo la nostra via, allora anche l’uomo che noi incontriamo, diventa la nostra via, non nel senso basso di “strumento”,  ma nel senso alto, dell’uomo che non è mai mezzo, mai strumento  e che è invece sempre “fine” in cui noi ci identifichiamo; diventa nostra via, fino a lasciarci riconoscere in lui, nell’uomo, l’immagine stessa di Cristo, il quale ha detto che dobbiamo riconoscerlo anche nell’ultimo dei nostri fratelli. Allora ogni uomo e ogni donna che incontriamo sulla nostra strada, ci appariranno come racchiusi in una luce che ci avvicina anzitutto a lui o a lei, alla persona sulla nostra strada e che ci aiuterà anzitutto  ad incontrarlo con attenzione, con rispetto ed amore, con spirito di identificazione. Ma, oltre a ciò, avvicinandoci alla realtà di questa persona, con la luce di cui essa è portatrice, ci avvicinerà perciò stesso alla meta della nostra vita, a Dio, perché in lei potremo riconoscere l’immagine e la somiglianza di Dio, dal quale è stata creata, il volto di Cristo che l’ha redenta, ed in lei si rispecchia.

6. Dio con noi.

Ci è vicino.

E’ sulla nostra strada.

Ci incontra. Lo incontriamo.
 
Camminiamo con lui.

La Vergine Maria, che ce l‘ha donato con ineffabile amore, ci ottenga la grazia  di saperlo riconoscere.


 

 SALUTO PRIMA DELLA BENEDIZIONE FINALE


Oltre alla gioia di essere con voi in questa celebrazione Eucaristica, oggi ho il grande onore di portarvi la benedizione del Santo Padre Benedetto XVI.
Essa va in modo particolare:

- alle Autorità comunali qui presenti,
- ai Dirigenti dell’A.M.A.,
- a quanti hanno ideato e realizzato questo presepio,
- a tutti i netturbini ed a tutti i dipendenti dell’Azienda Municipale Ambiente di Roma.

A nessuno sfugge – perché tutti ne siamo diretti beneficiari – la difficoltà e la vastità dell’impegno a cui siete chiamati.  E’ un grande servizio che voi prestate per i quartieri storici del Centro dell’Urbe, come per quelli più popolari, ma non meno degni di attenzione e cura, della periferia.

Gli italiani che vengono nella loro capitale, i pellegrini ed i turisti , provenienti da ogni parte del mondo, che la visitano per ammirare le vestigia di Roma antica, o per vivere con il Successore di Pietro una esperienza di fede e di universalità, costituiscono anche per voi un elemento di impegno, sia per il  lavoro che essi stessi inevitabilmente vi arrecano, sia per le loro attese di trovare una città che si presenti con il suo volto più gradevole.

Il Santo Padre Benedetto XVI invia, per mio tramite, l’espressione del suo apprezzamento per tutto ciò che voi fate per rispondere a questo vostro compito, ed il suo incoraggiamento perché il vostro servizio possa corrispondere sempre più adeguatamente ai vostri stessi desideri ed alle attese dei cittadini e degli ospiti della città. Ed a tutte le persone qui presenti, a tutti i netturbini ed a tutti i dipendenti dell’A.M.A., così come ai loro cari, invia di cuore il suo augurio di un Natale gioioso, ricco di tante soddisfazioni, insieme al suo saluto paterno ed alla sua Benedizione.


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