31 maggio 2007
Discorso pronunciato dal Presidente del Governatorato in occasione della visita di Sua Santità Benedetto XVI al Palazzo del Governatorato.
Beatissimo Padre,
L'accogliamo in mezzo a noi con grande gioia e gratitudine e non senza intima commozione.
Vostra Santità può qui vedere dispiegate dinnanzi ai Suoi occhi le strutture portanti della Stato della Città del Vaticano: gli Eminentissimi Membri della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano con i Consiglieri dello Stato, i Giudici dei Tribunali, e l'Esecutivo, cioè la Presidenza del Governatorato, i Direttori ed i Capi degli Uffici Centrali.
Hanno accettato di unirsi a noi - e per questo li ringraziamo vivamente - anche i vertici ed alcuni collaboratori della Segreteria di Stato di Vostra Santità, con la quale il Governatorato intrattiene rapporti privilegiati. E ci sono anche alcuni rappresentanti dei nostri molti amici vicini e lontani; per tutti mi è gradito menzionare i Patrons of the Arts in the Vatican Museums. Ma a circondarLa ed accoglierLa con entusiasmo è, soprattutto, quella che vorrei chiamare la grande famiglia del Governatorato, cioè tutti i nostri e Suoi Collaboratori, Beatissimo Padre, che operano - è mio gradito dovere testimoniare - con competenza e fedeltà nel servizio quotidiano delle strutture statuali, ma anche della Curia Romana, alcuni di essi non di rado onorati di poter essere a diretto servizio del Papa nelle sue funzioni liturgiche o apostoliche.
La visita di Vostra Santità avviene nella festa della Visitazione di Maria Santissima. La coincidenza non è senza significato. La visita di Maria nella casa, umile e virtuosa, di Zaccaria e di Elisabetta, così come la visita di Vostra Santità al Governatorato, sono visite di famiglia. L'unità, come sempre, è fatta da Cristo: là portato da Maria nel suo grembo verginale; qui oggi presente nella persona del Suo Vicario. E noi abbiamo preparato e viviamo questa Sua visita con quello stesso spirito di fede gioiosa per cui Elisabetta ad alta voce proclamò beata la Madre del Signore.
Beatissimo Padre, rinnoviamo oggi di fronte a Lei il nostro impegno di servizio fedele, e per tutti i nostri cari e per noi chiediamo la Sua Benedizione.
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All'arrivo del Santo Padre nella Cappella del Governatorato, Sua Eccellenza Mons. Lajolo pronuncia il seguente breve saluto:
Beatissimo Padre,
gli Eminentissimi Cardinali, le Monache Benedettine del Monastero Mater Ecclesiae e le altre Reverende Religiose operanti nelle Istituzioni in Vaticano, i rappresentanti dei Patrons of the Arts in the Vatican Museums, e tutti i presenti Le danno un filiale, gioioso benvenuto nella Cappella del Governatorato e La ringraziano di tutto cuore per la Sua visita.
Prima di procedere all’atto più pubblico sulla Piazza del Governatorato, dove L’aspettano tutti i nostri Collaboratori, preghiamo Vostra Santità di benedire la pala del Melanzio, recentemente collocata sull’altare, ed il nuovo organo Giani.
Dopo la benedizione il Maestro Libertucci darà una breve prova delle qualità di questo splendido strumento, eseguendo una Passacaglia di Händel.
Grazie, Beatissimo Padre!