5 novembre 2007
SALUTO INTRODUTTIVO ED OMELIA DELLA S. MESSA
CELEBRATA NELLA BASILICA DI S. MARIA MAGGIORE
PER IL PONTIFICIO SEMINARIO LOMBARDO
5 novembre 2007
Ringrazio mons. Tullio Citrini, Rettore del Pontificio Seminario Lombardo per l’invito a questa celebrazione e per le sue amabili parole di accoglienza, e lo saluto fraternamente insieme a tutti voi, cari sacerdoti qui concelebranti o presenti.
Sono molto lieto ed onorato per la presenza dell’Eminentissimo Arciprete della Basilica Liberiana, il Sig. Cardinale Bernard Law, al quale sono unito da vincoli di profonda stima ed amicizia da non pochi anni.
L’essere oggi con voi in questa Basilica, cari sacerdoti, risveglia in me i ricordi degli anni che trascorsi come alunno del Pontificio Seminario Lombardo, prima come studente di filosofia, e poi di teologia presso la Pontificia Università Gregoriana, mentre mi andavo preparando al sacerdozio. Quanto bene ricevetti dalla guida paterna e mite del Rettore di allora, Mons. Francesco Bergoglio, successivamente Vescovo Ausiliare di Milano! Quanti positivi stimoli dall’esempio e dalla conversazione dei miei compagni ed amici di seminario e di studio, chierici e sacerdoti! Soprattutto: quanto incoraggiamento mi sentivo sempre nuovamente infondere dalla Vergine Maria Salus Populi Romani: ad essa, in questa sua casa adiacente al Seminario, affidavo con semplicità, come ho poi sempre nuovamente fatto in ogni successiva tappa del mio servizio sacerdotale, tutte le mie difficoltà, ansie, crucci, attese, speranze, propositi, impegni.
E’ bello ora per me, e ne sono profondamente grato, poter celebrare questa solenne liturgia con voi, giovani sacerdoti, ciascuno dei quali è un prezioso dono di Dio: disegno prezioso - ma che ancora deve manifestarsi in pienezza – per la Chiesa e per tante persone che vi sono ancora ignote, ma che un giorno saranno parte della vostra fisionomia spirituale, come voi della loro.
E’ la prima volta, in vita mia, che ho l’occasione di celebrare in Rito Ambrosiano. E questo vuol ben dire che posso anch’io unirmi a voi, nel considerarmi sempre … - all’inizio! – cosa che non è affatto occasione di scoraggiamento, ma di attesa e di riconoscimento delle sorprese, piccole e grandi, e sempre nuove, che il Signore pone sulla nostra strada.
Per essere sempre più aperti alla sua grazia, ed in particolare per poter entrare con cuore puro in questa celebrazione, presentiamo al Signore la nostra interiore povertà e chiediamogli perdono per i nostri peccati.