9 ottobre 2007
SANTA MESSA
con assemblea di 1.500 fedeli
Parrocchia dei Padri Carmelitani di Chiphaso - Malawi
SALUTO INTRODUTTIVO
1. Ringrazio per le amabili espressioni con cui sono stato qui accolto ed a voi presentato.
Nel Vangelo di oggi l’Evangelista Luca ci parla dell’accoglienza ospitale che Gesù ha ricevuto nella casa di Marta e Maria. Così anch’io mi sono sentito accolto in questo mio primo viaggio nell’Africa sub Sahariana, in ogni luogo dove sono stato, ed oggi, qui, da voi. Ho potuto sperimentare la vivacità ed il calore dell’ospitalità africana. Grazie!
Anch’io – lasciatemelo dire – vi accolgo tutti con affetto fraterno nel mio cuore.
2. Devo portarvi un dono prezioso, e desidero consegnarvelo subito: è la benedizione del Papa Benedetto XVI. Egli mi ha incaricato di farvi giungere il suo saluto paterno e la sua Benedizione Apostolica, come pegno di speciali grazie per voi e per tutti i vostri cari.
3. Nella Messa, che oggi celebriamo, come in ogni Messa, noi siamo uniti in modo particolare al Papa, al Vescovo diocesano ed a tutta la grande famiglia dei Santi, cioè dei fratelli e delle sorelle di Gesù, in cielo e sulla terra.
Apriamo il nostro cuore alla luce ed alla grazia del Signore, per essere a nostra volta degni di godere dell’ospitalità che egli ci offre, invitandoci alla sua mensa in questa celebrazione eucaristica.
OMELIA
(Lc 10, 38-42)
1. Il Vangelo di oggi ci fa’ entrare in una casa in cui si respira il profumo di una ospitalità amichevole. E siamo anche noi coinvolti nel dialogo pieno di confidenza tra Marta e Gesù.
Le due sorelle, Marta e Maria, sono entrambe affascinate dal Maestro; e ciascuna, secondo il proprio temperamento, lo dimostra.
Marta cerca di servirlo nel migliore dei modi e con ogni premura gli va preparando – possiamo pensarlo – qualche bevanda ristoratrice e qualche cibo gustoso. Il Signore lo sa ben apprezzare; e come non potrebbe? Se non ci fosse lei a lavorare, Maria non potrebbe stare ben quieta ad ascoltarlo. E Gesù non le dice di smettere, ma, anzi, le rivolge parole affettuose con quel suo ripetuto: “Marta, Marta!”. E la ripaga con le preziose parole che rivolge a lei, Marta, e che sono giunte fino a noi, nel Vangelo che abbiamo ascoltato. E’ sua sorella Maria, che subito, appena entrato il Maestro, ha lasciato ogni altra occupazione, e si è seduta ai suoi piedi e pende dalle sue labbra, che gliene offre l’occasione. “Una sola cosa – sono le parole di Gesù a Marta – una sola cosa è necessaria. Maria ha scelto la parte migliore che non le sarà tolta”.
Ciò che è necessario, ed è la parte migliore, è dunque di metterci ai piedi di Gesù e di ascoltare le sue parole: cioè di aprirci ad esse con umiltà, attenzione ed amore. Su queste parole di Gesù vorrei offrirvi qualche breve considerazione.