13 dicembre 2008
DISCORSO IN OCCASIONE DELL’INAUGURAZIONE
DELL’ALBERO DI NATALE
Piazza San Pietro, 13 dicembre 2008 – ore 16,30
1. Signor Governatore della Bassa Austria, Dr. Erwin Pröll, la ringrazio vivamente per le Sue parole e La saluto molto cordialmente insieme alla Sua Signora Elisabeth.
Con pari cordialità
- saluto il Sig. Ambasciatore d’Austria presso la Santa Sede, Dr. Martin Bolldorf, con la sua gentile consorte Signora Klara,
- il Direttore Generale della Rergione Bassa Austria, Dr. Werner Seif,
- S.E.R. il Vescovo diocesano di St. Pelten, Mons. Dr. Klaus Küng,
- il Sig. Canonico Professor Mag. Josef Eichinger,
- il Sindaco del Comune di Gutenstein, Johannes Seper,
- le altre distinte personalità della delegazione della Bassa Austria.
Con voi avete portato anche die Ziersdorfer Turmbläser e die Altenburger Sängerknaben, che già ci hanno allietato con la loro arte. Li saluto e ringrazio.
2. E’ per me un vero piacere potermi fare interprete dei sentimenti di gratitudine della Santa Sede e del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano per il meraviglioso dono di questo abete, che avete voluto offrire al Santo Padre in occasione del Natale di quest’anno. E’ un dono che ha un molteplice significato.
Esso significa anzitutto la vostra vicinanza al Santo Padre Benedetto XVI. Non ho bisogno di farmi interprete dei suoi personali sentimenti verso di voi come di tutti i vostri concittadini, perché lui stesso, il Santo Padre, nel poco tempo in cui è Papa, ha già fatto visita all’Austria due volte, ed ha espresso il suo amore per la vostra gente, la sua ammirazione per la testimonianza di fede della vostra Chiesa, e per la vostra ricchissima cultura. Tra Benedetto XVI e l’Austria v’è un legame affettivo, cementato anche da molti ricordi familiari.
Questo albero, posto in Piazza S. Pietro, è anche un segno della bellezza della vostra terra, con i suoi monti, laghi, fiumi, con le sue belle città e pittoreschi villaggi, le sue ricche terre coltivate, ed i suoi celebrati vigneti. E’ un Bundesland, il vostro, che si dispone come una ben degna corona intorno alla città regale ed imperiale, la Capitale Vienna.
Il privilegio di rappresentare tale bellezza della vostra terra appartiene questa sera alla comunità di Gutenstein. Ad essa ed a tutti i suoi abitanti giunga un cordiale saluto ed un ringraziamento da Piazza S. Pietro.
L’albero di Natale non è nato come simbolo cristiano, ma, come tutte le cose belle e buone, è stato fatto proprio dalla Chiesa cattolica. Benedetto XVI, anche sulla scia di Giovanni Paolo II, ha detto che l’albero natalizio, con le sue foglie sempre verdi, richiama la vita che non muore, e, con le sue luci, è segno e richiamo della sfolgorante luce divina.
Come tale risplenderà oggi il vostro albero da questa Piazza. E la stella, che brilla dall’alto dei suoi 33 metri, vorrà risplendere come la stella di Cristo Redentore: stella di pace per un mondo insanguinato dall’odio, stella che addita a tutti la strada della reciproca comprensione e concordia, per un mondo prospero ed operoso.
Grazie, cari amici del Comune di Gutenstein, del Land Federale della Bassa Austria, e dell’Austria. Ci avete resi partecipi di un regalo grande, bello e significativo. Esso ci invita ad alzare lo sguardo ed il cuore, e rimarrà per l’ammirazione e la gioia di grandi e piccoli accanto alla capanna di Betlemme, ora in allestimento in Piazza S. Pietro, per tutto il tempo delle Festività del Natale.
A tutti voi, ed ai vostri cari, giunga dal Vaticano l’augurio di un Avvento luminoso di grazia e di un Natale pieno di quella stessa gioia che gli Angeli annunciarono ai pastori di Betlemme.