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15 agosto 2008 (mattina)

OMELIA PER LA FESTA DELL’ASSUNTA A NOCHE

15 agosto 2008 - ore 10,00

1. Ci sono due feste che riempiono in modo particolare di gioia il nostro animo di credenti, due feste che potremo dire “gemelle”: L’Ascensione, che si celebra quaranta giorni dopo la Pasqua, e l’Assunzione il 15 agosto.
Nell’Ascensione contempliamo nella gloria del Paradiso Cristo risorto, assiso alla destra del Padre, come diciamo nel Credo; nell’Assunzione Maria, la Madre di Gesù, assisa alla sua destra. Cristo, che è sempre vivo ad intercedere per noi pressi il Padre e che verrà a giudicare con giustizia e misericordia i vivi ed i morti; Maria, anch’essa sempre viva a pregare con noi e per noi, come Madre amorosissima, vicina ad ogni nostro bisogno, ad ogni nostro dolore e ad ogni nostra speranza.
Gesù e Maria, che anche con il loro corpo terreno, ma non più mortale, sono nella gloria del Padre, non per questo sono meno vicini a noi, ancora pellegrini sulla terra. E noi, guardando a loro, camminiamo in questa vita verso là dov’è il nostro cuore, dove anche il nostro corpo mortale sarà simile – come quello di Maria – al corpo glorioso di Cristo.

2. Maria è stata sottratta alla corruzione della morte, perché - come dice il Prefazio della Messa di oggi – giustamente Dio non ha voluto lasciare alla corruzione del sepolcro colei che ha generato il Signore della vita.
Maria ha però anche meritato di essere sottratta alla corruzione della morte perché essa, come nessun altro, è stata partecipe della morte di Gesù. Sul Golgota una spada le trapassò l’anima, come aveva predetto Simeone. Visse la morte di Gesù nel bruciore lancinante dello spirito. Non fu esentata, come non lo fu il suo divin figlio, dalla morte fisica; ma subito dopo il termine della sua vita terrena – lei che in modo unico era stata partecipe dell’incarnazione e della redenzione di Cristo - fu resa pienamente partecipe dell’incorruttibilità, della gloria e della Resurrezione di Cristo.

Noi non guardiamo dunque oggi  a Maria solo come ad una creatura privilegiata; guardiamo a lei come a nostro esempio. Chi muore con Cristo, risorgerà con Cristo. Questo è – possiamo ben dirlo – il DNA soprannaturale che ci è dato con il Battesimo. Esso però è accompagnato da una condizione, senza la quale tutto è vano: la fede. Maria è stata dichiarata “beata” da Elisabetta per la fede: “Beata te che hai creduto nell’adempimento della parola del Signore”. E Gesù ha detto di noi parole simili, quando otto giorni dopo la sua risurrezione, comparendo agli Apostoli ed a Tommaso, disse: “Perché mi hai veduto hai creduto. Beati quelli che, pur non avendo veduto, crederanno” (Gv 20, 28).

3. Tenendo oggi il nostro sguardo fisso in Maria Assunta in cielo, noi ci accorgiamo che si apre su di noi un orizzonte diverso  da quello che ci è proposto dal mondo, una visione della realtà futura, che cambia completamente il senso della nostra giornata presente. Non è vero che ciò che conta è solo il momento presente. E’ anche il momento presente; ma dipende da quale sarà il futuro su cui esso si apre. E’ la fede che fa la differenza. Ricordate le parole di Gesù? ”Chi crede in me – ha detto Gesù – anche se muore vivrà” (Gv 11, 25).

4. Preghiamo dunque Maria Assunta in cielo perché ci ottenga la grazia di una fede salda ed operosa: una fede che ci faccia camminare sempre consapevoli della realtà, spesso drammatica, del tempo presente, ma non meno dei cieli nuovi e della terra nuova, nostro vero destino; sempre con i piedi ben saldi sulla terra, ma con il cuore sempre aperto, con sicura speranza, verso la Gerusalemme celeste.

5. Con gli occhi oggi rivolti a lei, la Donna vestita di sole, vengono spontaneamente al nostro cuore quelle parole di S. Bernardo, che sicuramente vi sono già note, ma che mi piace di ricordare a conclusione di questa breve meditazione.

Nei pericoli, nelle angustie, nelle incertezze,
pensa a Maria, invoca Maria.
Non s’allontani dalla tua bocca,
non s’allontani dal tuo cuore.
E per ottenere il suffragio della sua preghiera,
non abbandonare l’esempio della sua vita raccolta in Dio.
Seguendo lei non ti smarrisci,
pregando lei non ti disperi,
pensando a lei non sbagli.
Se lei ti tiene, non cadi;
se lei ti protegge, non temi;
se lei ti guida, non ti stanchi;
se lei ti dà il suo favore,
tu arrivi al tuo fine.


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Causa di Beatificazione e di Canonizzazione del Servo di Dio Giovanni Paolo II

 

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