15 agosto 2008 (pomeriggio)
La terza giaculatoria è rivolta a Maria, Regina della pace.
Cristo è venuto a portare la pace tra Dio e l’uomo, liberandolo dal peccato; la pace tra uomo e uomo, liberandolo dall’egoismo. Cristo è il Principe della pace: pace fatta di verità, di giustizia, e anche di perdono, perché senza perdono non c’è giustizia. Ce l’ha insegnato Gesù, quando ci ha preannunciato che userà la nostra misura di misericordia verso gli altri come misura della sua misericordia verso di noi, quando ci ha fatto chiedere al Padre di perdonarci così come noi perdoniamo. Forse che per questo la pace è troppo dolorosa? Ma per la pace non c’è prezzo.
Quando la pace è in pericolo in una famiglia, non è mai solo una famiglia a soffrirne.
Quando la pace è in pericolo per un popolo, non è mai solo una parte del mondo a soffrirne. E’ la nostra esperienza. Chi lo può negare?
Di fronte al segno grandioso della Donna coronata di dodici stelle, la prima lettura ci ha presentato un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna, e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla Donna, che stava per partorire, per divorare il bambino appena nato. Il seminatore di odio, il nemico della pace minaccia l’umanità, ma mira, alla fin fine, a detronizzare l’uomo dal regno divino per cui è stato creato. Vuole spegnere nella polvere le stelle del cielo, e così distruggere il regno di amore di Dio. Nella guerra di tutti contro tutto, nello scontro delle civiltà, l’uomo deve dimenticare di essere figlio di Dio, deve dimenticare di quale regno è erede.
Non però al seminatore di odio, ma al Figlio della Donna, cioè a Cristo, è promessa la vittoria finale. Per questo la Chiesa continuerà ad annunciare la verità, l’onestà, la giustizia, la misericordia ed il perdono: perché si realizzi quel regno di pace che Dio vuole.
Per questo noi ci rivolgiamo a Maria, Regina coronata di dodici stelle, e la supplichiamo: Maria, Regina della pace, prega per noi.
Questa nostra preghiera sia comune, sia fiduciosa, sia ardente. Per noi e per le nostre famiglie, per la Chiesa, per il mondo.
Essa è oggi avvalorata da un segno particolare.
Il Santo Padre Benedetto XVI mi ha incaricato di trasmettere a tutti voi, qui presenti, come segno del suo particolare affetto e come incoraggiamento a pregare ed a vivere per il vero bene della famiglia e per la pace nel mondo, la sua Benedizione Apostolica.