15 luglio 2008
6. La prima lettura della Messa ci ha trasportato nel Cenacolo, dove gli Apostoli sono riuniti insieme a Maria, e, secondo l’ordine dato dal Risorto, pregano, attendendo la Potenza che verrà loro donata dall’alto, lo Spirito Santo (Lc 24, 49; At 1,8).
Nell’ultima cena Gesù aveva promesso lo Spirito Santo ai suoi Apostoli, dicendo che lo Spirito Santo avrebbe ricordato loro le sue parole e li avrebbe introdotti in ogni verità (Gv 13, 16). Gli Apostoli ora pregano, invocando la venuta dello Spirito Santo, per poter essere resi capaci di un rinnovato ascolto della Parola di Dio, per dare testimonianza con la propria parola, ma ancor più con la propria vita, della Risurrezione di Cristo. Maria è in mezzo a loro, quasi come centro naturale della loro preghiera, in obbedienza alla parola di Gesù.
Anche questa scena è realtà e simbolo. Perché Maria continua ad essere accanto, anzi in mezzo ad ogni comunità dei discepoli di Gesù, che invoca la forza dello Spirito Santo. Così, anche ora, è in mezzo a noi. E per questo noi ci rivolgiamo a Maria, ascoltatrice, serva e Madre della Parola di Dio, e a lei ci affidiamo nella nostra preghiera.
Ci ottenga la sua materna intercessione di essere aperti al soffio dello Spirito per sempre meglio comprendere la Parola di Dio, e compierla.
Ci ottenga dallo Spirito Santo la forza di un’umile, gioiosa e perseverante testimonianza. Così noi saremo, secondo l’insegnamento di Gesù, suoi fratelli e sorelle – e madre: perché è così che nasce, vive e cresce la Chiesa, Corpo di Cristo.
7. A questa nostra preghiera vuol dare espressione di meditante dolcezza il canto che ci verrà proposto all’offertorio:
Maria,
tu che hai atteso nel silenzio
la sua parola per noi,
tu che sei stata così docile
davanti al tuo Signor;
tu che hai portato dolcemente
l’immenso dono d’amor;
aiutaci ad accogliere il Figlio tuo,
che ora vive in noi.