Stato della Città del Vaticano
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1° ottobre 2008


I Musei Vaticani non costituiscono solo un complesso di straordinario valore storico artistico, ma anche un luogo di incontro con una particolare esperienza del bello, di più, dell’incontro stesso con la bellezza dell’evento cristiano che ha provocato l’animo e la mano di uomini straordinari ai quali la Provvidenza ha assegnato il peculiare compito di immortalare il senso stesso del Mistero, proponendolo sotto forma di affreschi, quadri, arazzi… Se così non fosse, io non mi spiegherei perché ogni anno, ogni giorno, con qualsiasi tempo atmosferico, una fila lunghissima, paziente e ordinata, si snoda lungo le mura di questo piccolo Stato.

L’approccio alla verità cristiana mediato attraverso l’espressione artistica o storico-culturale ha una chance in più per parlare all’intelligenza e alla sensibilità di persone che non appartengono alla Chiesa cattolica e talvolta possono nutrire verso di essa pregiudizi e diffidenza. Coloro che visitano i Musei Vaticani hanno modo di "immergersi" in un concentrato di "teologia per immagini", sostando in questo santuario di arte e di fede”; così Sua Santità Benedetto XVI, ricevendo dirigenti e personale di questi Musei nel novembre 2006, ha sintetizzato, con la consueta chiarezza, l’ ”unicum” che questi Musei rappresentano.

L’arte diventa così linguaggio universale, capace di interpellare nel profondo ogni uomo, al di là delle provenienze geografiche e culturali; la incredibile esperienza di trovarsi a fissare, con lo stupore direi di un bambino, il soffitto affrescato da Michelangelo nella Sistina – esperienza che voi quotidianamente potete vivere! – unisce chiunque abbia la singolare opportunità di varcare le nostre porte. Si sperimenta così la verità di quanto il Servo di Dio Giovanni Paolo II ha avuto modo di scrivere agli artisti nella sua celeberrima lettera: “La bellezza è in un certo senso l'espressione visibile del bene, come il bene è la condizione metafisica della bellezza”.

Ovviamente la Chiesa non si ferma a questo livello, ma ha una pretesa in più perché sa che ogni bellezza terrena, per quanto travolgente, nulla può di fronte alla “bellezza” di Colui che ci ha amato così tanto da offrire il Suo Figlio per noi. “La bellezza è cifra del mistero e richiamo al trascendente. E invito a gustare la vita e a sognare il futuro. Per questo la bellezza delle cose create non può appagare, e suscita quell'arcana nostalgia di Dio che un innamorato del bello come sant'Agostino ha saputo interpretare con accenti ineguagliabili: « Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova, tardi ti ho amato!” (Giovanni Paolo II, Lettera agli artisti)

Oggi la Chiesa celebra la memoria di Santa Teresa di Gesù Bambino, dottore della Chiesa e Patrona delle Missioni, alla cui intercessione affidiamo il nostro lavoro e la missione particolare dei Musei.


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Causa di Beatificazione e di Canonizzazione del Servo di Dio Giovanni Paolo II

 

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