Stato della Città del Vaticano
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20 dicembre 2008

PRIMA DELLA BENEDIZIONE FINALE DELLA MESSA

Prima di dare la Benedizione che conclude questa celebrazione eucaristica, da parte dei Superiori e dei Collaboratori tutti della Santa Sede e del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, e mia personale, desidero esprimere il sincero apprezzamento e la viva gratitudine ai medici, agli infermieri, ed a tutti coloro che operano nell’ambito della Direzione dei Servizi di Sanità ed Igiene.

E’ esperienza, credo, di tutti noi la professionalità, la dedizione e l’umanità che incontriamo ogni volta che ricorriamo ai Servizi Sanitari.

Chi si affida alle vostre cure, o anche solo al vostro consiglio, ne trae generalmente beneficio, ma vorrei dire ancor di più, ne trae sempre nuovo motivo di speranza. Personalmente ho sempre considerato il medico come l’uomo o la donna che dà speranza, e l’infermiere come l’uomo o la donna che con la sua assistenza conferma ed accompagna nella speranza. E tutti gli altri, che operano negli altri settori necessari all’organizzazione sanitaria, sono certo coinvolti in questa stessa interiore attesa di bene. E questa non è la minima delle vostre prerogative.

Da parte mia posso dire che il Governatorato ha sempre avuto, nonostante le spiacevoli ristrettezze delle nostre disponibilità finanziarie, la volontà di offrire agli operatori della vostra Direzione una strumentazione adeguata, e, nonostante la limitatezza degli spazi a disposizione, condizioni logistiche soddisfacenti. Com’è noto, le strumentazioni e le analisi mediche diventano sempre più sofisticate e costose, mentre i nostri mezzi già solitamente limitati, in questi anni vanno facendosi criticamente più scarsi. Non dubito, però, che la maggior valentia dei medici e degli infermieri potrà sopperire alle inevitabili limitazioni tecniche.

Al doveroso riconoscimento, che è mio gradito dovere di esprimere, non posso non aggiungere i più cordiali auguri:

- auguri per il Natale del Signore, ormai imminente, perché possa essere un momento di gioia spirituale, insieme a tutte le persone a voi più care, al Santo Padre, ai vostri colleghi ed amici, ed a tutta la Chiesa;

- ed auguri per l’anno che sta per aprirsi. L’anno che volge al termine ha avuto certamente i suoi pesi, le sue rinunce, delusioni e sofferenze, ma se li mettiamo in bilancia, molto più sono stati i beni che abbiamo avuto dal Signore: tanti e poi tanti, che non ci è nemmeno possibile di contarli tutti.

Ed ecco gli auguri: possa essere il nuovo anno per tutti voi un anno in buona salute: la buona salute del medico è, direi, parte della buona salute del malato. In questo l’augurio non è dunque del tutto disinteressato, ma, appunto per questo, … . Possiate nel nuovo anno vedere realizzati i vostri desideri migliori. Di una cosa potete essere certi – ed è la più importante e consolante – ed è che il Signore mai ci abbandona.

Non c’è dunque ragione più valida per avventurarci in questa nuova frazione della nostra vita con fiducia e serenità.

E così: con la mia Benedizione auguro a tutti voi ed ai vostri Cari un gioioso Natale ed un felice 2009.


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Causa di Beatificazione e di Canonizzazione del Servo di Dio Giovanni Paolo II

 

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