22 dicembre 2008
IN MEMORIA DI DANIELE ZARA
AL TERMINE DELLA S. MESSA DI SUFFRAGIO
22 dicembre 2008, ore 17
Carissimi,
siamo raccolti insieme nella celebrazione del mistero eucaristico in suffragio del nostro Daniele. Il mistero eucaristico dà luce al mistero della sua morte.
“Io sono il pane vivo disceso dal Cielo. Se uno mangia di questo pane, vivrà in eterno” (Gv 6, 51). Così ha detto il Signore Gesù, il Signore della vita, il vincitore della morte. Ed ha aggiunto: “Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me, ed io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me, vivrà per me … Chi mangia questo pane vivrà in eterno” (Gv 6, 57 – 58).
Per questo, proprio nel mistero dell’Eucarestia, in cui si attua sacramentalmente il mistero della morte e resurrezione di Gesù, noi crediamo e sappiamo di essere ancora e sempre uniti a Daniele, così come a quanti sono vissuti e morti in Cristo, ai Santi, a Maria, Madre di Dio e dolcissima Madre nostra, ed agli Angeli del Signore.
“Nessuno di noi vive per se stesso – ha detto l’Apostolo Paolo – e nessuno di noi muore per se stesso; perché se noi viviamo, viviamo per il Signore, se noi moriamo, moriamo per il Signore. Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo dunque del Signore. Perché per questo il Signore è morto ed è ritornato alla vita, per essere il Signore dei morti e dei vivi!” (Rom 14, 7).
Quale consolazione ci viene da queste parole dell’Apostolo, che sono parole di Dio! Daniele vive, in Cristo. Sono stati spezzati tanto più dolorosamente quanto più repentinamente i vincoli terreni – vincoli di affetti familiari, di speranze d’amore prossime a compiersi, di consuetudini di vita e di lavoro con i colleghi, con noi - e non è questo dolore grande? Ma quanto più grande e forte è la speranza, la consolazione che ci viene dall’Eucaristia: promessa, certezza di vita ora, nel Signore morto e risorto per noi, speranza, come la Chiesa stessa ha pregato con noi, che lo ritroveremo, quando il nostro corpo mortale risorgerà in Cristo, e sarà simile al corpo glorioso del Signore, ed egli asciugherà ogni lacrima dal nostro volto, e vedremo Dio - la Vita – volto a volto. E la nostra gioia sarà piena.
Intanto ci accompagniamo e sosteniamo a vicenda – accompagniamo e sosteniamo la Mamma di Daniele, e tutte le persone a lui care, che lo hanno amato, che lo amano ancora e sempre – con la solidarietà del nostro cordoglio umano e della nostra speranza cristiana.