24 agosto 2008 (Tinella)
Immaginatevi un grande pianista o violinista, un cantante che canta e suona, come si suol dire, divinamente bene. Forse che ha paura della musica? No! perché la musica è per lui una seconda natura. Suonare e cantare è la sua vita! Notate, però: per continuare a cantare e suonare così bene, egli pone ogni attenzione, e si esercita ogni giorno con passione, ed è pronto ai più grandi sacrifici, pur di non scadere nella sua grande bravura. Perché? Perchè vuole garantirsi, ha timore di non poter essere più all’altezza, di non essere più adeguato alle esigenze della musica che egli tanto ama. Questo è il timore che egli ha per ciò che ama di più, ed è la sua vita. Un timore che non è paura, ma che è una espressione di amore.
Così è per il timore di Dio. Dio è ciò che di più amabile, prezioso e grande noi possiamo avere. E per questo lo amiamo con tutto il cuore, con tutta la mente, con tutte le forze, lo custodiamo dentro di noi con quella venerazione con cui questa bellissima chiesa custodisce il Santissimo. Noi siamo appunto tempio di Dio, ci ha detto San Paolo, perché lo Spirito Santo abita in noi. Proprio per questo, noi stiamo attenti a non fare nulla che sia contrario a Dio, che sia una stonatura nei nostri rapporti con lui; noi facciamo tutto il possibile per restargli vicino. Dio è il nostro punto di riferimento costante, la nostra gloria, e per nessuna ragione al mondo vogliamo perderlo dalla nostra vita. Questo è – in parole povere – il Timore di Dio. Che è, voi lo capite, proprio lo stesso del vero, e ben concreto amore di Dio; ed è - il timore di Dio - un dono così prezioso dello Spirito Santo, che la Sacra Scrittura dice che il Timore di Dio è non solo il fondamento della sapienza, ma anche la sua pienezza e la sua corona. (Sir 1, 12; 14; 16).
3. Ed ora torniamo un momento indietro, al sigillo dello Spirito Santo. Esso è quel marchio, ho detto, che chi si avvicina a voi, deve subito notare che è in voi, e che voi mostrate come ciò che avete di più prezioso e che vi caratterizza. In concreto, dunque, esso dovrà indicare proprio questo: che voi amate Dio, cercate di stargli vicino, e fuggite il peccato che distrugge l’amore di Dio.
E siccome amate Dio, amate anche il prossimo, che è immagine di Dio. E siccome fuggite il peccato, oggetto dei vostri pensieri e delle vostre azioni sarà tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita lode (Fil 4, 8).
Questa è la qualità, anzi, l’eccellenza, di cui il sigillo dello Spirito Santo, che vi è dato in dono, vuole caratterizzare la vostra vita. Se così sarà, testimonierete di essere cristiani degni di questo nome.
Perciò vi ho detto che questo giorno non lo dovete mai dimenticare, non tanto come data del calendario, ma perché da oggi in poi la vostra vita vissuta, la vita di ogni giorno, ne deve risultare impreziosita.
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Ed ora per prepararci a ricevere questo grande sigillo e dono, lo Spirito Santo, rinnovate le vostre promesse battesimali, con le quali vi impegnate a vivere come degni figli di Dio Padre, fratelli di Gesù, templi dello Spirito Santo. E tutti i presenti, a partire dai padrini e dalle madrine, le rinnoveranno con voi.