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24 agosto 2008 (Vinchio)


4. Ma il Paese vero – e chi lo potrebbe negare? – siete voi che siete rimasti in queste case e curate questa terra, e vi conservate il profumo e l’incanto di quel “paesello degno di pennello” – come sovente lo qualificava il mio nonno materno Giovanni Tobia, citando un “canto”, una poesia dedicata a Vinchio ed ai suoi “martiri”. L’immagine dei vigneti, che quasi pettinano i dolci colli del Monferrato, talvolta aperti in suggestivi anfiteatri naturali, i prati, i boschi, i campanili ed i castelli di questa regione, sono immagini di un sogno ad occhi aperti, dal quale io mi sento come avvolto ad ogni mio ritorno a Vinchio.

5. Ancora una parola devo dire, e mancherei ad un mio bisogno interiore se non la dicessi. E’ per ricordare il debito di gratitudine che Vinchio deve ai Parroci della sua storia, che qui hanno dato il meglio di se stessi, per tenere tutti vicino a Dio, per aiutare i genitori ad educare i figli alle virtù, affinché essi possano essere degni di loro e di questo paese, per gioire con voi delle vostre gioie, e per piangere con voi per le vostre lacrime. Abbiamo qui un esempio vivente in Don Aldo, che so da tutti voi molto apprezzato e molto amato, Vicario Episcopale, pastore di tutti, ma con speciale paterno affetto dei giovani.

Non posso dimenticare ovviamente il debito che Vinchio ha anche verso i suoi Amministratori, i Sindaci ed i Consiglieri comunali eletti dalla popolazione, che si sono posti con alto senso di dedizione civile al servizio del paese negli anni buoni come in quelli cattivi. Mi è gradito salutare qui, in modo particolare, il Sindaco Arch. Andrea Laiolo, così come i benemeriti suoi predecessori, il Signor Renzo Giordano, il Cav. Domenico Festa, autore di numerose provvide iniziative, e tutta la giunta comunale.

6. Cari Vinchiesi,

ho parlato un po’ di Vinchio, di cui ora mi onoro di avere le chiavi, aprendovi i miei pensieri e sentimenti con semplicità e con affetto. Naturalmente avere le chiavi vorrà dire non solo custodirle, ma anche usarle. E come? Don Aldo mi ha sussurrato in un orecchio che, con queste chiavi, avrò il diritto di preannunciarmi in ciascuna delle vostre famiglie, all’ora di pranzo, e senz’altro di mettere anch’io con voi le gambe sotto il tavolo e di fare onore agli squisiti manicaretti, che le donne di Vinchio sanno preparare con tanta arte, ed innaffiarli con i famosi vini di Vinchio, che nulla tolgono alla bontà dei vini dei paesi vicini, ma soltanto sono i migliori; e ciò grazie anche alla Cantina Sociale di Vinchio -Vaglio, sempre attenta a tenerne alta l’eccellenza – anzi l’ “Eminenza”! Dunque: ho le chiavi! Attendetemi!

Ma non per questi giorni. Al di là dei quali vi do sin d’ora un altro arrivederci, nella Città Eterna, a Roma, dove vi attendo numerosi, perché, certo là vi rimane ancora tanto da vedere. I romani vi aspettano!


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