Stato della Città del Vaticano
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25 aprile 2008

S. MESSA NEL SANTUARIO DELLA MADRE DEL BUON CONSIGLIO

Genazzano (Roma), 25 aprile 2008

Saluto introduttivo


Vorrei premettere a questa nostra celebrazione, cari fratelli e sorelle, quasi all’ingresso del grande tempio dell’amore materno di Maria, una specie di confessione dei miei rapporti con Maria, Madre del Buon Consiglio. Perché a lei devo molto, e quindi è ben giusto che io ne parli, anzitutto per dare gloria a Dio in Maria, e poi anche per  entrare quasi in un rapporto più personale con voi,  che certamente manifestate con la vostra presenza, qui, oggi,  di essere con la Madre del Buon Consiglio in un rapporto speciale.

Ebbene, posso dire che considero d’essere sempre stato da lei assistito in modo speciale. Per non andare troppo indietro con gli anni, vorrei cominciare da quando venni nominato Arcivescovo Segretario dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, nel 1988. Era un compito delicato e difficile, come forse potete immaginare, ed io in realtà non ero ad esso preparato. Feci un pellegrinaggio qui, alla Madre del Buon Consiglio; ed essa mi fu prodiga di ogni genere di aiuto. Fra l’altro, il bilancio della Santa Sede, che era in passivo, tornò in attivo, certo non solo per opera mia.

Venni poi nominato, nel 1995, Nunzio Apostolico in Germania, cioè rappresentante del Papa in quella grande e complessa Nazione. I problemi non mancavano: problemi interni alla Chiesa, problemi nei rapporti con i Länder (i Länder sono regioni autonome della Germania), problemi per il padiglione della Santa Sede da organizzare per l’esposizione universale di Hannover nel 2000, problemi per il trasferimento della Nunziatura da Bonn a Berlino e per la costruzione della nuova sede. Nel mio studio di Nunzio Apostolico avevo proprio di fronte alla mia scrivania un bellissimo quadro rappresentante l’arrivo a Genazzano dell’immagine della Madre del Buon Consiglio, accolta dai Padri Agostiniani. Quante volte la invocai, perché non sapevo qual fosse la via da imboccare! Il suo aiuto non mi è mai mancato.

Nel 2003 venni trasferito in Vaticano, alla Segreteria di Stato come Segretario per i Rapporti con gli Stati  (cioè come Ministro degli Esteri della Santa Sede). Potete ben pensare quanto, in questo mondo, dopo l’11 settembre 2001, così sconvolto e tutto dolente ed insanguinato, i fatti ed i problemi che venivano portati all’attenzione del Santo Padre e della Segreteria di Stato, fossero gravi ed urgenti. Anche allora non mancai di pellegrinare a questo Santuario, per ricevere da Maria luce interiore e coraggio.

Ora, nel mio nuovo Ufficio di Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano,  sono confrontato con un altro genere di problemi, certo meno brucianti di quelli della Segreteria di Stato, ma, sotto certi aspetti, ricadenti con maggior peso su di me, essendo io posto all’apice dell’organizzazione statuale del Vaticano, con 1.800 dipendenti. Sono già venuto, ed ora ritorno, alla Madre del Buon Consiglio, nel giorno della sua festa, per invocare il suo aiuto, ed anche per chiedere a voi di assistermi con la vostra preghiera, così come io vi assicuro della mia per tutti i bisogni vostri e delle vostre famiglie.

Per questo, per l’occasione di questa celebrazione e di questo incontro con Maria, Madre del Buon Consiglio, e dell’incontro con voi tutti, suoi devoti, occasione così amabilmente offertami dal Reverendo Padre Marco Morasca, Superiore dei Padri Agostiniani, esprimo viva gratitudine.

Ora, prima di entrare nella celebrazione della Santa Messa,  chiediamo al Signore di purificare il nostro cuore, perché anch’esso, come quello di Maria, e per sua intercessione, sia reso umile e puro, aperto alla grazia dell’incontro con Gesù nel sacramento dell’Eucaristia.


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Causa di Beatificazione e di Canonizzazione del Servo di Dio Giovanni Paolo II

 

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