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26 luglio 2008


7. L’Angelo del Signore fece l’annuncio a Maria – ed essa concepì per opera dello Spirito Santo. Non si può non pensare che Anna, come la più naturale confidente di Maria, non sia stata da lei messa a parte del segreto – sconvolgente! – della sua divina maternità verginale. Quando? Non è dato sapere, ma, possiamo presumere, almeno dopo che Giuseppe era stato rassicurato, in sogno, dall’Angelo che Maria era incinta per opera dello Spirito Santo. Quali parole di fede, di speranza, di adesione alla volontà di Dio, di trepidazione e reciproco amore le due donne, madre e figlia,  con la presenza del terzo, cioè di Gesù, nel grembo immacolato di Maria - potranno essersi scambiate?

8. E venne il giorno in cui Giuseppe, accompagnato da Maria, ormai nell’imminenza del parto, dovette partire per Betlemme per il censimento. Che cosa può fare, che cosa fa una madre per la figlia in analoghe circostanze? Le fa le sue raccomandazioni, amorevoli, e la incoraggia; e poi prepara le cose più necessarie per il vitto e gli indumenti. Chissà che le fasce in cui Maria avvolse Gesù, deponendolo nella mangiatoia di Betlemme - così precisa l’Evangelista Luca - non fossero state preparate dalle mani esperte di mamma Anna? La nostra fantasia certo non è storia, ma corre dietro a quegli inesprimibili sentimenti, a quelle dolci attese che furono nel cuore di Anna come nel cuore di Maria.
Poi Giuseppe, avvisato dall’Angelo del pericolo di Erode, prende con sé il bambino e sua madre, nella notte, e fugge in Egitto (Mt 2. 14). Gioacchino ed Anna avranno ricevuto notizia di questa svolta drammatica? E come avranno atteso il ritorno della loro figlia con il bambino? E come avranno anch’essi cercato di badare al piccolo Gesù nell’umilissima casa di Nazareth, mentre egli cresceva in sapienza, età e grazia? Come ha detto il Vangelo di oggi (Mt 13,16), beati davvero i loro occhi che vedevano quelle dolci creature e le loro orecchie che sentivano il suono della loro voce cristallina, ed ancor più potevano godere delle loro parole piene di grazia e di verità.

9. Sarebbe bello, certo,  saperne di più! Ma di questo, come di tutto il resto, i Vangeli e gli altri scritti del Nuovo Testamento non ci dicono nulla. Ciò che sappiamo è solo questo: che “Anna” è il nome dato dalla tradizione alla madre di Maria. Ma forse che questa relazione tra madre e figlia dice poco? Senza voler oltre indulgere alle fantasie del nostro cuore, pure legittime, ma appunto non suffragate dai necessari dati della storia, alla nostra fede può bastare di sapere questo: la nostra umanità, che Gesù benedetto, il nuovo Adamo, derivò da Maria, aveva le sue radici più prossime in Anna e Gioacchino, così come le sue radici ultime nel primo Adamo. E possiamo anche dire che, come Anna attraverso Maria appartiene alla famiglia di Gesù, così per il medesimo tramite di Maria, Madre nostra e di Gesù, nostro fratello, Anna, insieme a Gioacchino, appartiene ad ogni famiglia cristiana. E’ tra i nostri “antenati”, nella fede.

10. Per questo ci ottenga essa da Dio una fede umile e semplice.
Ottenga alle nostre famiglie di essere, come la sua, scuola di sapienza e di virtù, di autenticità umana, di apprezzamento e di gusto per le cose semplici, che sono quelle più vere … .
Ci ottenga l’amore a Maria, che sempre porta con sé l’amore più grande: l’amore per Gesù, suo figlio, nostro fratello e Signore.


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