26 novembre 2008
3. Com’è quindi sorta, presso lo Stato della Città del Vaticano, l’idea di dare questo segno ecologico, tangibile, nel suo stesso minuscolo territorio?
L’idea, l’intuizione è merito dell’Ing. Pier Carlo Cuscianna, Direttore dei Servizi Tecnici, prontamente incoraggiato – né poteva essere altrimenti – dalla Presidenza del Governatorato. Avvalendosi della specifica competenza e dell’amichevole disponibilità del Prof. Livio De Santoli, Energy manager dell’Università di Roma, La Sapienza – che saluto cordialmente tra di noi – egli potè arrivare ad un primo studio preliminare di impianto fotovoltaico da realizzare sulla copertura dell’Aula Paolo VI. Si apriva così per noi una nuova prospettiva. Anche per saggiare le reazioni della pubblica opinione, ed ancor più per sollecitare eventuali interessamenti, si chiese a L’Osservatore Romano di ospitare un articolo dello stesso Ing. Cuscianna, che venne pubblicato in data 23 maggio 2007. Esso non sfuggì a molti occhi attenti di giornalisti che ne ripresero e commentarono il contenuto su giornali e riviste. Questo non bastava, però, per andare avanti.
All’inizio di giugno mi giunse improvvisamente una telefonata da parte del Rev. Wolfgang Picken, parroco della parrocchia di S. Evergislo a Bonn-Bad Godesberg, che era stata la parrocchia della Nunziatura in Germania fino al 2001, il quale mi preannunciava l’offerta del Sig. Frank Asbeck, Presidente di SolarWorld, di donare al Santo Padre tutto l’impianto progettato. Alla telefonata seguirono altri contatti, e poi un incontro nel mio ufficio in data 27 giugno 2007, a cui prese parte, oltre al Rev. Picken, il Sig. Frank Asbeck, Presidente della SolarWorld. Ad esso fece seguito, il 5 settembre 2007, un incontro allargato nell’Ufficio del Presidente del Governatorato con il Sig. Asbeck ed i suoi collaboratori da una parte, e l’Ing. Cuscianna con i relativi assistenti dall’altra.
Con un sopralluogo sulla copertura dell’Aula Paolo VI si potè quindi procedere speditamente a determinare le caratteristiche tecniche e le modalità di esecuzione dell’opera. L’impresa era così avviata e potè procedere senza intoppi, stabilendo anche le tappe cronologiche del cammino previsto.
4. La mano della Provvidenza è stata in tutto per me ben tangibile, e ad essa il Governatorato deve anzi tutto la riconoscenza. Ma anche a chi ne è stato generoso strumento: il Dott. Asbeck, il quale del resto, come mi ha confidato il Parroco Picken, dimostra la sua generosità anche in favore di associazioni religiose e di necessità sociali nell’ambito della parrocchia. Giovedì scorso, nel corso dell’Udienza concessami da Sua Santità Benedetto XVI, gli ho parlato della felice conclusione dei lavori e dell’odierna inaugurazione ufficiale. Il Santo Padre mi ha pregato di esprimergli la sua gratitudine con una particolare Benedizione per la sua persona, per i suoi familiari e per tutte le persone che fanno parte della sua impresa. Alla gratitudine del Santo Padre si aggiunge quella della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano, della Presidenza del Governatorato, e mia personale.
Le opere di bene non possono non essere contagiose: così al Signor Asbeck hanno voluto associarsi per una parte dei lavori, il Sig. Gert Gremes della ditta Tecnospot e il Sig. Pierre Urbon della ditta S.M.A., ai quali pure va la nostra gratitudine.
La nostra odierna soddisfazione è resa ancor più viva dal vederci gratificati dal Premio Solare Italiana 2007-2008, conferito dall’Eurosolare, Sezione Italiana. Mentre esprimo per ciò la mia gratitudine, in particolare al Sig. Hermann Scheer e all’Arch. Francesca Sartogo, non mi dilungo al riguardo, perché altri ne parleranno.
Non posso non aggiungere una parola di viva congratulazione per tutto il personale dirigente e per le maestranze che hanno lavorato assiduamente per la realizzazione del progetto nei mesi passati. Un alto Prelato vaticano, proprio qualche giorno fa, mi diceva: “In Vaticano non ho mai visto lavorare con un tale ritmo, concordia e serietà”. Queste parole mi sembra che costituiscano la più bella espressione di apprezzamento; anche se non v’è da dubitare che, pure in passato, le nostre maestranze abbiano segnato standard di eccellenza.
5. Sull’Aula Paolo VI, che prende il nome da questo Papa, definito il Papa della modernità, in quel mirabile edificio dell’architettura moderna, dovuto ad un grande architetto italiano, è stata realizzata un’opera dedicata ad un Papa di origine tedesca (però, beninteso, anche primo rappresentante della romanità della Chiesa universale) ad opera di una ditta tedesca, che si distingue per essere all’avanguardia nell’applicazione delle nuove possibilità offerte dalla ricerca e per l’eccellenza delle sue produzioni tecniche. Si incrociano così in quest’opera diverse componenti ideali, che mi piace ricordare.
Non vorrei terminare senza rivelare che il Governatorato ha anche altri ed ancor più ambiziosi progetti – o chiamiamoli “sogni!” – ecologici. Essi saranno però realizzati solo “si Deo placuerit”, cioè con l’aiuto della Provvidenza e dei generosi sponsor che ne vogliano essere lo strumento. Ma, dopo questo esempio, come non essere fiduciosi?
Grazie.