Stato della Città del Vaticano
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27 settembre 2008 (Cerimonia)

VISITA A CASTELGANDOLFO
IN OCCASIONE DELLA FESTA DI S. MICHELE ARCANGELO

27 settembre 2008


SALUTO AL SANTO PADRE


Beatissimo Padre,

grazie di essere tra noi!
L’accogliamo con l’affetto semplice e sincero che tutti sentiamo per il Dolce Cristo in terra, come S. Caterina da Siena denominava il Papa, con viva gratitudine per questo Suo gesto di bontà, che rende ancor più vivi in noi i sentimenti di fedeltà e  di impegno nel nostro servizio.

Al termine della S. Messa, che abbiamo appena celebrato, ho benedetto il nuovo stendardo del Corpo della Gendarmeria, simbolo di unità e della dedizione al Papa ed alla Santa Sede di tutti i suoi membri. Mi è molto gradito, Santità, di poterLa assicurare che non si tratta di un simbolo puramente esteriore: perché il senso del dovere dei nostri Gendarmi è reso più acuto, e, direi, sublimato dalla consapevolezza di avere come loro primo compito la tutela - ancor prima che delle strutture della Santa Sede - della Persona stessa di Vostra Santità. Essi sono ora qui di fronte a Vostra Santità non solo profondamente grati, ma anche fieri – lo si può vedere! – di questa sua amabilissima visita.

Beatissimo Padre,
in questa riunione straordinaria a Castelgandolfo in onore dell’Arcangelo Michele, celeste patrono della Chiesa Universale, che la Gendarmeria si gloria di avere come suo speciale patrono, abbiamo con noi l’Eminentissimo Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato. Ci accompagnano pure le Loro Eminenze i Cardinali Jean-Louis Tauran e Raffaele Farina, e le Loro Eccellenze Mons. Piero Marini e Marcello Semeraro. Il Cardinale Segretario di Stato ha consegnato le onorificenze concesse da Vostra Santità ad alcuni membri della Gendarmeria. Per questo Suo particolare gesto di considerazione nei confronti della Gendarmeria Le siamo molto grati.

Abbiamo oggi anche il piacere e l’onore di avere con noi – oltre a diversi Eccellentissimi Ambasciatori e ad alte Autorità civili e militari italiane – anche il Sottosegretario della Presidenza del Consiglio del Governo italiano, On. Gianni Letta. La sua presenza qui sta in particolare a testimoniare i rapporti operativi, animati da reciproca collaborazione, che intercorrono tra la Gendarmeria vaticana e le forze di sicurezza italiane, in particolare Carabinieri e Polizia, chiamati ad una azione concorde in non poche e delicate situazioni.

Santità,
insieme a S.E.R. Mons. Renato Boccardo, Segretario Generale del Governatorato, al Reverendo Mons. Giorgio Corbellini, Vice Segretario Generale,  all’Ispettore Generale del Corpo, Dott. Domenico Giani, ed a tutte le personalità presenti, ed ai nostri – anzi, ai Suoi Gendarmi -, mentre Le esprimo i sensi della nostra filiale devozione e del nostro profondo affetto, Le chiedo di volerci concedere la Sua Benedizione.  


BENVENUTO AL CARD. SEGRETARIO DI STATO



Eminenza,

con S.E.R. Mons. Renato Boccardo, Segretario Generale del Governatorato, con il Reverendo Mons. Giorgio Corbellini, Vice Segretario Generale, e con il Dott. Domenico Giani, Direttore dei Servizi di Sicurezza e Protezione Civile, sono molto lieto che Vostra Eminenza abbia voluto onorare con la Sua presenza questa riunione della Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano in occasione della festa del suo celeste patrono, l’Arcangelo S. Michele.

La sua presenza esprime, mi sembra, la cordialità dei rapporti tra la Segreteria di Stato ed il Governatorato, ed anche l’apprezzamento e, se mi permette, la paterna simpatia con cui Vostra Eminenza, segue il Corpo della Gendarmeria.

Questi uomini e questi giovani svolgono con passione il loro lavoro a tutela del buon ordine nello Stato della Città del Vaticano e negli altri luoghi di competenza del Governatorato, nella consapevolezza della grande responsabilità che grava su di loro per la sicurezza delle persone, a partire dalla venerata persona del Santo Padre.

Vostra Eminenza non viene con le mani vuote, ma reca con sé alcune alte onorificenze, che il Santo Padre ha concesso ad alcuni membri della Gendarmeria. Siamo molto lieti che Vostra Eminenza stessa, che ha firmato il documento di concessione, desideri consegnarle di persona.

Grazie, Eminenza, per questa Sua visita in mezzo a noi. Tutti la accogliamo con sentimenti di grande rispetto, dovuti al primo collaboratore del Papa, ma ancor più con sentimenti di amicizia, sentendola sempre spiritualmente vicina a noi.


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