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29 marzo 2008

OMELIA PER LA MADONNA DI FATIMA

PARROCCHIA DI GESÙ MAESTRO – TOR LUPARA

29 marzo 2008 – ore 18,15

 

1. Diamo un filiale, caloroso benvenuto a Maria, Madre di Dio e nostra, che si fa presente in mezzo a noi nella sua statua, giunta a noi da Fatima.
Essa inizia proprio da noi – non siamo noi privilegiati? – il suo pellegrinaggio alle diverse comunità ecclesiali di Roma, per poi proseguire verso altre diocesi d’Italia.
Un pellegrinaggio di Maria.
In genere siamo noi fedeli e peccatori che facciamo pellegrinaggi ai santuari di Maria per cercarvi perdono per i nostri peccati e per chiedere grazie per la vita nostra, della nostra famiglia, della Chiesa e del mondo. Ma oggi è Maria, la Regina del cielo e della terra, che compie un pellegrinaggio presso i suoi figli. Come non aprirle il nostro cuore?

2. Che cosa la spinge a pellegrinare? Che cosa vuole da noi? Forse che possiamo esser noi a farle una grazia? Maria viene da noi  per ripeterci con materna premura e con  quella forza che sanno avere le raccomandazioni della mamma, gli stessi messaggi da lei dati ai tre pastorelli di Fatima – Lucia, Francisco e Jacinta – il 13 di ogni mese da maggio ad ottobre del 1917. Com’è amabile da parte sua, con quale gratitudine e gioia dobbiamo accoglierla! Come dobbiamo star attenti al suo messaggio! E questo messaggio che cos’ha di speciale?

3. Prima di parlare del messaggio di Fatima devo fare una premessa. Dio ha parlato a tutti gli uomini di tutti i tempi attraverso Gesù, suo Figlio, ed ha rivelato in lui tutta la profondità dei misteri divini, tutto quanto per noi è necessario ed utile per raggiungere non uno scopo importante, ma non essenziale e definitivo, bensì per raggiungere ciò di cui nulla può esserci di prezioso ed importante e definitivo: la vita eterna. Nessun altro messaggio è paragonabile a quello offertoci da Gesù stesso, e che è riportato nei Vangeli e negli altri scritti del Nuovo Testamento. Ogni altro messaggio che Dio ha fatto pervenire, o potrà anche far pervenire in futuro nel corso della storia attraverso Maria ed i suoi Santi, presenta, rispetto al messaggio di Gesù, due caratteristiche.

La prima. Come manifestazione straordinaria non ha un valore obbligatorio per la nostra fede. Se la Chiesa assicura che una tale apparizione è credibile – come appunto quella di Lourdes, di Fatima, ed anche altre – ciò significa che ad essa si può credere ragionevolmente, in una risposta di amore ad una offerta di amore, ma non ha il carattere vincolante della Rivelazione stessa di Gesù; è una grazia extra, speciale, fatta da Dio per aiutarci a credere al Vangelo.

La seconda caratteristica. Tutto il contenuto di questi nuovi messaggi, offerti in queste apparizioni, nulla può aggiungere e nulla può modificare del messaggio di Gesù; può però  metterne in una luce particolare qualche aspetto, per l’utilità che esso può avere per i fedeli, o anche per la sua urgenza. E così va detto anche del  messaggio di Fatima. Esso rappresenta un aspetto urgente ed utilissimo per tutti noi del messaggio di Cristo.
E veniamo dunque al messaggio di Fatima. In che cosa consiste? Non mi sembra il caso di raccontare il succedersi delle apparizioni ai tre pastorelli, le grandi profezie, puntualmente verificatesi, e tutte le toccanti parole di Maria ai tre pastorelli. Vorrei solo soffermarmi sulle cose principali che Maria ha detto loro, che riguardano anche noi, e che si possono riportare sotto due parole ed una immagine. Due parole però importantissime, ed una immagine che è una realtà bellissima e dolcissima.


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Causa di Beatificazione e di Canonizzazione del Servo di Dio Giovanni Paolo II

 

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