7 febbraio 2008
INAUGURAZIONE DELLA LAPIDE IN MEMORIA DI FRANCESCO PATRIZI
NELLA CHIESA DI S. ONOFRIO AL GIANICOLO
Roma - 7 febbraio 2008, ore 16.30
1. Insieme all’Ing. Enrico Sebastiani, Capo Ufficio per l’Edilizia Esterna, saluto cordialmente
- il Sig. Ambasciatore di Croazia presso la Santa Sede, Prof. Emilio Marin,
- il Sig. Neven Pelicarić, Vice Ministro degli Affari Esteri e delle Integrazioni Europee della Repubblica di Croazia,
- S.E.R. Mons. Valter Župan, Vescovo di Krk,
- Il Prof. Milan Moguš, Presidente dell’Accademia Croata delle Scienze e delle Arti di Zagabria,
- Il Prof. Andrija Mutnjaković, socio dell’Accademia Croata delle Scienze e delle Arti di Zagabria, insieme al socio corrispondente Prof. Ivan Golub,
- Il Sig. Nivio Toich, Presidente del Consiglio della Città di Cres.
Con particolare piacere saluto il Reverendissimo Mons. Pietro Parolin, Sottosegretario della Sezione per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato, già mio carissimo ed apprezzatissimo collaboratore.
Vedo con vivo piacere qui presenti anche S.E. Mons. Nicola Eterovič, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, illustri rappresentanti della Prima Sezione e della Seconda Sezione della Segreteria di Stato e diversi Eccellentissimi Ambasciatori presso la Santa Sede, che parimenti saluto con viva cordialità.
2. A loro e a tutti i presenti porgo un cordiale benvenuto a questa semplice e suggestiva cerimonia: lo svelamento della lapide in memoria di Francesco Patrizi a 410 anni dalla sua morte, avvenuta appunto il 7 febbraio 1597, come testimonia il necrologio di S. Onofrio: “Morse il Sig. Francesco Patrici filosofo dell’ill.mo Card. S. Giorgio (cioè del Cardinale dell’antica Diaconia di S. Giorgio in Velabro) et è sepolto nella cappella maggiore nella sepoltura del Sig. T. Tasso”.
3. L’iniziativa per la posa di questa lapide va a lode della Accademia Croata delle Scienze e delle Arti, la più antica e gloriosa tra le Accademie dei Paesi Slavi Meridionali, fondata nel 1861 dal celebre Vescovo Josip Juraj Strossmayer, iniziativa della quale si è fatto attivo tramite Sua Eccellenza il Prof. Emilio Marin, Ambasciatore di Croazia presso la Santa Sede, oltre che archeologo di rinomanza internazionale. La posa di questa lapide commemorativa mi pare rivesta significato per diverse ragioni.
4. Essa vuole preliminarmente, per così dire, tenere vivi nella memoria, se mai ve ne fosse bisogno, i profondi vincoli storici della Croazia con Roma. In Croazia essi sono testimoniati, tra l’altro, dalle grandiose rovine della Villa di Diocleziano a Salona (Spalato-Split), dov’è anche la più grande raccolta epigrafica romana fuori Roma, di cui fu curatore lo stesso Ambasciatore, Prof. Marin. Reciprocamente, in Roma non è certo difficile trovare preziose orme della presenza croata nell’Urbe. Così, per esempio, nella Chiesa di S. Pietro in Vincoli, a pochi passi dal Mosè di Michelangelo, una lapide del 1632 commemora in latino il celebre pittore e miniaturista croato Julije Clovich, ivi denominato “Julio Clovio de Croatia”, defunto in quello stesso anno; e nella Chiesa di S. Marcello al Corso, con lapide in italiano ed in croato, è ricordato l’Archiatra di due Pontefici, Giorgio Baglivi, nato a Dubrovnik (Ragusa) nel 1668, considerato il padre della musicoterapia, al quale è anche dedicato un reparto museologico dell’Ospedale Santo Spirito in Sassia. In questa bella Chiesa di S. Onofrio due sono le significative testimonianze: il grande monumento funebre di Giovanni Sacco, ivi ricordato anzitutto come vescovo di Ragusa, ora Dubrovnik, e la tomba del Patrizi, al quale viene dedicata la presente lapide.