Stato della Città del Vaticano
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8 aprile 2008

INAUGURAZIONE DELLA SEDUTA ACCADEMICA A CONCLUSIONE DELLE CELEBRAZIONI PER IL CENTENARIO DELLA NASCITA DI CESARE BRANDI

Musei Vaticani, Sala Polifunzionale
8 aprile 2008


Signori e Signore,

A nome di Sua Eccellenza mons. Renato Boccardo, Segretario Generale del Governatorato, del Reverendo mons. Giorgio Corbellini, e mio personale, vi saluto molto cordialmente e vi do il nostro benvenuto.

Vi ringrazio tutti per la Vostra presenza.

Le celebrazioni per il centenario della nascita di Cesare Brandi- iniziate l’anno scorso all’Accademia dei Lincei, proseguite in varie città d’Italia e capitali d’Europa e d’america – si chiudono oggi, 8 aprile 2008, nella Sala Polifunzionale dei Musei Vaticani. Il direttore Antonio Paolucci, presidente del comitato scientifico per le onoranze, mi ha chiesto di ospitare qui la seduta accademica conclusiva ed io con vero piacere ho consentito.

Non dimentico infatti che i nostri musei devono molto all’insegnamento di Brandi, grande studioso e teorico internazionalmente noto della scienza della conservazione. La sua “Teoria del restauro”, un libro di straordinaria popolarità, tradotto nelle principali lingue del mondo, continua ad improntare il lavoro dei nostri operatori molti dei quali hanno avuto la loro formazione professionale presso l’Istituto Centrale del Restauro, la scuola statale di alta specializzazione fondata, qui a Roma, da Brandi. Durante l’emergenza del 1943/44 le preziose attrezzature scientifiche dell’I.C.R., all’epoca all’avanguardia in Europa, si salvarono perché furono ricoverate in Vaticano. Fu così possibile, appena tornata la pace, operare subito e con successo sui tesori artistici italiani danneggiati dalla guerra.

Il compianto professor Pietrangeli per lunghi anni direttore dei Musei Vaticani, aveva con Brandi rapporti di fraterna amicizia. Al magistero di Brandi si sono sempre ispirati i nostri maestri restauratori da Colalucci a De Luca. Cesare Brandi era di casa nei nostri laboratori e fra i tesori artistici del Vaticano. Mi è sembrato giusto quindi ricordarlo e onorarlo nei luoghi e fra le persone che amava.

Possa questa celebrazione di Cesare Brandi nella prestigiosa cornice dei Musei Vaticani contribuire a rendere viva l’attenzione per l’importanza culturale ed umana del restauro. Dietro ad una tecnica talvolta sofisticata, essa cela, ma al contempo manifesta non solo una passione per l’opera artistico-storico che tende a far quasi rivivere nel suo originario manifestarsi nel cammino culturale del uomo, ma anche con rispetto, e vorrei dire un amore per i creatori di quei beni, rendendo nuovamente vivo tra di noi il loro spirito creativo a tutti voi dunque i miei sentiti ringraziamenti.


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