Stato della Città del Vaticano
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10 dicembre 2009

 Introduzione
alla Messa per la Festa della MADONNA DI LORETO
Cardinale Giovanni Lajolo

Parrocchia di San Salvatore in Lauro (Roma Centro)
10 dicembre 2009 - ore 17:30

 

Ringrazio vivamente il caro Don Pietro Bongiovanni per le sue parole di saluto e d’introduzione.
Sono molto lieto di essere nuovamente tra voi, dopo gli incontri così devoti e caldi degli anni scorsi.
Saluto Sua Eccellenza Rev.ma Mons. Antonio Maria Vegliò, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per Migranti e gli Itineranti, il Sen. Mauro Cutrufo, Vice Sindaco di Roma, il Gran Priore dell’Ordine di Malta, Fra Giacomo Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto, le delegazioni dell’Ordine del Santo Sepolcro, dell’Aeronautica Militare Italiana, dell’Ordine Costantiniano di S. Giorgio, nonché il Consiglio d’Amministrazione del Pio Sodalizio dei Piceni insieme al suo Presidente,  il Dott. Giorgio Bizzarri.
Saluto con fraterno affetto i sacerdoti concelebranti e tutti voi qui presenti.
Oggi la Chiesa celebra una festa della Vergine Santissima, ricordando la Santa Casa di Loreto. Ricordare la Casa di Loreto vuol dire ricordare la casa di Nazareth, dove Maria, Giuseppe e Gesù hanno vissuto la maggior parte degli anni della loro vita terrena. Dimora povera e divina, casta e silenziosa, dove il lavoro più umile ha la nobiltà della volontà di Dio, e dove ogni parola è preghiera. Casa loro, ma anche casa nostra, perché ad essa si protende la nostalgia della nostra fede. La liturgia canta:

Splende la vostra casa
per i fiori delle virtù
e da essa sgorga
la fonte stessa della grazia.
(Festa della Sacra Famiglia. Lodi)

Seconda la pia tradizione la Casa di Nazareth sarebbe stata trasportata dagli Angeli a Loreto nel 1294, ed intorno a quella Casa, nel 1468, venne costruito un bellissimo Santuario con il concorso di grandi architetti ed artisti.
La liturgia di oggi c’invita ad entrare nella Casa di Maria, a Nazareth, proprio nel momento dell’annuncio dell’Angelo a Maria. Anche noi c’intratterremo con loro in una meditazione nella quale cercheremo di godere e, direi, di assaporare qualcosa della luce che entrò in quell’umile casa ed ancor più nell’anima di Maria, quando l’Angelo entrò da lei e la salutò: “Ave, piena di grazia”.
 Chiediamo ora al Signore di purificare il nostro cuore per renderci degni della celebrazione a cui c’invita.


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