Stato della Città del Vaticano
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10 febbraio 2009 (San Pietro)

PENSIERO SU PIO XI
per la S. Messa di suffragio di Pio XI


Altare della Tomba-San Pietro - 10 febbraio 2009 – 0re 9,00

80° Anniversario
della fondazione dello Stato della Città del Vaticano



Ringrazio vivamente S.E.R. Mons. Renato Boccardo per l’iniziativa di riunirci questa mattina, nel settantesimo anniversario della santa morte di Pio XI, accanto alla sua tomba e a quella dell’Apostolo Pietro, di cui egli fu successore dal 1922 al 1939.

Noi del Governatorato lo ricordiamo particolarmente come ideatore, creatore e costruttore dello Stato della Città del Vaticano, nel quale abbiamo l’alto onore di servire lo Stato stesso, il Papa, che ne è il Sovrano, e la Santa Sede, per la tutela della cui indipendenza e libertà questo Stato esiste.

Pio XI è stato una grande personalità, di alta mente, di vasta erudizione, di carattere forte e coraggioso. Tempra umana che non temeva di opporsi al regime fascista, come avvenne con l'Enciclica "Non abbiamo bisogno" (29 giugno 1931), né al regime nazista, come avvenne con l'Enciclica "Mit brennender Sorge" (Con bruciante preoccupazione) del 14 marzo 1937, nè al regime comunista, come avvenne con l'Enciclica "Divini Redemptoris" (19 marzo 1937).

Ma la sua non è stata solo azione di difesa, e, per così dire, di contrattacco. Il suo Pontificato  si è caratterizzato con un’azione a tutto campo per la diffusione del Regno di Dio, in aderenza al suo motto: “Pax Christi in Regno Christi”.

La questione sociale, l’apostolato giovanile con l’Azione Cattolica, la santità della famiglia cristiana, la promozione delle scienze e la creazione dell’Università Cattolica, la formazione dei candidati al sacerdozio, l’elevamento del livello degli studi ecclesiastici, le Missioni, i rapporti con gli Stati per la libertà della Chiesa ed un più umano e completo servizio alle popolazioni, l’istituzione della Radio Vaticana, sono alcuni dei molti e forti impulsi che egli diede alla Chiesa del suo tempo. Altissima era in lui la consapevolezza di rappresentare Cristo nella guida della Chiesa, in amante fedeltà al compito affidato da Cristo risorto a Pietro ed in lui ai suoi successori: “Pasci le mie pecore”, e d’altra parte forte la volontà di rappresentare di fronte al mondo - anzi “propriamente” (come egli disse) di “impersonare” - la Chiesa ed il divino messaggio, di cui essa è portatrice.

In questa celebrazione eucaristica, celebrazione di rendimento di grazie, noi desideriamo esprimere anzitutto la nostra riconoscenza a Dio per aver dato alla Chiesa ed all’umanità questo grande Papa. Egli ha in maniera esemplare dato attuazione nella sua vita alle parole dell’Apostolo di cui fu successore: “Chi parla lo faccia come con parole di Dio; chi esercita un ufficio, lo compia con l’energia ricevuta da Dio, perché in tutto venga glorificato Dio per mezzo di Gesù Cristo, al quale appartiene la gloria e la potenza nei secoli dei secoli: Amen” (1 Petr 4, 11).

La preghiera e l’intercessione di Pio XI continui a seguire la vita quotidiana, le iniziative, i problemi di questo Stato, che è sua creatura, e di ciascuno di noi che vi operiamo; ottenga in particolare al suo Successore Benedetto XVI, che, pur assorbito dagli impegni della Chiesa Universale, sempre ci è vicino con le sue direttive, i suoi consigli e la sua benevolenza, ogni grazia di sapienza e di fortezza.


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