13 marzo 2009
INTERVISTA RILASCIATA ALL’AGENZIA BLOOMBERG NEWS
venerdì, 13 marzo 2009
1.
Dopo il primo passo fatto a novembre con i pannelli solari, quali ulteriori iniziative avete in programma?
In fase ormai di realizzazione è un secondo piccolo progetto concernente la climatizzazione – quindi riscaldamento ed aria condizionata – della grande sala per la mensa, recentemente ristrutturata. Non sarà certo un’opera così ampia come quella dell’Aula delle Udienze, coprendo la superficie di soli mq. 1.700. Ma le possibilità, anche modeste, non devono essere trascurate.
Abbiamo altri progetti o, diciamo, per il momento ancora idee di maggiore ambizione. Il progetto più importante concerne una centrale solare fotovoltaica e termodinamica collocata a Santa Maria di Galeria, la cui erogazione di energia sarebbe superiore ai bisogni della Radio Vaticana in S. Maria di Galeria e della Città del Vaticano. Lo studio di fattibilità è in corso.
Stiamo anche pensando ad un sistema di produzione energetica di diversa natura nelle Ville Pontificie di Castelgandolfo. Lì l’energia termica, tramite un processo di gassificazione, ottenuto da una biomassa ligneo-cellulosica, si produrrebbe del syngas ad alto contenuto di idrogeno, atto a produrre energia termica.
Stiamo anche pensando ad un sistema per ridurre e contenere al massimo i consumi energetici nel territorio dello Stato della Città del Vaticano.
2.
Le iniziative del Vaticano sono state lodate dai movimenti ambientalistici, che comunque dicono che il Vaticano potrebbe andare anche oltre l’obiettivo del 20% nell’utilizzo di energia da fonti rinnovabili. Lei cosa ne pensa?
Lo scopo ideale è indubbiamente quello di produrre una quantità di energia da fonti rinnovabili sufficiente a coprire interamente il bisogno energetico dello Stato della Città del Vaticano. Se i progetti e le idee, di cui ho parlato, potranno trovare realizzazione, lo scopo potrà essere raggiunto, e si avrà anche eccedenza di energia da cedere alla rete elettrica italiana.
3.
Questo maggiore impegno ambientalista da parte del Vaticano giunge in un momento di forte crisi economica mondiale. Altri paesi stanno pensando che costi troppo investire in fonti alternative di energia. Voi che cosa ne pensate? E’ un investimento per il futuro? In un momento di stallo il Vaticano può invece dare buon esempio?Per il nostro pianeta il problema ambientale è non meno urgente di quello energetico. Basti pensare alle possibilità che una produzione di energia a basso costo, come quella ad alimentazione solare, può offrire allo sviluppo industriale e quindi economico e sociale per l’Africa.
Personalmente devo dire che mi sono sempre meravigliato che la ricerca in questo campo proceda con tanta lentezza. Ho il sospetto – ma non potrei provarlo! – che in questo campo vi sia un freno dovuto ai grandi interessi economici di tutte quelle industrie finora basate sull’energia prodotta dal petrolio. La conversione ad un’altra fonte energetica richiede indubbiamente, oltre ad un vasto sforzo di ricerca scientifica, un grande impiego di risorse finanziarie. Si tratta, a mio avviso, di una visione miope, che preferisce ricorrere a tecnologie consolidate, perché meno costose, ma miope, perché esse saranno presto più costose, anzi lo sono già ora a motivo dei loro effetti collaterali. Bisogna puntare con lungimiranza ai nuovi sistemi, e predisporre con sollecitudine quanto è necessario per il passaggio ad essi. L’attuale contesto di recessione a livello mondiale potrebbe essere la buona occasione per una politica, che incentivi le imprese a puntare su tecnologie d’avanguardia, a minimo impatto ambientale.
4.
Alcuni hanno descritto Sua Santità Benedetto XVI “Il Papa dell’ambiente”, facendo riferimento alle sue parole durante la S. Messa del Natale 2007 :”Che cosa avrebbe detto Dio se avesse visto le condizioni in cui si trova oggi la terra a causa dell’abuso delle energie e del loro irriguardoso sfruttamento?” Quanto hanno influito richiami come questi nella realizzazione degli attuali progetti?Non da oggi il Romano Pontefice ha sottolineato l’importanza del rispetto della natura. Di Giovanni Paolo II si possono ricordare almeno una ventina di interventi in materia. Essi sono stati ulteriormente ampliati e motivati da Benedetto XVI. E’ ovvio che, sulla base delle prese di posizione del Papa, il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano si sia sentito, non solo autorizzato, ma direi impegnato a cercare nel suo piccolo nuove vie.
In questo ci è venuto incontro, è mio dovere ricordarlo, il Sig. Asbeck, della SolarWorld, che ha offerto al Santo Padre il sistema fotovoltaico di copertura alla grande Aula Paolo VI per le Udienze, per una superficie di mq. 5.000.