18 settembre 2009
Saluto del Cardinale Giovanni Lajolo
alle loro Eccellenze Carlo Maria Viganò, Renato Boccardo e Giorgio Corbellino
Cortile della Pigna, Musei Vaticani
18 settembre 2009, ore 17,30
Eminenze,
Eccellenze,
Monsignori,
Care Collaboratrici e cari Collaboratori,
1. A tutti ed a ciascuno do un cordiale benvenuto insieme ad un sentito grazie per aver risposto al mio invito a questo ricevimento.
Non è un ricevimento rivestito di formalità, ma dettato dai profondi e sentiti rapporti personali e professionali con le persone che con esso intendiamo onorare.
2. Anzi tutto S. Eccellenza Mons. Renato Boccardo, che è stato per oltre quattro anni Segretario Generale del Governatorato. Tutti ne hanno potuto apprezzare la presenza efficace, l’attenzione premurosa ai bisogni delle istituzioni e delle persone, il suo spirito d’iniziativa ed il suo tratto umano e cordiale.
Noi gli siamo grati dal profondo del cuore, ed affidiamo i nostri sentimenti di gratitudine al Signore, che ricompensa ogni servizio fatto alla Chiesa per amor suo.
L’accompagnano i nostri voti nella nuova missione che s’apre davanti a lui. E’ comprensibile che un sacerdote, un Vescovo si senta più inclinato all’attività direttamente pastorale che non a quella d’un ufficio, pur se pastoralmente animato qual è il Governatorato. Il Santo Padre ha ritenuto di valorizzare tale forte inclinazione di Mons. Boccardo, affidandogli l’Arcidiocesi di Spoleto: una sede di antica cultura cristiana, ma sempre giovane nei suoi fermenti religiosi.
Caro Mons. Boccardo, l’Arcidiocesi di Spoleto L’attende ora con impazienza per ricevere da Lei nuovi impulsi nel cammino della grazia. L’attendono i giovani, le famiglie, i sacerdoti. E La seguono i nostri auguri e la nostra preghiera. Anche se il distacco da Lei non avviene per noi senza pena, già partecipiamo alla grande gioia con cui verrà accolto in Diocesi ed alle soddisfazioni pastorali e personali che L’attendono.
Cara Eccellenza, Le diamo un arrivederci a breve termine, perché siamo in molti che vogliono essere presenti al solenne Pontificale per la Sua presa di Possesso dell’Arcidiocesi di Spoleto, il giorno 11 ottobre.
3. Vengo ora a S.E. Mons. Giorgio Corbellini, ancora immerso nell’alone di profumo spirituale del sacro crisma della Consacrazione Episcopale conferitagli dal Santo Padre sabato scorso, 12 settembre.
Tutti conosciamo Mons. Corbellini come un’immagine paterna ed amabile, di tratto tanto riservato e modesto,quanto egli è uomo di grande scienza giuridica: una scienza giuridica tutta pervasa - come dev’essere - di humanitas.
In questi pochi anni della mia presidenza, sempre ho trovato in lui un consigliere sicuro ed un perito in questioni giuridiche, che oserei definire - senza voler pregiudicare alcuna prerogativa pontificia - infallibile.
Alla nostra ammirazione per lui si unisce spontaneamente la gratitudine. Ora S.E. inizia un delicato servizio come Presidente dell’ULSA, senza però lasciare l’attuale suo incarico di Vice Segretario Generale del Governatorato, anche perché non è facile trovare chi sia capace di sostituirlo.
Noi - e dicendo noi so di interpretare il pensiero di tutte le Collaboratrici e dei Collaboratori del Governatorato - confidiamo di averlo ancora a lungo con noi. Sappiamo che egli, pur continuando a coprire l’ufficio di Vice Segretario Generale del Governatorato, ha le forze per non trascurare affatto il suo nuovo incarico come Presidente dell’ULSA, per il quale gli esprimiamo i nostri più cordiali voti. Tutti i dipendenti della Santa Sede e del Governatorato potranno guardare al nuovo Presidente dell’ULSA, sicuri che i loro diritti e le loro aspettative sono in buone mani.
(Vorrei aggiungere che, intanto, Mons. Corbellini sta già lavorando all’edizione del prossimo numero del nostro Foglio “All’ombra del Cupolone - Notizie di varia “vaticanità”, che si preannuncia particolarmente ricco ed interessante).
Cara Eccellenza, a Lei la nostra gratitudine, le nostre felicitazioni ed i nostri auguri.
4. Il nuovo Segretario Generale del Governatorato è S.E. l’Arcivescovo Mons. Carlo Maria Viganò. Gli diamo un caloroso benvenuto.
Egli porta con sé il prestigioso patrimonio d’esperienza negli Uffici da lui già ricoperti nella Segreteria di Stato: Addetto alla Segreteria di diversi Sostituti della Segreteria di Stato, Nunzio Apostolico in Nigeria, Nunzio Apostolico Delegato per le Rappresentanze Pontificie presso la Segreteria di Stato. Egli ha goduto della fiducia di diversi Sommi Pontefici in incarichi molto delicati.
Io stesso ho potuto apprezzarne le doti nel mio servizio come Segretario per i Rapporti con gli Stati, nella collaborazione con lui per questioni in cui si richiedeva conoscenza delle persone e delle situazioni. Già ora, nel breve periodo trascorso dall’inizio del suo servizio presso il Governatorato, ho potuto apprezzarne, oltre la competenza specifica in diverse questioni, la prudenza e la lungimiranza. Sono sicuro che il Governatorato - istituzione e persone - potrà molto avantaggiarsi dalla sua presenza.
Cara Eccellenza, il Signore ci ha messo vicini a collaborare insieme al suo servizio, ciascuno secondo le proprie capacità e responsabilità. Il servizio presso il Governatorato è sempre servizio fatto al Sommo Pontefice, certo, non nel ministero della Chiesa Universale, ma nella tutela e salvaguardia della sua indipendenza e libertà, proprio perché il Papa possa dedicarsi completamente, e senza preoccupazioni, alla sua alta missione.
Insieme preghiamo il Signore perché egli renda feconda la nostra collaborazione. E Maria Madre della Famiglia, venerata nella Chiesa del Governatorato, tenga sempre noi tutti sotto la sua protezione.
5. Dopo un così lungo discorso, con cui ho manifestato i miei sentimenti e mi sono fatto interprete di quelli di tutto il Governatorato, non mi rimane che rinnovare a tutti i presenti il ringraziamento per la loro presenza, ed esprimere anche la mia ammirazione per la loro pazienza nell’ascoltarmi.
Caro Mons. Boccardo,
Caro Mons. Corbellini,
Caro Mons. Viganò,
vi prego credere nella mia, nella nostra
sincera, fedele ed affettuosa amicizia.