Stato della Città del Vaticano
IT  EN FR DE ES 

1° maggio 2009

SANTA MESSA NEL 50° ANNIVERSARIO
DELLA PARROCCHIA DI S. NICOLA DA BARI


Mazzano Romano, 1° maggio 2009

Saluto Introduttivo


 
Ho accettato volentieri l’invito dal vostro caro Parroco, Don Italo Gianpiero, a celebrare con voi il 50° della vostra Chiesa parrocchiale.

Sono stato indotto ad accettare questo invito da diverse considerazioni:

- la prima – e non poteva essere diversamente – è stata la considerazione che il Patrono di questa chiesa parrocchiale è S. Nicola di Bari. S. Nicola è il Santo della generosità attenta ai bisogni degli umili. E’ un santo veneratissimo non solo nella Chiesa latina, ma anche nelle Chiese dell’Oriente cristiano; è un Santo dell’ecumenismo, che attira in nuovi propositi di unità fraterna le Chiese Ortodosse e la Chiesa Cattolica attorno alla sua tomba, nella famosa Basilica di S. Nicola a Bari;

- la seconda considerazione è questa: il desiderio di poter partecipare con voi ad un momento della storia di questa chiesa, che 50 anni fa ha ripreso in sé e condotto avanti la vita della storica chiesa crollata nel 1940; essa è – vorrei dire – simbolo della vitalità della vostra comunità cristiana;

- la terza considerazione – e direi quella decisiva – è stata il desiderio di conoscere questa vostra comunità di fede, conoscervi personalmente – anziani, adulti, giovani, ragazzi e bambini – e partecipare con voi e con Don Italo ad un momento di gioia nella fede.

E’ il Signore, lui stesso, che ci convoca a tale gioia in questa celebrazione eucaristica.

Chiediamo al Signore di purificare il nostro cuore da ogni peccato e di aprirlo alla sua grazia, per essere degni di stare alla sua presenza e di partecipare al sacrificio eucaristico.

Omelia


1. Uno dei grandi temi che appassionano l’uomo di oggi è quello del rapporto tra fede e ragione. Giustamente: perché una fede non ragionevole non sarebbe degna dell’uomo e tanto meno di Dio.

Dice S. Pietro, nella sua prima lettera, che noi cristiani dobbiamo essere capaci di rendere ragione della speranza che è in noi (cfr. 1 Petr 3,15): la speranza, la vera speranza, la speranza dell’immortalità, l’unica che non delude, è infatti il primo frutto della fede.

Per questo, nell’occasione del 50° anniversario della vostra chiesa, vorrei proporre anzitutto una semplice considerazione sul significato stesso della chiesa, cioè del luogo dove si radunano i cristiani, come sempre fa la comunità di fede di Mazzano Romano in questa chiesa di S. Nicola. Nella chiesa, infatti, la nostra fede si fa in qualche modo visibile. Dunque, che significato ha l’edificio della chiesa?

La chiesa - ho detto - è il luogo dove si radunano i cristiani. Ma non è un ambiente come può essere un’aula di convegni o di congressi. I cristiani si radunano in chiesa, perché la chiesa è la casa di Dio, e così anche la casa loro, perché i cristiani sono figli di Dio.

Queste che ho appena enunciate sono verità molto grandi, e devo spiegarle. Anzi tutto: come fa la chiesa ad essere la casa di Dio, se nemmeno tutto l’immenso universo non basta a contenere il suo creatore, Dio, che è infinito? Era la domanda che si poneva già Salomone in tutta la sua sapienza, quando – quasi mille anni prima di Cristo - inaugurava il Tempio di Gerusalemme. Egli diceva: “Ma è proprio vero che Dio abita sulla terra? Ecco, i cieli ed i cieli dei cieli non possono contenerti, Signore, tanto meno questa casa che io ho costruito!” Lo stesso re Salomone rispondeva alla domanda dicendo che, entrando nel tempio, il popolo si poneva in rapporto particolare rispetto a Dio: rapporto di pentimento per i peccati, di adorazione per la santità di Dio, di offerta e di supplica per le proprie necessità; e così Dio ne avrebbe accolto la preghiera. Nel Tempio, diceva Salomone, “è il nome di Dio”: lì il popolo invoca “il nome di Dio”, e Dio l’ascolta (cfr 1Re 8, 27-29).

Questo non è poco: perché a ben pensare l’atto più importante che l’uomo può compiere è quello di ascoltare Dio e di parlare con lui. Ma il cristiano - il Signore Gesù ce l’ha insegnato -  può parlare a Dio anche nel segreto della sua stanza, anzi nel segreto del suo cuore; “ed il Padre, che vede nel segreto, lo ascolta” (cfr Mt 6, 6). E’ vero; ma la chiesa, l’edificio in cui i cristiani si riuniscono, è la “casa di Dio” in senso proprio, perché è il luogo dove Dio Padre ci invita ad ascoltare la sua parola, proclamata ad alta voce, ed insieme ci invita alla sua mensa, la mensa eucaristica; è il luogo dove Dio Figlio, Gesù, ci rende partecipi del suo sacrificio sulla croce – il più grande atto d’amore di Dio per l’uomo -; è il luogo dove Dio Spirito Santo ci unisce a Gesù e ci rende un cuore solo ed un’anima sola tra di noi.

La chiesa è la “casa di Dio” - possiamo aggiungere - perché lì attingiamo la forza, non nostra, ma di Dio, per ripartire da essa, rinnovati nella mente e nel cuore, per la nostra missione di cristiani. La chiesa è per noi sempre come un punto d’arrivo, come la nostra casa, ma anche sempre un punto di partenza, perché di qua usciamo, rinvigoriti nella nostra fede, per annunciare al mondo, con le nostre parole e con la nostra testimonianza, il Vangelo, cioè la Buona Notizia. La Buona Notizia è questa: che Dio ci ama, ciascuno di noi come suo figlio o sua figlia, e che Cristo è morto e risorto per amor nostro, per renderci partecipi della sua vita, divina. E’ per questo che solo lui può dare all’uomo il vero senso della vita: cioè una speranza che non può essere delusa né dal dolore né dalla morte.

Ecco qual è il primo e grande significato della chiesa “casa di Dio” e casa del cristiano.

Molti altri significati ha la chiesa come luogo dove diversi momenti determinanti della nostra esistenza cristiana ricevono un loro sigillo divino, dal battesimo al matrimonio, fino all’affidamento della nostra anima agli angeli perché la introducano nella Gerusalemme celeste. In chiesa non siamo mai soli. Nella chiesa come luogo noi sperimentiamo la Chiesa vivente, la comunità dei credenti, la Chiesa popolo di Dio, che abbraccia tutti gli uomini di tutti i Paesi del mondo, senza distinzione.

Quanto ho detto finora vuole sottolineare il significato vitale, per noi credenti, di questa chiesa di S. Nicola di Bari, di cui ricordiamo la consacrazione avvenuta 50 anni fa. Vi pare poco? E per questo è nostro dovere e nostra gioia amare e venerare questo luogo in cui ci riuniamo, e che dà un così grande significato alla nostra vita;  e per questo la nostra chiesa vogliamo circondarla di ogni attenzione e cura.


Pagina 1 di 2
Causa di Beatificazione e di Canonizzazione del Servo di Dio Giovanni Paolo II

 

Sito Ufficiale »
Mappa del SitoDisclaimer | FAQ | Informazioni Utili | News | Staff  | © 2007-11 Uffici di Presidenza S.C.V.