Stato della Città del Vaticano
IT  EN FR DE ES 

25 aprile 2009

SANTA MESSA IN OCCASIONE DEL PELLEGRINAGGIO
 DEI PADRI PAOLINI A S. PAOLO


Basilica San Paolo fuori le mura
Sabato 25 aprile, ore 17,00

Saluto Introduttivo



1. Ringrazio vivamente il Rev.do Don Silvio Sassi, Superiore Generale della Società S. Paolo, per le sue parole e per l’invito a questa celebrazione pasquale insieme alla grande Famiglia Paolina in pellegrinaggio alla tomba dell’Apostolo Paolo.  Ho accettato molto volentieri l’invito, che mi dà l’occasione di vivere insieme a tutti voi un intenso momento di fede alla luce del Signore Risorto, accanto alla tomba di Paolo, il grande messaggero del mistero della sua morte e risurrezione.
 
2. Vorrei iniziare – se permettete - con una testimonianza personale, quasi per entrare in una comunione spirituale più viva con tutti voi qui presenti, ricordando (a dir vero, anzi tutto per me stesso) i contatti o incontri che, nella mia vita, ho potuto avere con la Famiglia Paolina.

I primi contatti risalgono a quando io ero alunno nel Seminario Vescovile della diocesi di Novara ad Arona. Lì, di tanto in tanto venivano le care Suore Figlie di S. Paolo e ci proponevano molti libri e pubblicazioni adatti alla nostra età, che stimolavano ed allargavano i nostri interessi culturali.

Analoga esperienza vissi molti anni dopo, quando, come Nunzio Apostolico in Germania ero invitato alle riunioni della Conferenza Episcopale. Anche là, nel grande edificio che ospitava quelle sessioni, le care Figlie di S. Paolo presentavano libri su varie problematiche, quasi come contributo utile alla discussione dei temi ed alla conoscenza dei problemi della Chiesa e del mondo di oggi.

Trasferito, nel 2003, in Segreteria di Stato come Segretario dei Rapporti con gli Stati, ebbi come segretaria particolare, riservata ed efficiente, una Figlia di S. Paolo.  Ora, nel mio servizio al Governatorato dello Stato della Città del Vaticano posso contare, tra i miei collaboratori e le mie collaboratrici, i Padri della Società S. Paolo che dirigono l’importante ufficio Telefoni, e le Pie Discepole, amabili operatrici alla Centrale Telefonica.

Come vedete, i miei rapporti con la vostra Famiglia sono andati in crescendo, ed anche per questo, oltre ad essere per me un vero piacere di trovarmi oggi tra voi, è ben naturale che io inizi esprimendo sentimenti di viva gratitudine ed ammirazione: sentimenti che non sono solo miei, ma della Santa Sede, come di tutta la Chiesa Cattolica. Insieme al Rev.mo Don Silvio Sassi,  saluto le Reverende Madri: Suor Antonietta Bruscato, Superiora Generale delle Figlie di S. Paolo, Suor Regina Cesarato, Superiora Generale delle Pie Discepole del Divin Maestro, Suor Marta Finotelli, Superiora Generale delle Suore di Gesù Buon Pastore, Suor Franca Laratore, Superiora Generale delle Suore Apostoline, i Reverendi Superiori Provinciali ed i loro confratelli, le Reverende Superiore Provinciali e loro consorelle.
 
3. Oggi siete qui convenuti per attingere alle fonti della vostra spiritualità e della vostra attività.

Il Concilio Vaticano II nel Decreto “Perfectae Caritatis” sul rinnovamento della vita religiosa, ha dichiarato che esso “comporta il continuo richiamo alle fonti di ogni forma di vita cristiana ed alla ispirazione originaria degli Istituti” (N. 2). Ora, questo è il singolare, mi pare, della vostra Famiglia Paolina in tutte le sue varie componenti – cinque Congregazioni, quattro Istituti secolari, ed una Associazione laicale - che esse si richiamano  a quella fonte della Divina Rivelazione, abbondantemente a noi trasmessa dall’Apostolo Paolo, ed al contempo, come ad una sola cosa, agli insegnamenti del vostro Fondatore, il Beato Giacomo Alberione. Questi infatti scriveva. “ La riconoscenza più viva va a S. Paolo Apostolo, che è il vero Fondatore dell’Istituzione. Infatti egli ne è il padre, maestro, esemplare, protettore. Egli si è fatta questa famiglia con un intervento così fisico e spirituale, che neppure ora, a rifletterci, si può intendere bene; e tanto meno spiegare. Tutto è suo: di lui, il più completo interprete del Maestro Divino, che applicò il Vangelo alle nazioni e chiamò le nazioni a Cristo” (Alberione, Pensieri, pag. 56).

Il momento presente vuole dunque essere un momento di gioia vera e sentita nell’incontro tra voi tutti, membri della famiglia delle famiglie di Don Alberione, e di voi tutti con il grande Apostolo; un momento di luce, in questa seconda domenica di Pasqua, al cospetto del Signore Risorto, del quale l’Apostolo Paolo fu, ed è, appassionato testimone.

Lasciamo che la luce del Signore penetri ora il nostro essere più intimo, lo purifichi con la sua grazia, per entrare con cuore puro in questa Eucarestia, sacrificio di lode gradito a Dio.


Pagina 1 di 3
Mappa del SitoDisclaimer | FAQ | Informazioni Utili | News | Staff  | © 2007-11 Uffici di Presidenza S.C.V.