5 marzo 2009
PRESENTAZIONE DEL LEZIONARIO FARNESE
riprodotto in facsimile da Franco Cosimo Panini
di Giovanni Card. Lajolo
Musei Vaticani, 5 marzo 2009 – ore 18,30
1. Anche a nome del Prof. Antonio Paolucci, Direttore dei Musei Vaticani, sono molto lieto di salutare, con il più cordiale benvenuto, tutte le personalità qui stasera convenute per la presentazione del Lezionario Farnese, il codice miniato riprodotto in facsimile dalla Franco Cosimo Panini di Modena. In particolare mi è gradito salutare:
- S. Em.za. R. il Card. Raffaele Farina, Bibliotecario e Archivista di S.R.C., accompagnato dal Dott. Ambrogio Piazzoni, Vice Prefetto della B.A.V.
- S.E.R. Mons. Nikola Eterović, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi,
- S.E.R. Mons. Želimir Puljić, vescovo di Dubrovnik, e responsabile per gli affari culturali della Conferenza Episcopale Croata,
- S.E. Emilio Marin, Ambasciatore di Croazia presso la Santa Sede,
- Dott. Nicola Spinosa, Soprintendente per il Polo Museale della Città di Napoli
- last but not least la Sig.ra Panini, vedova del grande editore.
2. Nel 1798 Roma subì l'occupazione delle truppe francesi. I soldati di Napoleone non risparmiarono neppure i luoghi più sacri dei Palazzi Apostolici. La Cappella Sistina venne saccheggiata, e i libri più preziosi della sagrestia rubati e dispersi sul mercato. Tra le perdite più gravi vi fu quella del cosiddetto Lezionario Farnese, il libro fra tutti più celebre e più bello. Ne aveva parlato Giorgio Vasari nella seconda edizione delle Vite (1568) come del capolavoro di Giulio Clovio, il miniatore più famoso del suo tempo.
Giulio Clovio, croato di origine, (Julije Klović era il suo nome) si formò in Italia fra Venezia Firenze e Roma. Michelangelo fu suo modello, e l’appassionata devozione al Maestro si riflette nelle sue miniature: miniature che affascinarono i grandi del suo tempo e che dimostrano il livello altissimo raggiunto da questa specializzazione pittorica.
A Roma il grande protettore e generoso mecenate di Giulio Clovio fu il cardinale Alessandro Farnese. Il Lezionario di cui si parla è appunto un dono del cardinale alla sagrestia della Cappella Sistina. Per questo è conosciuto come Lezionario Farnese.
Ma torniamo alla storia del libro. Rubato, come si è detto, dai soldati francesi e finito sul mercato, lo ritroviamo a Londra, proprietà del collezionista Townley e poi, alla fine del XIX secolo, definitivamente acquisito a una pubblica istituzione americana: la New York Public Library, che lo conserva sotto il titolo di Townley Lectionary al nr. 91 dei manoscritti. Il Lezionario Farnese aveva una superba legatura metallica, che purtroppo è andata perduta ed è stata sostituita dall’attuale, in raffinato stile neogotico.
Oggi il Lezionario Farnese si ripresenta nei Musei Vaticani, - nei luoghi dai quali fu trafugato oltre due secoli or sono – se pur non nel testo originale, ma nella splendida riproduzione facsimilare dell'Editore Panini di Modena, corredato dall'imponente commentario scientifico affidato all'autorevole specialista Jonathan J. G. Alexander.
3. Una riproduzione è ben altro che l’originale. Per quanto perfetta, manca ad essa - è superfluo ricordarlo - il calore umano intrinseco all’occhio, alla mano, alla mente, alla passione dell’artista da cui l’opera è “nata”: rapporto personale forse invisibile ad occhio nudo, e talvolta anche ad occhio esperto, eppure incisivo nella considerazione che l’originale non può non ottenere, perché si colloca in modo diverso nel vissuto intreccio della storia umana e nella storia dell’opera stessa, che, uscita dalla mente, dall’occhio e dalle mani dell’artista, inizia una propria avventura nel goduto possesso dei proprietari o nell’uso delle istituzioni ospiti, e nella ricezione valutativa dei critici e, soprattutto, del pubblico.
Tutto ciò nulla toglie – anche questo è appena il caso di notarlo – al merito di una perfetta riproduzione. Anzi tutto, perché essa si propone come tale, e quindi con aperto riferimento all’originale. Inoltre, perché essa ha alle sue spalle una serie pressoché sterminata di acquisizioni tecniche, che la rendono possibile, e pur essa è fatta di introspezione intellettuale, di minuta attenzione, di arduo impegno e di collaborazione umana: pur essa quindi espressione di vera, affascinante cultura. E poi, ancora perché tutto questo patrimonio culturale, che si condensa, per così dire, nella riproduzione, è posto ad un duplice servizio: dell’originale, di cui intende sottolineare l’eccezionale valore e divulgare la conoscenza, ed al contempo dei nuovi fruitori, ai quali concede di conoscere meno indirettamente l’eccellenza dell’opera in questione e di godere, uno oculi ictu, dell’eccellenza della tecnica riproduttiva e della preziosità della nuova edizione.
4. Per questo all’Editore Franco Cosimo Panini va il nostro sincero apprezzamento.
E' appena il caso di ricordare che la Franco Cosimo Panini è, in Italia e in Europa, una delle più prestigiose editrici di manoscritti miniati. La sua celebre collana di facsimili ha un titolo che è davvero tutto un programma. Si intitola la Biblioteca impossìbile. Sono i libri più famosi e più preziosi che vengono offerti in perfetta riproduzione alle élite dei conoscitori e degli amatori. Per citare solo alcuni titoli, sono stati fino ad oggi editi capolavori magistrali dell'arte miniatoria universale quali: la Bibbia di Federico da Montefeltro, la Bibbia di Borso d'Este, il Libro d'Ore di Lorenzo il Magnifico. Si tratta di tesori gelosamente conservati in famose biblioteche, dalla Laurenziana di Firenze alla Apostolica Vaticana. Il Lezionario Farnese è l'ultima preziosa addizione alla Biblioteca Impossibile.
Un libro appartenuto alla Cappella Sistina, documento insigne della grande arte messa al servizio della Sede Apostolica, oggi a noi ripresentata nella superba riproduzione facsimilare, che onora l'editoria italiana.
Essere presente a questo momento vuol essere, da parte mia, un gesto di convinto riguardo. E momento, confido, per voi come per me, assai gradito.