Stato della Città del Vaticano
IT  EN FR DE ES 

6 giugno 2009

OMELIA PER IL PRIMO SABATO DEL MESE
MESSA DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

S. Salvatore in Lauro, 6 giugno 2009 – ore 18


 

1. Ringrazio vivamente Don Pietro Bongiovanni per il suo invito a celebrare con voi questa sera la Santa Messa in onore del Cuore Immacolato di Maria.

Ho piacere di continuare con voi l’incontro che abbiamo avuto il 2 febbraio 2008. La circostanza che molti dei presenti appartengono al Gruppo di Preghiera di S. Pio da Pietrelcina, grande devoto della Vergine Santissima, rende questo nostro incontro ancor più significativo.
 
2.
 Vorrei ora riflettere con voi molto brevemente, per quanto mi sarà possibile, su che cosa significa l’espressione “Cuore Immacolato di Maria”. Perché certo con queste parole la Chiesa non ci dà che un cenno, non ci propone che un simbolo di una realtà che non è facilmente rappresentabile con immagini. Sono tre parole – Cuore Immacolato di Maria – ma dietro ciascuna di esse c’è una grande realtà non solo veramente umana, ma, ancor più, divina.
 
3. Dicendo Cuore “Immacolato”, noi siamo rinviati al mistero dell’Immacolata Concezione di Maria. Fin dal primo istante del suo essere carne (oggi diremmo: embrione umanamente generato) nel grembo materno, Maria è esente da ogni macchia di peccato.

Il nemico dell’uomo, Satana, era riuscito fin dall’inizio della storia umana ad introdurre nell’umanità una tendenza perversa, tendenza che ha intaccato rovinosamente l’avventura collettiva dell’umanità, a partire dai nostri progenitori, senza lasciare indenne alcuna singola persona. E’ ciò che noi tutti, e ciascuno di noi, avvertiamo nel proprio intimo. San Paolo nella sua lettera ai Romani la descrive così: “Io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio. … Nelle mie membra vedo un’altra legge, che combatte contro la legge della mia ragione e mi rende schiavo della legge del peccato, che è nelle mie membra” (Rm 7, 19 . 23).

Vi è in noi – insieme alla grande apertura a tutto ciò che è vero, buono, bello, santo, v’è in noi, proprio insita nel nostro profondo, come un’attrazione magnetica al male. Tutti la sentiamo. Già il poeta latino Ovidio la esprimeva con queste parole: “Video bona, proboque, deteriora sequor” (Met 7, 20). Vedo il bene e lo approvo, ma seguo il male.

Da questo disordine radicale, da questa lacerazione nel profondo del nostro essere Maria è stata preservata fin dal primo istante del suo esistere nel grembo materno. Si tratta di un privilegio unico, che Dio ha stabilito per colei che doveva essere la Madre del suo Figlio. Con Maria ha così inizio il nuovo ordine della redenzione. Creatura tutta rivolta a Dio, senza reticenze, senza ombre, senza inclinazioni che potessero far avvertire in lei l’impronta malefica e funesta del maligno.     
                    
E questo è già un aspetto dell’anima di Maria che in qualche modo ci incanta. In un mondo non solo a noi esterno, ma anche a noi interno, afflitto “dalla concupiscenza della carne, dalla concupiscenza degli occhi e dalla superbia della vita” (cfr I Gv 2, 16 – sono le tre malefiche impronte del maligno sul mondo di cui parla la prima lettera dell’Apostolo Giovanni – noi non possiamo non sentire per contrasto il fascino di un vivere puro ed integro di un’anima casta, povera, umile, tutta splendente della luminosità dello Spirito.

V’è un bel canto della nostra pietà che dice:

Acqua di fonte cristallina e pura,
sei l’innocenza ed il candore, o Madre:
fertile terra tutta aperta al sole,
posa su te lo sguardo del Signore!


Maria, cuore immacolato!
 
4. Tutto ciò è molto bello, ma non è in realtà che un primo approccio alla realtà del mistero luminoso ed affascinante del Cuore Immacolato di Maria. Ciò che ne costituisce la realtà più profonda è questo: quel cuore è tutto vivo, fino all’ultima fibra del suo essere, fino al più tenue battito del suo palpitare, di una vita diversa: della vita stessa di Dio. E’ ciò che noi comprendiamo, quando noi con le parole dell’angelo Gabriele ci rivolgiamo a Maria e l’invochiamo “piena di grazia”. E’ Dio che l’ha – per così dire -  impregnata di sé. “Il Signore è con te”, le ha detto l’Angelo; “Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra” (Lc 1, 28-35). Non solo su quel cuore non è mai caduta l’ombra di Satana, ben più, esso è tutto avvolto nell’ombra di Dio che lo feconda. (E noi sappiamo che con questo termine “ombra di Dio” la Sacra Scrittura intende la stessa potenza di Dio che crea e salva).

Se vogliamo comprendere la realtà profonda del cuore di Maria, è a questo aspetto sopra tutto che deve affiggersi lo sguardo della nostra fede. Tutto l’essere di Maria era di Dio; tutto il suo amore era rivolto a Dio, e non v’era in esso alcun residuo di amore che non fosse per Dio. Per questo: veramente Cuore “Immacolato”!
 
5. A questo punto mi pare quasi di sentir dire. Quale creatura meravigliosa! Noi non possiamo non ammirarla. Ma, in realtà, non ci interessa: è lontana da noi.

E per questo devo aggiungere una considerazione essenziale, che ci faccia ben comprendere che cosa significa che il Cuore di Maria rispecchiava puramente l’amore di Dio ed era tutto rivolto a lui.

Se l’amore di Maria è, per così dire, tutto sostanziato di Dio, è amore di Dio, dobbiamo dire che, allo stesso tempo e per questa stessa ragione, il suo amore è tutto per noi, proprio per noi tutti e per ciascuno di noi. Perché Dio è Amore. Poiché Dio  ama noi, per noi ha voluto l’incarnazione del suo Figlio; e per preparare una Madre degna di suo Figlio, Gesù, ha prescelto Maria, formando e coltivando il suo  Cuore Immacolato. L’amore di Dio che è in Maria, non è altra cosa dell’amore di Dio per noi. Così, dunque,  proprio per quello stesso amore che  le viene da Dio e la rivolge tutta a Dio, Maria è sempre tutta rivolta verso di noi.

Così: dalla sua immacolata verginità, dalla sua Divina Maternità iniziata a Nazareth, quando Maria si dichiarò la serva del Signore, dalla sua Divina ed umana Maternità, che si manifestò a Betlemme, quando Maria nella povertà diede alla luce il Figlio di Davide, fino alla sua maternità sul Golgota, quando il Signore ha posto dentro il cuore stesso di Maria, trafitto dalla spada del dolore,  come nuovo figlio il discepolo da lui prediletto – e ed in lui tutti noi come suoi figli – e poi sempre nella storia della Chiesa e nostra, sempre Maria riflette e rivive in modo purissimo l’amore di Dio per noi.
 
6. E’ questo il Cuore Immacolato di Maria.

Come ci è allora spontaneo di ravvisare in Maria la donna nella sua bellezza originaria, creatura di amore, perché in essa ciascuno di noi peccatori  possa ritrovare la vita, cioè Cristo. Come sentiamo  allora vere in Maria le parole che abbiamo ascoltato nella prima lettura, parole che erano originariamente intese in riferimento ella Sapienza Divina:

“Io, come vite produco germogli di grazia,
e i miei fiori danno frutti di gloria e di rettitudine.
Io sono la Madre del bell’amore e del timore,
della conoscenza e della santa speranza.
In me è la grazia per ogni via e verità,
in me ogni speranza di vita e di virtù”
 “Il possedermi è più dolce del favo di miele.
Il mio ricordo durerà di generazione in generazione”.
 
7. La celebrazione di questa sera ci invita ad entrare in quel cuore e ad amarlo.

Come può avvenire questo? Il Signore nel Vangelo ci ha detto che possiamo essere uniti a Maria, partecipare della Beatitudine che le è propria, in un unico modo: ascoltando e praticando la Parola di Dio. La Parola di Dio ci purifica interiormente, facendoci partecipi della stessa luce di Dio; la Parola di Dio ci apre all’amore del prossimo, perché è nell’amore del prossimo che essa, come in Maria, diventa vita.
 
E’ così che  il Cuore Immacolato di Maria ci fa comprendere con quale purezza, generosità, tenerezza Dio ci ama ed amabilmente ci invita a vivere e ad amare come lei. E’ cosi che ci ama e noi lo amiamo. E’ così –  come abbiamo sentito dalle labbra di Maria nel canto del Magnificat - che tesori di grazia vengono a ricolmare noi poveri, e la misericordia del Signore si estende di generazione in generazione, fino a noi.
 
8. Vorrei terminare queste mie semplici considerazioni con la preghiera che S. Luigi Gonzaga, giovane dal cuore puro e pieno d’amore di Dio e del prossimo – morì di peste contratta nel servizio degli appestati nel 1591 – rivolgeva a Maria. E’ una bellissima preghiera, che possiamo fare nostra, partecipando della sua fede, purezza amore. Eccola.

O mia Signora,
Santa Maria!
Oggi mi affido
alla tua santa protezione,
alla tua singolare custodia
nel seno della tua misericordia.
Oggi, e come oggi sempre,
e nell’ora della mia morte
a te affido
la mia anima ed il mio corpo.
Ogni mia speranza
ed ogni mia consolazione
a te le consegno,
e le mie pene tutte
e le mie miserie,
la vita stessa
e lo scopo ed il termine
della mia vita.
Per la tua intercessione,
o Madre,e per i tuoi meriti,
possano tutte le mie azioni
essere dirette e regolate
in conformità alla volontà tua
e del Figlio tuo.

Amen!

Entrando nel Cuore Immacolato di Maria, la nostra preghiera sarà da Maria presentata come la sua propria al Figlio suo Gesù, e toccherà di gioia il Cuore di Dio.


Pagina 1 di 1
Mappa del SitoDisclaimer | FAQ | Informazioni Utili | News | Staff  | © 2007-11 Uffici di Presidenza S.C.V.