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6 novembre 2009

SALUTO ALLA PONTIFICIA ACCADEMIA DELLE SCIENZE
Per l’inizio della settimana di studi sull’Astrobiologia
GIOVANNI CARDINALE LAJOLO

6 nov. 2009

  

Sono molto lieto di dare  il benvenuto ed augurare  buon lavoro agli illustri scienziati qui convenuti su invito della Pontificia Accademia delle Scienze, per discutere un tema tanto nuovo, quanto difficile ed affascinante: l’astrobiologia. E’ uno studio che appare richiede un complesso pressoché sterminato di conoscenze scientifiche, oltre che raffinate tecniche di ricerca.

Perché si tratta sovente di procedere sulla base di scarsi indizi e formulando ipotesi che necessitano di severe verifiche, e queste, a loro volta, possono variamente configurarsi. Si tratta di ricorrere ai risultati di ricerche su aspetti estremi di possibilità di vita su questa terra, e di studiare come accertarne la presenza su altri pianeti o esopianeti. Si tratta - al limite - di studiare se e come si potrebbe verificare l’esistenza di intelligenze extraterrestri e come mettersi in contatto con loro. Un compito che esige serietà scientifica e non va confuso con la fantascienza.

Nel vostro studio, che rappresenta, direi, un caso estremo ed insieme indispensabile, di vastissima ricerca pluridisciplinare, non dubito che vi sentirete accompagnati e stimolati da quell’ambiente umano di simpatia ed amicizia che vi offre la Pontificia Accademia delle Scienze.

Nella ricerca nessuna verità può farci temere. Può farci temere solo l’errore, sempre in agguato. Ma allo scienziato bisogna concedere anche la possibilità di compiere percorsi che non giungono a risultati positivi, altrimenti non si tratterrebbe di ricerca. Anch’essi, però, proprio perché condotti con metodo scientifico, non sono mai inutili, perché aiutano a tentare altre vie. E’ così che le scienze possono progredire e proprio mentre aprono l’uomo a nuova conoscenza, contribuiscono a realizzare l’uomo come uomo.

Illustri Signori, all’inizio di questa vostra settimana di studi, sono molto lieto di poter portare a voi tutti il saluto cordiale, l’augurio di buon lavoro e la Benedizione del Santo Padre.

Purtroppo personalmente io non potrò partecipare alle vostre conferenze ed alle vostre discussioni, come certo mi piacerebbe, non per alcuna mia competenza in materia, ma solo per aprirmi a nuovi orizzonti di conoscenza. Da parte del Vaticano saranno però con voi i nostri scienziati della Specola Vaticana sotto la guida del Direttore, il P. José Gabriel Funes.

Ci incontreremo poi di nuovo ad Assisi, secondo il programma preparatoci da S.E. Mons. Sanchez Sorondo, Cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze, che ringrazio per  la sua ben nota sempre cordiale ospitalità

Confido che potrete ricordare le presenti giornate come ricche di piacere intellettuale e di amicizia umana tra colleghi scienziati.


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