9 febbraio 2009
INTERVISTA ALLA RADIO VATICANA
del Cardinale Giovanni Lajolo
per l’80° anniversario della fondazione
dello Stato della Città del Vaticano
(conduce Philippa Hitchen)
1. Stiamo celebrando l'80° anniversario della fondazione della SCV - fondato in un momento di grande antagonismo tra la nuova nazione d'Italia e gli stati pontifici. Come è cambiato questo rapporto oggi?
Il grande antagonismo tra lo Stato italiano e la Santa Sede era accettato ormai da diversi anni. Ne fa fede il Diario di Mons. Bonaventura Cerretti, della Segreteria di Stato, circa i suoi colloqui con l’On. Vittorio Emmanuele Orlando, capo del Governo italiano, che ebbero luogo a Parigi il 1° giugno 1919. In essi già si prefigurava la soluzione del Trattato Lateranense, che ebbe luogo nel 1929. Certo è però che con la firma dei Patti Lateranensi ebbe inizio un nuovo periodo di intesa e collaborazione. Questo vale in primo luogo per il Trattato Lateranense, che concerne lo Stato della Città del Vaticano; ma anche per il Concordato, il quale riguarda la situazione della religione e della Chiesa in Italia. Su questo entrambe le parti, cioè la Santa Sede e l’Italia, avevano convenuto circa l’opportunità di modificarlo per metterlo in sintonia con la Costituzione italiana e con il Concilio Ecumenico Vaticano II. E’ ciò che è avvenuto con l’accordo di Villa Madama nel giugno del 1984.
2. Come si può spiegare oggi la necessità di uno stato sovrano per esercitare un'autorità spirituale sui Cattolici sparsi nel mondo?
Tutto il significato dello Stato sovrano della Città del Vaticano sta nel mettere il Papa al riparo da qualsiasi ingerenza politica nella guida della Chiesa e nel suo magistero evangelico, che è diretto non soltanto alla Chiesa, ma a tutta l’umanità. Il Vicario di Cristo deve essere indipendente e libero, non deve essere tenuto a rispondere ad alcuna autorità terrena, ma solo a Dio. La storia, soprattutto dell’Europa, ha dimostrato troppe volte nel corso dei secoli, ed ancora nel secolo scorso, l’inclinazione di alcuni regimi e di alcuni governi ad incatenare la voce del Papa. Ancor oggi non pochi uomini politici vorrebbero che il Papa non si pronunciasse su temi morali a loro sgraditi.
Lo Stato della Città del Vaticano, per quanto di minima estensione territoriale, garantisce al Papa la piena indipendenza da qualsiasi influsso politico esterno.
3. Lei è stato per alcuni anni Segretaria per i Rapporti con gli Stati - ossia "Ministro degli Esteri" della Santa Sede. Quali sono le sfide più difficili nel rappresentare il più piccolo Stato del mondo in sedi internazionali?
Devo premettere che l’attività internazionale della Santa Sede, ed in particolare la Diplomazia della Santa Sede, ben raramente riguardano lo Stato della Città del Vaticano. Ciò avviene quando si tratta di questioni tecniche, che non rappresentano grandi sfide. L’attività internazionale e diplomatica della Santa Sede è invece sempre un’attività di Chiesa, ed è condotta non sulla base di un potere politico della Santa Sede, ma sulla forza della parola dettata dalla ragione, ed in particolare sulla forza della Parola ispirata da Dio. Le grandi sfide che essa affronta sono sempre sfide che interpellano la Chiesa, ed anzi tutto la libertà della Chiesa locale – vale a dire dei Vescovi insieme ai loro fedeli – nei loro rapporti con il Papa, Vicario di Cristo e successore dell’Apostolo Pietro.
Ma non solo questo. L’attività internazionale della Santa Sede è rivolta ad affrontare le grandi questioni dei diritti umani, a partire da quella della vita e del nutrimento, il diritto ad una vera libertà di religione – questo è il primo dei diritti alla libertà, perché riguarda il più importante rapporto della persona umana: il rapporto con Dio. Altre grandi sfide sono quelle del diritto allo sviluppo economico dei Paesi più poveri e deboli, ma anche delle persone povere e svantaggiate. Non da oggi una sfida cruciale è quella dell’emigrazione, che è presente non solo nei Paesi del mondo occidentale, ma anche nel mondo arabo e nel resto del mondo. Tutte queste sfide non sono che tasselli della grande sfida di fondo, del grande impegno della Chiesa: quello della pace.
4. Si nota ancora oggi un atteggiamento di fascino con quello che viene chiamato 'il mondo misterioso” dietro le mura Vaticane. E’ giusto mantenere quest'immagine oppure si tenta di cambiare e di aprire le porte con queste celebrazioni,con il nuovo sito web ecc..?
Si tratta di un mito che, a mio avviso, non ha alcuna ragione d’essere. Basterebbe che chi si vuole informare o vuole informare gli altri, ricorresse anzi tutto agli strumenti di pubblico dominio, aperti a tutti, e questi sono le leggi e le norme della Santa Sede e dello Sato della Città del Vaticano. Prima di ogni altra cosa, sono esse che consentono di capire che cosa c’è dietro le mura vaticane, e che permettono di comprendere molte azioni e dichiarazioni della Santa Sede. Oltre a ciò, una vasta informazione su questioni attuali viene data dalla Radio Vaticana (e l’occasione mi è gradita per ringraziarla del suo prezioso servizio: un servizio a tutto campo in ben 39 lingue). V’è poi L’Osservatore Romano, diffuso oltre che nella edizione quotidiana in italiano, in altre sei edizioni periodiche in altre lingue. V’è il sito della Santa Sede – www.vatican.va; e v’è quello dello Stato della Città del Vaticano – www.vaticanstate.va. Recentemente è stato aperto anche un nuovo canale su You Tube. Oltre a ciò, se uno desidera una informazione che non riesce ad ottenere dai predetti servizi, la può sempre chiedere alla Sala Stampa, o direttamente ai vari organi della Santa Sede. Le celebrazioni dell’80° dello Stato della Città del Vaticano sono anch’esse occasione offerta per meglio conoscere “il mondo misterioso”, in realtà molto semplice e chiaro, del Vaticano.
9 febbraio 2009