10 maggio 2010
INTRODUZIONE ALLA SANTA MESSA
NEL SEMINARIO DI NOVARA
10 maggio 2010
La ringrazio vivamente, caro Vescovo Renato, per le Sue amabili parole di introduzione alla presente celebrazione Eucaristica.
E’ per me viva e singolare gioia poter oggi partecipare a questa festa della Fraternità Sacerdotale, insieme a confratelli più giovani e a confratelli più anziani, in particolare con il P. Lamberto Ferraris, che celebra l’80° anniversario della sua Ordinazione Sacerdotale e Don Giuliano Ruga che ne celebra il 70°.
Un grazie di cuore a quanti hanno contribuito in varia maniera a preparare questa solenne celebrazione. Essa è connotata da un clima di gioiosa comunione spirituale, nella riconoscenza al Signore per tutte le grazie che ci ha concesso, per tutto l’amore suo di cui ci ha fatto strumenti.
Sappiamo che insieme a Dio dobbiamo ringraziare tante persone di ogni condizione ed età, che ci hanno accompagnato, consigliato, sorretto con amore ed anche con pazienza. Le comprendiamo tutte nella nostra preghiera al Padre datore d’ogni bene.
Nel ricordare il flusso di grazia nel quale la nostra vita è stata per tanti anni immersa, senza alcun nostro merito, non possiamo non riconoscere anche le nostre manchevolezze ed i nostri peccati, che hanno reso meno fruttuoso il nostro apostolato. Ne chiediamo umilmente perdono agli uomini, alla Chiesa, a Dio.
Lasciate che io aggiunga anche una parola di vivo compiacimento per i giovani che oggi si presentano come candidati al sacerdozio.
Cari giovani, voi intendete oggi esprimere solennemente la vostra risposta alla chiamata di Cristo e del Vescovo. Le mete che il Signore vi propone sono grandi, e le vostre forze – come quelle di qualsiasi persona umana – sono limitate, e, per essere più precisi, inadeguate. Ma nessuno di noi può confidare in sé. Tutti possiamo e dobbiamo confidare nel Signore, che con grande generosità ed infinita pazienza sopperisce abbondantemente ai nostri deficit.
Questa giornata, sia per voi una giornata di gratitudine e di gioia, tutta rivolta al futuro. Sentite accanto a voi tutti i sacerdoti della diocesi, in particolare quelli che oggi celebrano un anniversario. La vostra presenza qui, oggi, rende più viva la gioia della nostra ricorrenza.
Tutto mettiamo – gioia, gratitudine, pentimento, propositi – nel calice del Signore, perché tutto accetti come nostra partecipazione al suo sacrificio d’amore.
Con questi sentimenti, prima d’entrare nella celebrazione eucaristica, chiediamo al Signore perdono per i nostri peccati. Voglia egli riempire il nostro cuore della sua grazia, luce e forza.