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10 ottobre 2010

INTRODUZIONE ALLA SANTA MESSA
PER LA FESTA DELLA MADONNA DEL PARTO

Chiesa di S. Agostino al Campo Marzio
10 ottobre 2010

Ho accettato volentieri l’invito del vostro caro Parroco, P. Amedeo Eramo, a celebrare con voi questa Santa Messa, in questa storica chiesa, ricca di celebri opere d’arte, nella festa della Madonna del Parto.
Un cordiale, fraterno saluto, oltre che al P. Eramo, al Rev.do Padre Provinciale degli Agostiniani per la Provincia d’Italia, Gianfranco Casagrande, agli altri confratelli e concelebranti, e a tutti voi, cari fratelli e sorelle in Cristo, qui presenti.
In questa splendida Basilica ha un posto particolare la statua della Madonna del Parto, che da tanti secoli gode di una diffusa ed intensa devozione da parte del popolo di Roma, ma soprattutto, com’è naturale, da parte delle mamme e delle donne in attesa di un figlio.
Di questa devozione sono testimoni i fiocchi azzurri e rosa posti accanto alla statua della Madonna del Parto; e lo è anche un sonetto del celebre poeta romanesco Gioacchino Belli, che mi è stato fatto conoscere dal P. Sergio:

Oggi, a forza de gommiti e de spinte,
ho ppotuto accostamme ar butteghino
de la Madonna de Sant’Agustino,
cuella ch’Iddio je le dà ttutte vinte.

La Parola di Dio, che ascolteremo tra breve, ci parla di due maternità, quindi di due parti, del tutto singolari: il parto di Maria ed il parto di Eva.
Eva fu la prima madre, e così - come la definisce la Sacra Scrittura - è "la madre di tutti i viventi" (Gen 3, 20): dal suo grembo ebbe inizio il perpetuarsi del genere umano sulla terra.
Maria è la madre del Cristo, il nuovo Adamo, da lei nato, perché, come dice la prima lettura, ricevessimo in lui l’adozione a figli di Dio, potessimo rivolgerci a lui chiamandolo "Padre", e diventassimo eredi della vita eterna.
La Santa Messa, di cui ora iniziamo la celebrazione, unisce noi tutti, figli di Eva, in modo particolare a Gesù, il frutto benedetto a noi donato dal seno verginale di

Maria. Noi siamo ora partecipi della sua vita divina, perché egli ha offerto per noi la propria vita.
Per poter essere degni di tanta grazia, chiediamo al Signore di purificare i nostri cuori e di perdonare i nostri peccati.

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Causa di Beatificazione e di Canonizzazione del Servo di Dio Giovanni Paolo II

 

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