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11 aprile 2010


In queste parole non può sfuggire la proporzione tra la giustizia di Dio e la sua misericordia: Dio castiga le colpe fino alla quarta generazione, perché il male non è mai senza negative conseguenze nella società; ma egli conserva il suo amore per mille generazioni, cioè per sempre.
Vi sono poi le commosse ed entusiastiche parole del Salmo 36:
"Signore, la tua misericordia è nel cielo,
la tua fedeltà fino alle nubi,
la tua giustizia è come le più alte montagne,
il tuo giudizio come l'abisso profondo:
uomini e bestie tu salvi, Signore.
Quanto è preziosa la tua misericordia, o Dio!
Si rifugiano gli uomini all'ombra delle tue ali,
si saziano dell'abbondanza della tua casa:
tu li  disseti al torrente delle tue delizie.
E' in te la sorgente della vita,
alla tua luce vediamo la luce.
Riversa la tua misericordia su chi ti riconosce,
la tua giustizia sui retti di cuore
"  (Sal 36  6-11)

3. Ma, certo, le espressioni più coinvolgenti sulla misericordia di Dio Padre lo troviamo nella parola di Gesù, che la congiunge indissolubilmente con la paternità di Dio e con noi.:
"Siate misericordiosi – ha detto Gesù – come il Padre vostro è misericordioso" (Lc 6, 36-37).
Secondo l'insegnamento di Gesù, Dio non è come un padre, ma è Padre, anzi, questo è il suo vero nome, cioè la vera realtà di Dio. Il nome "Padre" quasi riassume tutto l'insegnamento di Gesù su Dio. Al termine della sua missione, dopo il discorso ai suoi discepoli durante l'ultima cena, nella sua grande preghiera al Padre, Gesù dice: "Padre, ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo"(Gv  17, 6).
Se vogliamo avere una vera, concreta immagine del Padre Misericordioso, non abbiamo che volgere gli occhi a Gesù. Nel colloquio, così intenso e confidenziale, che egli ebbe con gli Apostoli nell'ultima cena, Filippo gli aveva chiesto: "Signore, mostraci il Padre, e ci basta". Gli rispose Gesù: " Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi dire: "Mostraci il Padre"? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me"? (Gv 14, 8-10).
Tutte le parole di Gesù, tutte le sue meravigliose parabole – pensiamo a quella del Figlio prodigo o anche a quella del Buon Samaritano -, tutti i suoi miracoli sono meravigliosi esempi della misericordia di Gesù, e quindi del Padre, di cui Gesù è la vera immagine.

4. Anche il Vangelo di oggi ci parla di questa sconfinata misericordia di Gesù, specchio della misericordia del Padre.
Eccolo, risorto, in mezzo ai suoi discepoli la sera stessa del primo giorno della sua risurrezione. Avrebbe potuto dir loro una parola di rimprovero o almeno di dolce rammarico per il fatto che nella notte prima di venerdì, nell'Orto degli Ulivi, di fronte alle guardie ed ai soldati, erano tutti fuggiti e l'avevano lasciato solo. Nulla di tutto ciò. Gesù invece dice: "Pace a voi". Egli rinnova ai suoi Apostoli tutta la sua fiducia – che non potrebbe essere più grande – affidando ad essi la sua missione: "Come il Padre ha mandato me, così io mando voi". E dona loro lo Spirito Santo: "Soffiò e disse: "Ricevete lo Spirito Santo". E lo Spirito Santo è il dono dei doni: è lo Spirito di amore e di sapienza che porta in sé ogni altro dono.
E poi Gesù aggiunge ancora: "A chi perdonerete i peccati, saranno perdonati". Egli ha così messo nelle mani dei suoi Apostoli il sacramento stesso della sua misericordia, ed a tale misericordia non pone alcun limite: "A chi perdonerete i peccati, saranno perdonati". Non c'è limite alla misericordia di Dio, e per questo non c'è limite alle possibilità di pentimento, inizio di una nuova vita, anzi, partecipazione alla stessa vita del Risorto.
Questa è la misericordia di Gesù, che ci fa vedere il volto del Padre Misericordioso, e ci introduce in una vita diversa, degna dei figli di Dio e fratelli di Gesù benedetto.

5. Cari fratelli e sorelle,
il sacrificio eucaristico in cui noi ora entriamo dopo aver ascoltato la Parola del Signore, ci fa conoscere l'ampiezza, l'altezza, la larghezza e la profondità dell'amore misericordioso del Padre (cfr Ef 3, 16), e dell'amore del suo vero Figlio Gesù.
La croce di Gesù, il suo sacrificio, è la misura della misericordia del Padre per noi, perché nel sacrificio della croce Dio, donando il suo Figlio unigenito, a lui consustanziale, ha dato tutto se stesso per amor nostro. Ha dato fondo – per così dire – alle sue risorse di amore misericordioso per liberarci dal peccato, che è sempre schiavitù, e renderci partecipi nientemeno che della sua vita divina.
E' questa una gioia che deve riempire sempre tutta la nostra vita, perché gioia più grande una persona umana non può avere. Questo significa, al contempo, che da ciascuno di noi non deve mancare una risposta di gratitudine e d'impegno. Se per il sacrificio di Cristo noi peccatori siamo partecipi della sua stessa vita, come non sentirci impegnati dalla sua parola: "Siate misericordiosi com'è misericordioso il Padre vostro che è nei cieli"?


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