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11 aprile 2010

INTRODUZIONE ALLA S. MESSA NELLA PARROCCHIA
DIO PADRE MISERICORDIOSO
(periferia Roma Nord Est)
11 aprile 2010, ore 18

 

Cari fratelli e sorelle,
ringrazio vivamente il vostro caro Parroco, Don Gianfranco Corbino, per l'invito ad essere oggi qui, tra voi, per concludere il triduo nell'anniversario della visita del Santo Padre Benedetto XVI. In questi giorni sono certamente ritornate alla vostra memoria le parole, limpide ed amabili, di fede e di incoraggiamento alla vita cristiana allora rivoltevi da Benedetto XVI.
Avere il Successore di Pietro, il Vicario di Cristo, come proprio Vescovo è un privilegio unico della Chiesa che è in Roma. Ed i fedeli di Roma devono non solo esserne consapevoli, ma anche vivere all'altezza di tale grazia.
Nel suo invito, Don Gianfranco mi ha scritto della bellezza di questa chiesa, che si distingue per la sua modernità. Non posso che compiacermi con voi.
Ma la Chiesa vera siete voi stessi. Voi siete pietre vive, perchè poggiate sulla pietra d'angolo, scelta, preziosa, che è Cristo (cfr 1 Pt 2, 6). Come dice S. Pietro nella sua prima lettera. "Quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo" (1 Pt 2, 5). E' da lui, dal Signore Gesù, che noi riceviamo ogni ricchezza spirituale, secondo la misura senza misura del Padre, che ci dona lo Spirito Santo.
Ora, mentre ci accingiamo a partecipare alla Divina Eucarestia, noi siamo invitati a purificare e ravvivare questa nostra unione con il Signore Gesù, per poter godere i frutti soprannaturali del suo sacrificio d'amore per noi.
Chiediamo quindi umilmente perdono dei nostri peccati, e chiediamo al Signore di volerci rendere partecipi della sua luce e del suo amore.
 

OMELIA
11 aprile 2010, ore 18


 1. Questa vostra chiesa è dedicata a Dio Padre Misericordioso. Ogni chiesa è primariamente dedicata a Dio, e costruita ed usata sempre in suo onore. E' "Casa di Dio", anche se poi la chiesa può essere intitolata in onore della sua SS. Madre Maria o di un santo o di una santa. La venerazione dei santi, infatti, in nessun modo sminuisce l'unicità del nostro rapporto con Dio; essi, anzi, con il loro esempio e la loro intercessione, ci aiutano a vivere il nostro rapporto con Dio così come l'hanno vissuto loro: con fede viva.
Ma la vostra chiesa è totalmente dedicata a Dio: Dio Padre Misericordioso. Una tale intitolazione è qualcosa di unico; ancor più raro, mi sembra, che la dedicazione di chiese alla SS. Trinità o al nostro Divin Redentore, Gesù benedetto.

2. Mi piace dunque riflettere oggi con voi, brevemente, su questo mistero eccelso: Dio Padre Misericordioso. Tanto più che Giovanni Paolo II ha voluto aggiungere alla tradizionale denominazione di questa seconda Domenica di Pasqua, Domenica in Albis, la denominazione: Domenica del Padre Misericordioso.
Né la paternità né la misericordia di Dio sono una rivelazione propria del Nuovo Testamento. Già il profeta Isaia aveva su Dio, come Padre, queste bellissime parole:

"Nessuno invocava il tuo nome,
nessuno si risvegliava per stringersi a te.
Ma, Signore, tu sei nostro padre;
noi siamo argilla e tu colui che ci plasma,
tutti noi siamo opera delle tue mani
" (Is, 64, 7-8).
Ed il Libro dei Proverbi: "Il Signore corregge e ci ama, come un padre il figlio prediletto (Pr 3, 12).

Dio è dunque paragonato ad un padre misericordioso. Della misericordia di Dio credo che la testimonianza più impressionante dell'Antico Testamento sia quella che Dio stesso ha dato a Mosè sul Monte Sinai: "Il Signore passò davanti a lui, proclamando:"Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all'ira e ricco di amore e fedeltà, che conserva il suo amore per mille generazioni, che perdona la colpa, la trasgressione ed il peccato, ma non lascia senza punizione, che castiga la colpa dei padri nei figli e nei figli dei figli fino alla terza e alla quarta generazione" (Es  34, 6-7).


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