Stato della Città del Vaticano
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14 settembre 2010

INTRODUZIONE ALLA S. MESSA
NELLA FESTA DELLA ESALTAZIONE DELLA S. CROCE
(Congregazione dei Vescovi)

Giovanni Cardinale Lajolo
Presidente della Pontificia Commissione per lo Stato
della Città del Vaticano e Presidente del Governatorato

Chiesa dell’Istituto Regina Apostolorum
14 settembre 2010, ore 7,3
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La festa che noi oggi celebriamo è di antica origine. Essa risale alle feste della dedicazione delle due Basiliche costantiniane di Gerusalemme: l’Anastasis ed il Martyrion, avvenute nei giorni 13 e 14 settembre del 335 dopo Cristo. Le due feste giunsero a grande celebrità con concorso di fedeli di tutto l’Oriente, non cedendo in nulla, quanto a splendore, alle feste di Pasqua e dell’Epifania.
         Con il tempo si cominciò a fare una solenne ostensione delle reliquie della Santa Croce, così che a poco a poco questo rito divenne l’oggetto principale della solennità, facendo dimenticare quasi del tutto il riferimento alla dedicazione delle due Basiliche.
         Da Gerusalemme la solennità si diffuse anzi tutto alle Chiese Orientali in possesso di una reliquia della vera Croce, come Costantinopoli ed Alessandria, e poi anche in Occidente al Sancta Sanctorum del Laterano a Roma, ed alla Basilica romana di Santa Croce in Gerusalemme.
         Una festa diversa veniva intanto diffondendosi nelle Gallie (l’odierna Francia): la festa del Ritrovamento della Santa Croce, che si celebrava il 3 maggio. Anche questa festa venne accolta nella liturgia romana, ma fu poi soppressa con la riforma liturgica post-conciliare.
         La festa quale noi oggi celebriamo fa riferimento al mistero stesso della Croce e costituisce una tappa di salutare meditazione e di rinvigorimento spirituale, mentre non siamo più lontani dalla conclusione del tempo liturgico con la festa di Cristo Re. La regalità di Cristo è stata infatti guadagnata e manifestata nella storia umana dall’alto del trono della Croce. Da quel trono egli ci invita a seguirlo per la via stretta, se vogliamo essere suoi discepoli; egli ci invita a prendere su di noi il suo giogo leggero: leggero, perché carico del suo amore e della sua forza.
         Alla Croce dunque guardiamo all’inizio di questa celebrazione; lasciamo che la sua luce investa e purifichi la nostra vita, e supplichiamo Dio, che in essa pienamente manifesta il suo amore per noi, di perdonare ogni nostro peccato.


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Causa di Beatificazione e di Canonizzazione del Servo di Dio Giovanni Paolo II

 

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