1 dicembre 2010
INTRODUZIONE
PER LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO:
"L'Energia del Sole in Vaticano"
Sala Conferenza dei Musei Vaticani, 1 dicembre 2010
Anche a nome di S. E. Mons. Carlo Maria Viganò, Segretario Generale del Governatorato, di S.E. Mons. Giorgio Corbellini, Vice Segretario Generale, dell'Ing. Pier Carlo Cuscianna, Direttore dei Servizi Tecnici, saluto cordialmente tutte le personalità intervenute, a partire dal Sig. Milan Nitzschke, delegato del Dott. Frank Asbeck, Presidente della Solar World, che non è potuto intervenire, l'Ing. Fabrizio Limani, responsabile commerciale per l'Italia della Solar World, unitamente ai nostri amici venuti dalla Germania.
1. La riunione di oggi per presentare il libro "L'energia del sole in Vaticano", può considerarsi un seguito di quella del 26 novembre 2008, tenuta nella sede della Pontificia Accademia delle Scienze, per presentare il primo impianto di energia solare in Vaticano, installato sull'Aula Paolo VI.
Nelle mie parole di introduzione feci allora riferimento al pensiero dei Sommi Pontefici in materia di ecologia, citando alcuni significativi passi tratti da documenti di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI. Dopo d'allora si può dire che il Magistero Pontificio non ha perso occasione per tornare su tale tema. Se dovessi ora completare quegli accenni, temo che dovrei parlare molto a lungo. Mi si permetta tuttavia di ricordare almeno l'impulso dato in materia dal Sinodo dei Vescovi del 2008, raccolto dall'Esortazione post-sinodale Verbum Domini di Benedetto XVI del 30 settembre di quest'anno. Ivi, al N. 108, si dice tra l'altro: "L'arroganza dell'uomo che vive come se Dio non ci fosse, porta a sfruttare e deturpare la natura, non riconoscendo in essa un'opera della Parola creatrice. ... "Accogliere la Parola di Dio attestata nelle Sacre Scritture e nella Tradizione viva della Chiesa genera un nuovo modo di vedere le cose, promuovendo un'ecologia autentica, che ha la sua radice più profonda nell'obbedienza delle fede ... (e) sviluppando una rinnovata sensibilità teologica sulla bontà di tutte le cose, create in Cristo".
Ma dove il problema è trattato nei suoi termini più comprensivi è nell'enciclica Caritas in Veritate di Benedetto XVI (nn. 48-51). Benedetto XVI giunge alla seguente conclusione: "Oggi è realizzabile un miglioramento dell'efficienza energetica ed è al tempo stesso possibile far avanzare la ricerca di energie alternative. E' però anche necessaria una ridistribuzione planetaria delle risorse energetiche, in modo che anche i Paesi che ne sono privi possano accedervi. Il loro destino non può essere lasciato nelle mani del primo arrivato o alla logica del più forte. Si tratta di problemi rilevanti che, per essere affrontati in modo adeguato, richiedono da parte di tutti la responsabile presa di coscienza delle conseguenze che si riverseranno sulle nuove generazioni, soprattutto sui moltissimi giovani presenti nei popoli poveri, i quali reclamano la parte attiva che loro spetta nella costruzione di un mondo migliore" (n. 49).
Come si vede, il problema dell'energia non è solo un problema di ecologia, cioè di natura rispettata, ma si riflette su gravi questioni di uguaglianza, di giustizia, di solidarietà, di pace internazionale.
2. Oggi in tutto il mondo si va espandendo la ricerca per l'utilizzo dell'energia pulita, alternativa a quella del petrolio. Il Vaticano ha optato per l'energia solare. Questa non vuol essere un'opzione esclusiva. Stiamo anche studiando la possibilità di utilizzare l'energia da biomassa, ma per quanto riguarda il Vaticano le possibilità di sviluppo sono molto limitate.
Quanto all'energia eolica, essa non sembra affatto utilizzabile da parte nostra, a motivo dell'ingombro visivo delle torri eoliche e del rumore che producono. Ma anche, a prescindere da tali inconvenienti e da altri che vengono imputati agli impianti di energia eolica, non si può disconoscere che l'energia solare ha potenzialità praticamente illimitate, diffuse su tutta la terra. E' ben vero, peraltro, che anch'essa non manca delle sue difficoltà, tra le quali quella delle dimensioni dei suoi impianti (ma di un'invadenza visiva assai più mascherabile e comunque meno offensiva del paesaggio che non quella delle torri eoliche) e dei costi del materiale delle strutture.
Tuttavia con la crescente diffusione dell'impiego dell'energia solare, le dimensioni degli impianti potranno essere relativamente ridotte, ma soprattutto i costi dovrebbero subire un notevole decremento, come già hanno subito, mentre l'inarrestabile sviluppo tecnico e scientifico potrà consentirne uno sfruttamento ancor più proficuo e più economico. Se ciò avverrà, non sarà senza profondi e vasti riflessi sull'evoluzione sociale anche nei Paesi più deboli e sprovvisti di fonti di energia, e quindi sui rapporti politici internazionali. Perché l'indipendenza energetica non può non comportare anche una maggiore libertà politica.