23 maggio 2010
3. Le parole del Vangelo, che gli sposi avevano prescelto dal Vangelo secondo Matteo (19, 3-9), sono quelle in cui Gesù esclude categoricamente la possibilità di divorzio, citando proprio le parole della Genesi, ed aggiungendo: "Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto".
Le parole del Signore sono del tutto opposte alla mentalità del mondo, perché il mondo ha una concezione debole dell’amore sponsale. Non lo difende dalla fragilità psicologica dei coniugi nei momenti di crisi, dai pericoli esterni a cui è continuamente soggetto, dalle suggestioni e dalle insidie del peccato.
In realtà le parole di Gesù sono anche in questo caso – come sempre – parole di grazia, lieto messaggio. Esse ci dicono che l’amore sponsale può essere eterno, e deve essere eterno, perché è Dio stesso che unisce gli sposi. E Dio non lascia mai mancare la grazia per realizzare ciò che è il bene da lui stesso voluto.
Vorrei però che noi afferrassimo qualcosa ancora della singolare bellezza di queste parole del Signore: "L’uomo non divida quello che Dio ha congiunto". Il fatto che sia Dio a congiungere gli sposi, significa, mi sembra, almeno due cose:
- la prima: che al consenso degli sposi si unisce, come elemento intrinseco, la volontà di Dio;
- e quindi – secondo – che la loro gioia è come avvolta, per questo loro consenso d’amore, dalla gioia stessa di Dio. La loro gioia è gioia per Dio.
4. E vengo ora alla Parola che Dio ci dice nell’odierna solennità della Pentecoste. E’ molto bello, cari sposi, che per il vostro matrimonio abbiate scelto proprio la Solennità della Pentecoste, che ci rende partecipi del mistero dello Spirito Santo, che è spirito di vita e di libertà.
Nella seconda lettura di oggi abbiamo sentito l’Apostolo Paolo dire: Se vivrete secondo la carne, voi morirete. Se invece vivrete secondo lo Spirito, voi vivrete. E vivrete nella libertà dei figli di Dio, perché lo Spirito Santo ci libera dalla schiavitù propria del peccato. Chiedete dunque allo Spirito Santo di liberarvi dal peccato, che è la vera schiavitù, indegna dell’uomo, e di vivere come creature dello Spirito; ed il vostro amore sarà sempre vivo e gioioso, anche negli anni della vecchiaia.
Nel Vangelo, poi, Gesù ci ha rivelato che insieme al Padre egli prenderà dimora presso chi osserva la sua parola, e che lo Spirito Santo lo introdurrà nella pienezza della verità. Nella seconda lettura, dalla lettera ai Romani, l’Apostolo Paolo ha anche affermato che lo Spirito Santo ci aiuta a pregare Dio come nostro Padre, ed a vivere secondo questa nostra eccelsa dignità.
Questo è dunque il nostro augurio a voi, la nostra preghiera, che si unisce alla vostra, nello Spirito Santo, in questo giorno solennissimo. La famiglia, che voi oggi costituite, non è una realtà isolata, ma tutta inserita nella vita della grazia. Non sarete mai soli nelle inevitabili prove della vita. Dio è parte della vostra vita e del vostro amore, anzi, ne è l’origine e la garanzia.
Egli lo renda santo, gioioso, fecondo, ora e sempre!