Stato della Città del Vaticano
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24 aprile 2010

Prolusione del Presidente del Governatorato
dello Stato della Città del Vaticano
Em.mo Giovanni Card. Lajolo
al congresso inaugurale della mostra
«Angeli. Volti dell’Invisibile»

 
Illegio, 24 aprile 2010

 

Eccellenze Reverendissime,
Signor Sottosegretario,
Signor Ambasciatore,
Signor Sindaco,
Onorevoli Deputati e Senatori,
Autorità illustrissime,
Signor Direttore dei Musei Vaticani,
Gentili Signori e Signore,
 
desidero rivolgere il mio ringraziamento a quanti mi hanno invitato a presenziare questa sera all’inaugurazione della mostra, intitolata: «Angeli. Volti dell’Invisibile». Mi è stata così offerta l’occasione di recarmi in questa terra di Carnia, dalle cui cime e bellezze mi lascio volentieri conquistare. Quando poc’anzi sono giunto finalmente nella piana di Illegio, circondata dalla sua corona di montagne di Carnia e tra l’entusiasmo di tanta gente, ho rivisto nella mia mente la scena descritta dall’apostolo Giovanni nel quinto capitolo del suo Vangelo, quando narra del Signore Gesù che, con misericordia, s’avvicinò ad un paralitico presso la piscina di Betsaida, nei pressi del Tempio di Gerusalemme. Secondo una tradizione popolare, quando un angelo entrava nell’acqua della piscina, essa s’agitava ed il primo ad immergervisi là veniva guarito. Ebbene, io stesso, come i tanti e tanti visitatori di questo piccolo e simpatico paese di Illegio, sono venuto ad immergermi nella vostra realtà, dove da oggi - dicono – siano discesi parecchi angeli e dove si respira un clima di festa che agita felicemente le acque della vostra quotidianità: spero proprio che venire quassù sia risanante per tutti, specie per coloro che sono avviliti dal continuo rumore, dalla diffusa frenesia in cui non di raro all’uomo d’oggi tocca vivere! Forse è proprio per fare il regalo di un certo "respiro dell’anima" che gli illegiani hanno pensato di organizzare proprio qui, in un piccolo borgo antico tra le alpi carniche, delle mostre che incantano gli occhi e guariscono gli animi.
Rivolgo un saluto speciale alle Istituzioni, agli studiosi, ai sostenitori, alle giovani guide e ai volontari che hanno messo a disposizione energie e mezzi per offrirci un così pregevole itinerario artistico e teologico, come pure alle musiciste che hanno voluto allietare quest’atto solenne sfiorando le celestiali corde dell’arpa, quasi angeli musicanti che ci aiutano a volgere il pensiero e lo spirito, idealmente, a quel coro degli angeli e dei santi cui ad ogni liturgia ci prepariamo ad accordare le nostre umili voci nella lode del Creatore.
 
Nel percorso tratteggiato dall’esposizione qui accanto, da oggi sarà possibile ammirare molte opere d’arte, tra cui diversi capolavori, provenienti da importanti musei del mondo, che aiuteranno i visitatori a riscoprire l’identità e la missione delle creature che affollano le pagine della Sacra Scrittura e accompagnano i momenti chiave della storia della Salvezza: gli angeli. Esposte come sono con raffinato gusto e con criterio biblico, le immagini meravigliose che ho poco fa ammirato personalmente, possano contribuire a rendere gloria al Signore Gesù Cristo e ad infondere nei vostri cuori e in quelli di tutti i visitatori il pensiero rasserenante che nessuno di noi è solo in questo mondo: anche fossimo lontani da tutti i nostri cari e dagli amici più stretti, potremo sempre contare sull’alleanza fedele e potente dei nostri custodi e consiglieri spirituali, quegli angeli che l’amore di Dio pose accanto a ciascuno di noi.
 
Mi sia permesso, ora, sostare con voi su due grandi aspetti del messaggio avvincente e per certi versi provocatorio che questa mostra indirizza alla cultura contemporanea, con la scelta di concentrare l’attenzione sui ministri celesti dell’Onnipotente.
 


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