Stato della Città del Vaticano
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24 ottobre 2010

INTRODUZIONE ALLA S. MESSA
DELLA XXX DOMENICA DURANTE L’ANNO
FESTA DEI SS. CRISPINO E CRISPINIANO
A VIGEVANO

Giovanni Card. Lajolo
24 ottobre 2010

 

Cari confratelli nel sacerdozio,
cari fratelli e sorelle,
saluto fraternamente tutti voi qui presenti, convenuti insieme all’altare del Signore per partecipare nella luce della fede al sacrificio eucaristico, massima espressione dell’amore di Dio per l’umanità tutta, per la Chiesa, per ciascuno di noi.
Sono qui oggi, essendo stato invitato a partecipare al conferimento del “Premio fedeltà al lavoro”, istituito per iniziativa del compianto Don Pietro Maggi, del Consorzio dei Santi Crispino e Crispiniano, Patroni delle aziende calzaturiere di Vigevano.

Ieri, nel corso del conferimento del premio, le aziende calzaturiere di Vigevano hanno voluto presentare un segno del loro impegno sociale, illuminato dallo spirito evangelico, oltre che da nobile senso umanitario, consegnandomi ben 8.000 paia di scarpe da far pervenire alle persone bisognose. E’ mia intenzione di destinarle alle popolazioni di Haiti, che tanto faticano a rialzarsi dalle conseguenze disastrose del terremoto, e del Malawi, uno dei Paesi più poveri dell’Africa.

Il Signore ricompensi, come lui solo può, tanta generosità.

Il Santo Padre Benedetto XVI, informato della mia visita a Vigevano, ha voluto parteciparvi i sentimenti del suo pensiero paterno e benedicente a firma dell’Em.mo Cardinale Segretario di Stato, Tarcisio Bertone.

Nella sua visita a Vigevano del 21 aprile 2007 Benedetto XVI invitava, con la parola di Gesù a Pietro, a prendere coraggiosamente il largo: “Duc in altum!” La Chiesa è sempre lanciata nella missione che Cristo le ha affidato per i lontani non meno che per i vicini.

Oggi il Signore, nel Vangelo che ascolteremo tra breve, ci invita invece a scendere nel profondo e a salire in alto: nel profondo di noi stessi per presentarci davanti a Dio in umiltà e verità. E’ ciò che noi vogliamo fare all’inizio di questa celebrazione eucaristica, esaminando la nostra coscienza, chiedendo al Signore perdono per i nostri peccati, ed implorando la sua grazia, la sua luce e la sua forza per diventare ed essere suoi veri discepoli.


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