25 maggio 2010
SANTA MESSA
IN OCCASIONE DELLA CELEBRAZIONE DEL 50° DI SACERDOZIO DEL
CARDINALE GIOVANNI LAJOLO
NELLA BASILICA DI S. PIETRO
25 maggio 2010
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INTRODUZIONE
Ringrazio vivamente S.E. Mons. Carlo Maria Viganò, Segretario Generale del Governatorato, per le parole con cui ha così amabilmente voluto introdurre questa celebrazione eucaristica nel 50° anniversario della mia Ordinazione Sacerdotale, alla quale egli, insieme a S.E. Mons. Giorgio Corbellini, Presidente dell’Ufficio del Lavoro della Sede Apostolica e Vice Segretario Generale del Governatorato, ci ha invitato.
Con loro saluto il Signor Cardinale Segretario di Stato, Tarcisio Bertone, gli Eminentissimi Cardinali, i Signori Ambasciatori presenti, gli Eccellentissimi Arcivescovi, Vescovi e Monsignori, e tutti voi, cari fratelli e sorelle, che avete accolto l’invito a lodare con noi il Signore.
Dopo la celebrazione del 29 aprile, nel Santuario mariano di Re, dove cinquant’anni fa ho avuto la grazia dell’Ordinazione Sacerdotale per le mani di Mons. Ugo Poletti, allora Vescovo Ausiliare di Novara;
dopo la celebrazione del 2 maggio nella bella chiesa di Maria SS. Assunta a Grignasco, dove celebrai la mia prima Messa solenne, il 2 maggio 1960,
questa Messa nella Basilica di S. Pietro costituisce indubbiamente il culmine delle celebrazioni di questo mio anniversario di Sacerdozio.
Qui è la tomba di Pietro, su cui il Signore ha voluto costruire la sua Chiesa; qui è la Cattedra di Pietro, il quale vive nei suoi successori: ed essa è ora la Cattedra di Benedetto XVI, Cattedra sempre di verità e di amore.
Ho detto che l’odierna celebrazione rappresenta il culmine delle celebrazioni di questo mio anniversario, non solo per l’unicità simbolica e spirituale di questo luogo, ma anche perché dei passati cinquant’anni ben quaranta sono stati da me trascorsi nel servizio del Successore di Pietro; un servizio per il quale mi sono sempre sentito profondamente inadeguato, ma che, d’altra parte, ho sempre sentito come un grande privilegio, e per il quale ho cercato di spendere, con la grazia di Dio, tutte le mie forze.
Quante persone in questo momento dovrei ringraziare per l’accompagnamento e per il sostegno che esse mi hanno dato in questi anni! I miei meravigliosi Superiori: mi sia permesso solo di citare i Cardinali Bafile, Villot, Casaroli, Benelli, Martinez Somalo, Silvestrini, Castillo Lara e Sodano, Segretario di Stato emerito, Decano del Collegio Cardinalizio; i miei splendidi colleghi e collaboratori a tutti i livelli. Mi è ora gradito di avere al mio fianco l’Arcivescovo Mons. Carlo Maria Viganò come Segretario Generale del Governatorato, ed il Vescovo Mons. Giorgio Corbellini, Vice Segretario Generale; né potrei passare sotto silenzio l’Arcivescovo Mons. Parolin, già Sotto Segretario alla Sezione per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato, quando io ne ero Segretario, ora Nunzio Apostolico in Venezuela, e Mons. Renato Boccardo, Arcivescovo di Spoleto-Norcia, che mi ha coadiuvato, come Segretario Generale, per oltre due anni dal mio arrivo al Governatorato.
Ma quanti altri dovrei menzionare: tanti! I colleghi in Segreteria di Stato, i collaboratori e le collaboratrici all’APSA e nella Nunziatura in Germania, ed ora, al Governatorato dello S.C.V., quanti, a partire dai Signori Direttori, fino al più giovane dei quasi 1900 collaboratori, mi coadiuvano nel mio presente servizio.
Il mio debito di gratitudine va, in maniera del tutto speciale, anzi unica – come ben comprensibile – ai Pontefici Paolo VI, Giovanni Paolo II, e Benedetto XVI, al cui servizio sono stato - e, per il Santo Padre Benedetto XVI, tuttora sono – in diversi ministeri, godendo (e questo verbo va inteso nella sua valenza profonda) godendo della loro fiducia nei miei confronti.
Al Santo Padre Benedetto XVI, che, prima mi confermò come Segretario per i Rapporti con gli Stati, e poi mi ha assegnato al Governatorato come Presidente, e, quindi, creato Cardinale, desidero esprimere, con la mia viva gratitudine, i sentimenti del mio affetto filiale, e, con la grazia di Dio, della mia fedeltà e volontà di generoso servizio. A lui devo anche un sentito grazie per la bella lettera autografa, che ha voluto inviarmi in occasione del mio 50° anniversario di Ordinazione Sacerdotale.
In particolare unione di spirito con lui e con tutta la Chiesa – con la Chiesa della Gerusalemme celeste, come con la Chiesa che combatte, soffre e prega - sono ora molto lieto.