Stato della Città del Vaticano
IT  EN FR DE ES 

28 gennaio 2010


 Per giovani studenti di Scienze Sacre, come noi eravamo, provenienti da recenti studi umanistici e di storia dell’Arte (come si compivano nel Liceo classico d’allora!) tutto il memorabile edificio destava il nostro interesse, tutto era gioia degli occhi ed elevazione dello spirito, motivo d’ammirazione e d’entusiasmo. Dalle colonne monolitiche di marmo dell’Imetto, che danno alla grande aula una solennità ed eleganza uniche, al raffinato fregio a mosaico, che ne ricopre la trabeazione, conferendo, con la sua lunga fuga di volute, unità e slancio all’insieme; dal soffitto a cassettoni rivestito del primo oro proveniente dall’America - da poco scoperta - che i Reali di Spagna Ferdinando ed Isabella avevano donato al Pontefice, al prezioso Altare papale in porfido, dal pavimento cosmatesco, alla fastosa Cappella del SS. Sacramento, dal presepe di Arnolfo di Cambio accanto alle reliquie della "mangiatoia” di Betlemme – per cui la Basilica si denomina anche "Sancta Maria ad Presepe” -, al suggestivo Crocifisso ligneo del ‘400 nell’omonima cappella, e ad innumeri altri particolari; ed infinealla musica polifonica della Cappella Liberiana – come non menzionarla? - che avvolge l’azione sacra della liturgia come di un’atmosfera prefigurante la Caelestis Ierusalem: tutto insomma ci tornava di meraviglia e di gioia. E’ prerogativa della grande arte sacra non solo di elevare lo spirito e sollecitare la fede, ma anche di educare umanamente alla bellezza, al senso dello spazio, delle proporzioni, dei grandi ritmi architettonici, figurativi e musicali: perché essa è percepibile immagine di un’impronta divina nella realtà creata ed, al contempo, risposta umana a lode di Dio.
 Una cosa ancora mi rimane come suggestivo ricordo di Santa Maria Maggiore.
Nonis  augusti, quo tempore in Urbe maximi calores esse solent – come recitava il Mattutino prima della riforma di Paolo VI - ossia il 5 di agosto, si celebra la dedicazione della Basilica. Il popolo vi accorre e ne gremisce le navate,  incurante della canicola; e quando dall’alto del soffitto dorato, al canto del Gloria nel solenne Pontificale del mattino o del Magnificat nei Vespri, scende una densa e soffice nevicata di petali, è sempre un lungo, ammirato ed ingenuamente gioioso "oh!” che esce dalla bocca, ma ancor più dall’animo credente dei presenti. Essa ricorda il "miracolo” della neve, avvenuto nella notte tra il 4 ed il 5 agosto del 356, che avrebbe mosso Papa Liberio ed il Patrizio Giovanni, proprietario del terreno, a rispondere all’invito della Vergine, apparsa loro in sogno, a procedere all’edificazione di una chiesa sul Colle Esquilino, là, dove nella notte v’era stata un’abbondante nevicata. E’ da quel Papa, Liberio, il cui pontificato va dal 352 al 366, che la Basilica trasse il nome di Liberiana, come dal predetto prodigio la denominazione di Sancta Maria ad Nives, anche se l’attuale edificio risale a Sisto III, il cui pontificato iniziò 50 anni dopo, nel 432.

4. Tutti i Pontefici – è quasi superfluo ricordarlo – hanno riservato poi particolari cure a questa Basilica, che è come la madre di tutti i templi mariani nell’Occidente Cristiano, lasciando ai posteri testimonianze visibili del loro personale attaccamento ad essa.
 A Giovanni Paolo II si devono due iniziative dirette alla "Plebs Dei”, che mettono in evidenza, in forma singolare, il significato proprio di questa Basilica.
a) La prima iniziativa è stata di stabilire il percorso della solenne processione del Corpus Domini della Chiesa di Roma, facendola partire dalla Basilica di S. Giovanni in Laterano per giungere alla Basilica di S. Maria Maggiore. Non si tratta solo di un percorso, per così dire, urbanisticamente ovvio. E’ ben più un sottolineare il ricongiungimento ideale del Verum Corpus Christi alla sua origine, perché è natum de Maria Virgine, come canta la celebre strofe gregoriana "Ave verum corpus natum de Maria Virgine”. Il mistero eucaristico ed il mistero mariano sono intrinsecamente ed indissolubilmente uniti.
 
b) La seconda iniziativa di Giovanni Paolo II fu la decisione di aggiungere una fedele riproduzione dell’immagine di Maria Salus Populi Romani alla Croce che va pellegrina per il mondo, sulle spalle dei giovani, in preparazione della Giornata Mondiale della Gioventù. Lo sguardo – riflessivo, amoroso e riconoscente – dei giovani, ma con loro di tutti i fedeli è così spontaneamente riportato al mistero di cui questa Basilica è monumento mirabile ed ostensione permanente: appunto l’umanità di Dio, da lui assunta nel Verbo incarnato da Maria Vergine: Theotokos. E’ questa una verità che - è facile constatarlo - non appare alla superficie della consapevolezza della società di oggi, nemmeno in Paesi, come l’Italia, con una ricca storia religiosa cristiana, ma che è necessario inculcare sempre e di nuovo, con forza: perché è la verità che, da sola, dà significato, senza paragoni alto e solido, al senso ultimo della storia umana come totalità, ed alla vicenda individuale del pellegrinare che è di ciascuno di noi.

5. Temo di essere uscito dalla traccia di una testimonianza puramente personale. Eppure le cose che ho detto sono le cose che, in riferimento a questa Basilica, più mi toccano personalmente.
 Da pochi anni mi si è aggiunto anche un rapporto d’ufficio in quanto Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, a cui spetta la Sovrintendenza dei Beni Culturali. E’ un rapporto che mi onora, ed anche mi rallegra, in quanto – posso confidarlo – non mi impegna, e quindi non mi preoccupa più di tanto: anzi tutto perché vi sono gli organi del Governatorato ed i miei Collaboratori, i quali mi assistono con ammirevole competenza professionale; ed inoltre, e vorrei dire ancor più, per la presenza dell’Eminentissimo Cardinale Law, Arciprete della Basilica Liberiana, assistito dai consigli che riceve dall’ottimo Capitolo Liberiano, ed appoggiato dalla generosità di sostenitori esterni; e ciò mi consente di continuare a volgere il pensiero e lo sguardo a questa Basilica più con personale devozione che con preoccupazione d’ufficio.
 Al Card. Law dunque, per questo, oltre che per avermi trasmesso l’amabile invito ad essere questa sera tra di voi, la mia viva gratitudine.


Pagina 2 di 2
Causa di Beatificazione e di Canonizzazione del Servo di Dio Giovanni Paolo II

 

Sito Ufficiale »
Mappa del SitoDisclaimer | FAQ | Informazioni Utili | News | Staff  | © 2007-11 Uffici di Presidenza S.C.V.