30 maggio 2010
1.3. La Parola di Dio ci parla poi diffusamente, nella seconda lettura e nel Vangelo, dello Spirito Santo. Gesù nel Vangelo ne parla come dello Spirito di Verità, il quale ci ricorda le parole di Gesù e ci guida nella ricerca della verità intera. E S. Paolo, nella lettera ai Romani, ce ne parla come dello Spirito d’Amore, che riversa nei nostri cuori l’amore di Dio, cioè l’amore che Dio ha per noi, ma che anche accende in noi l’amore per Dio.
Verità ed amore – ne ho già parlato – costituiscono come le colonne portanti della nostra fede e quindi della nostra santa religione. Se volete esporre con due parole – come si suol dire – la religione cristiana, allora queste sono le due parole chiave: verità ed amore; ma non come realtà astratte, e quindi appunto parole e non più che parole, ma come realtà concrete, unite nella nostra vita individuale e sociale: verità-amore che emana dalla Sapienza del Padre, che è Gesù, e dallo Spirito Santo, che ci ricorda e fa comprendere la verità che Gesù ha rivelato e che, nell’amore a lui, ci unisce al Padre, e dona così pienezza e santità alla nostra vita.
1.4. Quando parliamo della Santissima Trinità noi balbettiamo. Con tutto ciò non possiamo negare che essa è la realtà di cui si sostanzia la nostra vita soprannaturale, e più specificamente la nostra vita sacramentale, a partire dal Battesimo, in cui noi veniamo battezzati – cioè immersi – nella vita trinitaria, a partire dal segno di Croce che noi facciamo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, fino ad ogni preghiera liturgica, nella quale noi sempre ci rivolgiamo al Padre per mezzo di Gesù, nell’unità dello Spirito Santo, fino al culmine dell’Eucaristia, in cui Gesù si unisce a noi, con la potenza dello Spirito Santo, per unirci al Padre.
La nostra vita spirituale non può che essere tutta trinitaria.
2. Non posso terminare senza un pensiero su Maria Liberatrice, com’è venerata con un titolo così bello in questa nostra grande chiesa parrocchiale.
Maria è stata fatta consapevole partecipe del Mistero della Santissima Trinità sin dal momento dell’Annunciazione, quando accolse le parole dell’Angelo che le diceva che avrebbe concepito il Figlio dell’Altissimo per opera dello Spirito Santo. Maria è vissuta come ancella del Signore, nell’obbedienza al Padre; essa ha dato la carne umana, la sua carne mortale, alla Sapienza Eterna del Padre; e questo avvenne allorchè lo Spirito Santo la coprì della sua ombra, simbolo della gloria di Dio – come dice l’Evangelista Luca -, perché potesse generare verginalmente colui che da lei doveva nascere ed essere Santo e chiamato Figlio di Dio. Maria, nel suo cuore e nel centro della sua missione di Madre di Dio e Madre nostra è dunque tutta sostanziata dalla Santissima Trinità: Maria è donna trinitaria.
Nell’intima partecipazione di Maria al sublime mistero della Santissima Trinità, in tale unico rapporto è l’incomparabile grandezza di questa umile donna di Galilea.
2.2 In questa chiesa noi veneriamo Maria come Liberatrice. Chiediamole oggi in particolare di liberarci dagli angusti limiti della nostra poca fede, e di ottenerci la grazia di saperci lasciare investire – così come in lei è avvenuto - dalla luce del grande e soavissimo Mistero della Santissima Trinità, di viverlo intimamente con umiltà, e di testimoniarlo sempre con gioia e coraggio.
Con Maria, e come Maria, possa tutta la nostra vita essere a lode e gloria del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo: beata e beatificante, indivisa Trinità.