30 maggio 2010
OMELIA PER LA SOLENNITA’ DELLA SS. TRINITA’
E LA FESTA DI MARIA SS. LIBERATRICE
Cardinale Giovanni Lajolo
30 maggio 2010 – ore 10
Parrocchia di Maria SS. Liberatrice al Testaccio
Oggi, due grandi feste:
- la prima: di tutta la Chiesa, che celebra la Solennità della SS. Trinità,
- la seconda: della nostra parrocchia, che si stringe intorno a Maria SS. Liberatrice per la sua festa.
Un pensiero per accompagnare con la luce della fede ciascuno di questi due momenti della nostra gioia di oggi.
1. La Santissima Trinità.
Domenica scorsa abbiamo concluso il Tempo Pasquale, pieno della gioia del Signore Risorto, con la celebrazione della Pentecoste, giorno dello Spirito Santo. Gesù risorto e asceso al cielo, secondo la sua promessa ha inviato lo Spirito Santo agli Apostoli riuniti in preghiera con Maria nel Cenacolo, e a tutta la Chiesa. Oggi, prima di riprendere il nostro viaggio nel tempo liturgico ordinario, la Chiesa ci invita a celebrare il mistero della Santissima Trinità: è come la chiave di volta, la struttura portante di tutte le celebrazioni dell’anno liturgico.
1.1. Vorrei premettere un’osservazione. Forse qualcuno dirà: è un mistero troppo lontano da noi, difficile da comprendere, che ha poco a che fare con la nostra realtà quotidiana.
Rispondo: sì, è un mistero sublime, che sorpassa il limite della semplice ragione umana, ma non è affatto lontano dalla nostra esperienza di fede e dunque dalla nostra realtà quotidiana. Perché?
Perché esso ci manifesta la vita intima di Dio. Ci fa conoscere chi adoriamo, in chi crediamo, per chi viviamo; ed ha per questo, in realtà, un grande impatto proprio sulla nostra vita di ogni giorno.
Considerate: la Santissima Trinità è comunione di vita, di verità e di amore delle tre Divine Persone Dio Uno ed Unico. Proprio per questo essa sta alla radice dell’esistere di ogni persona umana in quanto tale: ogni persona umana, infatti, ha in sé l’impronta, per così dire, della Santissima Trinità: vita, verità, amore. La vita umana è tutta protesa a conoscere la verità, nasce dall’amore ed è rivolta all’amore, non ad un amore qualsiasi, ma al vero amore. E’ questo un riflesso, nel nostro essere, cioè nel nostro vivere, conoscere, amare, di Dio Uno e Trino, che è tutto vita, verità, amore, nelle tre Divine Persone, Padre, Figlio e Spirito Santo. Questo a livello individuale.
Ma anche a livello sociale il mistero della Santissima Trinità è un mistero non lontano dalla nostra esperienza. Una società permeata dalla fede nella Santissima Trinità è spontaneamente portata alla reciproca conoscenza della verità nel dialogo fecondo, alla reciproca comunione di vita, ed alla volontà di solidarietà totale nel bene, cioè nell’amore. Dio è nostro Padre, e quindi noi siamo tutti fratelli; in Gesù Dio si è fatto nostro fratello, e noi dobbiamo amarci come lui ci ha amato, e ci ama. Dio Spirito Santo trasforma il nostro corpo in tempio di Dio, e ci unisce nella lode a Dio Padre per mezzo del Figlio. Così viviamo insieme non come una somma di individui, ma come comunione di persone, che sono segnate dal dinamismo soprannaturale del Dio Uno e Trino. La vita trinitaria di Dio trasfonde e sollecita un analogo dinamismo nel con-vivere umano, in verità ed amore.
A Roma v’è stato recentemente un convegno dal titolo: " Con Dio o senza Dio tutto cambia". E’ vero. Bisogna però aggiungere: "Con il Dio concepito com’è concepito, senza il mistero trinitario, per esempio tra i musulmani, con un Dio in riferimento al quale tutto si riassume in una parola "sottomissione, islam"; o, invece, con il Dio Uno e Trino di Gesù Cristo, in riferimento al quale tutto si riassume sì nell’adorazione di fronte alla trascendenza di Dio, ma, insieme, nel partecipare al trinomio "vita, verità, amore", tutto cambia: in modo diverso".
1.2. Vorrei, ora, raccogliere qualche elemento di vita soprannaturale, che ci viene dalla Parola di Dio che abbiamo ascoltato.
La prima lettura è tratta dal libro dei Proverbi, uno dei grandi testi sapienziali dell’Antico Testamento. Ci ha parlato della Sapienza di Dio, personificata come sua creatura, ma generata da Dio prima della creazione del mondo. La Sapienza presenta se stessa: "Quando egli fissava i cieli, io ero là; quando disponeva le fondamenta della terra, io ero con lui come architetto, e ponevo le mie delizie fra i figli dell’uomo". E’ questa una prefigurazione, certo ancora imperfetta, di Gesù, Seconda Persona della SS. Trinità, Verbo eterno, generato, non creato, Sapienza del Padre. Con parole che possono considerarsi parallele a quelle del Libro dei Proverbi, S. Giovanni nel prologo del suo Vangelo dice: "Il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. … E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi (Gv 1, 1- 3. 14).
L’universo, il cosmo, dunque, nella sua grandezza, così come ciascuna creatura umana, meraviglioso microcosmo, non è frutto del caso – e come potrebbe il caso produrre il meraviglioso ordine del creato? -, ma è il disegno della Sapienza del Padre. Quale splendore ci circonda, quale splendore è in ciascuno di noi! E’ lo splendore che viene dal mistero ineffabile e luminoso della Santissima Trinità.