Stato della Città del Vaticano
IT  EN FR DE ES 

15 luglio 2008

OMELIA PER LA NOVENA DELLA FESTA DELLA MADONNA DEL CARMINE

Chiesa Santa Maria in Traspontina - Roma
15 luglio 2008 – ore 18,30


1.
"Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?"  Girando lo sguardo su coloro che gli sedevano intorno, disse: "Ecco mia madre e i miei fratelli!  Chiunque avrà fatto la volontà di Dio, mi è fratello, sorella e madre" (Marco 3, 31-35).

Queste parole di Gesù, riferite dall’evangelista Marco, hanno lo splendore di un lampo, ma di un lungo, dolce, meraviglioso lampo senza fine, che rivela qual è la dignità della  natura umana. Capite? Gesù dice anzitutto che di fronte a lui non ci sono privilegi di nascita, di natura, e, tanto meno, di posizione sociale. Il nostro rapporto con lui è determinato unicamente da un libero atteggiamento, che sta a ciascuno di noi di far proprio; ed esso consiste in questo: “Ascoltare la parola di Dio, e farla”. Quando ciò avviene, si è per lui una cosa sola: il massimo di unità mai concepito: fratello, sorella e “madre”. Un solo sangue, una sola vita, un solo amore. Dignità di discepoli di Gesù!

2. Che significano queste parole in riferimento alla donna di Nazareth, che lo concepì nel suo grembo, lo diede alla luce, lo allattò, ne ebbe cura e lo crebbe: a Maria?

Esse hanno anzitutto il significato di porla tra i discepoli, tra coloro che hanno ascoltato e fatto la sua parola. Come ha ascoltato Maria la parola di Dio?

Lo conosciamo anzitutto  dal racconto  dell’annuncio dell’Angelo, che le propose di essere la Madre del Messia. Le prime parole di Maria, che noi conosciamo, – riferite dall’evangelista Luca - esprimono la sapienza e la volontà d’amore,  con cui essa ascoltò la parola di Dio portatale dall’Angelo: “Come avverrà questo, – chiede – perché non conosco uomo?” (Lc 1, 34). Maria è Virgo prudentissima, la Vergine saggia; e per questo essa vuole conoscere come essa deve inserirsi nel disegno di Dio. E quando l’Angelo glielo rivela, essa subito aggiunge: “Sono la serva del Signore. Sia fatto di me secondo la sua volontà” (Lc 1, 38). Sono parole che dichiarano il suo riconoscersi strumento nelle mani di Dio, docile ad ogni sua disposizione: pronta ad eseguire, a mettere del suo, anzi, tutta se stessa.

L’atteggiamento di Maria è esemplare, e, vorrei dire, paradigmatico dell’atteggiamento del discepolo: ascoltare con attenzione intelligente per ben comprendere; attuare con umiltà, e senza riserve.

3. Al suo “fiat” Maria è diventata Madre di Dio: “Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi” (Gv 1, 14). Gesù, il bambino che nasce da lei, è il Verbo, la Parola del Padre: la Parola con cui Dio ha creato l’universo: disse e fu; la Parola d’amore con cui si fa incontro ad ogni uomo, per salvarlo; la Parola di cui si nutre e vive la fede e la vita di ogni discepolo.

Con l’incarnazione del Verbo incomincia in Maria un dialogo misterioso, dolce e sublime, come quello di una donna che inizia ad avvertire una nuova presenza nel suo grembo, e poi il battito di un nuovo cuore, e poi una nuova inabitazione della sua creatura all’interno del suo essere: sotto il suo cuore (come diceva Giovanni Paolo II). I sentimenti di Maria – possiamo pensarlo – saranno stati ben simili a quelli di ogni mamma buona nei confronti della sua creatura; ma con una differenza: che, già prima che suo Figlio nascesse, essa sapeva chi egli era: il compimento delle promesse divine, l’atteso Messia, il Figlio di Dio!

4. Dei sentimenti di Maria noi sappiamo però anche qualcosa di più preciso, perché essa stessa diede loro espressione nelle parole della sua risposta alla cugina Elisabetta. Tutti voi conoscete come l’evangelista Luca riferisce della visita che Maria fece ad Elisabetta subito dopo l’annuncio dell’angelo. Elisabetta disse:”Beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore!” (Lc 1, 45). Una beatitudine iniziale, che esprime, in fondo, proprio ciò che Gesù ci ha detto nel Vangelo oggi. La beatitudine di Maria – il suo essere fortunata, il suo privilegio – è stato quello di aprirsi incondizionatamente alla parola di Dio: ha creduto! Maria rispose ad Elisabetta con le parole a cui ho accennato, nelle quali appare tutta la spontaneità, la bellezza, di più, l’elevatezza del suo cuore immacolato. Sono le parole del suo canto, il “Magnificat”. Esso appare come tutto intessuto e, direi, sostanziato della parola di Dio. E’ come una grande musica, che si sviluppa su temi che essa ha raccolto nelle meditazioni sulla Parola di Dio, in particolare quella che essa poteva conoscere dal libro della Genesi, dai Profeti e dai Salmi. Posso qui accennare solo ad alcuni riferimenti più evidenti.


Pagina 1 di 3
Mappa del SitoDisclaimer | FAQ | Informazioni Utili | News | Staff  | © 2007-12 Uffici di Presidenza S.C.V.