17 novembre 2008
STRUTTURE DELL’ATTIVITA’ INTERNAZIONALE DEL “VATICANO” (SANTA SEDE) E SUE PRINCIPALI TEMATICHE
17 novembre 2008
Signor Generale Comandante della Regione Militare del Centro,
Signori Generali,
Illustri Autorità,
Signori Ufficiali,
Cari Monsignori,
Signori Militari,
Cari amici tutti,
Mi sento molto onorato di poter parlare oggi di fronte ad un uditorio così altamente qualificato, ed anche così insolito nella mia pregressa attività diplomatica.
Tanto più vivo è per questo il mio ringraziamento per il cortese invito pervenutomi dal Generale di Corpo d’Armata Domenico Rossi, Comandante della Regione Militare del Centro, a tenere una conferenza di fronte a questo uditorio così scelto.
Non so se riuscirò a rispondere alle finalità propostesi dal Generale Comandante Rossi, in riferimento alle esplorazioni e nuove vie di confronto tra l’ambito militare italiano e quello diplomatico della Santa Sede. Cercherò, comunque, di fare del mio meglio, trattando delle “strutture dell’attività internazionale del Vaticano (Santa Sede) e sue principali tematiche”.
Saluto cordialmente tutti i presenti e vengo subito al tema.
1. Vorrei iniziare con una chiarificazione preliminare, che ritengo indispensabile per fugare un diffuso equivoco, o chiamiamolo una nebbia opaca, che impedisce di comprendere che cosa si intende quando si dice “il Vaticano”. Sotto questa voce sono infatti comprese due realtà intimamente connesse, ma sostanzialmente diverse.
1.1. La prima è la Santa Sede, o Sede Apostolica. Con questi termini si intende il Romano Pontefice con tutti i suoi organi di governo della Chiesa Universale, che vanno sotto il nome di Curia Romana. Essa è coordinata da un organo che, per motivi storici e pratici si chiama Segreteria di Stato, ma più propriamente è la Segreteria dell’Ufficio del Romano Pontefice. Da essa dipendono anche le Nunziature Apostoliche, e ad essa fanno capo le Ambasciate accreditate presso la Santa Sede.
La Santa Sede esiste, nella sua intrinseca realtà, fin dai tempi del primo Papa, S. Pietro. Nel corso della storia ha avuto vicissitudini varie, ma anche, si può ben dire, uno sviluppo costante, determinato dalle esigenze della Chiesa. Oggi essa è retta da una propria legge, la Costituzione apostolica Pastor Bonus del 28 giugno 1988, ed ha organi propri, appunto quelli della Curia Romana, legislativi, esecutivi e giudiziari.
Vorrei subito spiegare perché si chiama Santa Sede, o Sede Apostolica. Sede è riferita alla “Cattedra” di Pietro. Se si entra nella Basilica di S. Pietro, proprio sullo sfondo dell’abside, al centro vorticoso della Gloria del Bernini si vede un grande “seggio”; è la cattedra di Pietro, simbolo dell’Ufficio del Papa di guidare la Chiesa con un triplice potere: di insegnamento, di santificazione e di giurisdizione, secondo le parole dette da Gesù a Pietro prima a Cesarea di Filippo: “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa. … A te darò le chiavi del Regno dei Cieli” (Mt 16, 18 – 19) e, dopo la risurrezione, sulle rive del lago di Galilea: “Pasci le mie pecore” (Gv 21, 15-17). La Santa Sede, dunque, è una realtà propriamente ecclesiale, con un definito e preciso riferimento alla Chiesa.
1.2. La seconda realtà compresa sotto il nome di “Vaticano” è lo Stato della Città del Vaticano. Esso è una realtà territoriale, politica, come qualsiasi altro Stato, sebbene di dimensioni minime. Esso è stato costituito l’11 febbraio 1929 per opera del Trattato Lateranense tra l’Italia e la Santa Sede. Oltre che dalle norme di questo Trattato, lo Stato della Città del Vaticano è retto da una propria Legge Fondamentale del 26 novembre 2000 (che sostituisce quella del 7 giugno 1929), da una Legge sulle Fonti del Diritto del 1° ottobre 2008 (che aggiorna la precedente del 7 giugno 1929), dalla Legge sul Governo dello Stato della Città del Vaticano del 16 luglio 2002, e da un complesso di Leggi civili. Anch’esso ha i propri organi legislativi, esecutivi e giudiziari. Dirò di più appresso.
1.3. La Santa Sede e lo Stato della Città del Vaticano sono connessi tra di loro:
a) anzitutto attraverso il loro apice, che è anche la loro ragion d’essere: il Romano Pontefice è infatti la Suprema Autorità della Santa Sede ed al contempo il Sovrano dello Stato della Città del Vaticano;
b) attraverso una serie di semplici disposizioni per una buona armonia tra le due istituzioni, ed in particolare, attraverso la norma secondo cui, quando lo Stato necessiti di operare in campo internazionale, a livello diplomatico, la rappresentanza dello Stato è riservata al Sommo Pontefice, il quale la esercita attraverso la Segreteria di Stato, Sezione per i Rapporti con gli Stati. Questa Sezione è l’organo proprio della diplomazia della Chiesa; ma serve anche per i rapporti interstatuali tra lo Stato della Città del Vaticano e gli altri Stati. Sarebbe infatti illogico che il Papa si servisse di due diplomazie diverse: una per lo Stato Vaticano ed una per la Chiesa.
1.4 Da quanto detto comprendete subito che l’attività politico-diplomatica del Vaticano non è in realtà un’attività dello Stato della Città del Vaticano, ma della Santa Sede come organo ecclesiale. Perché questo concetto risulti più chiaro, o diciamo meglio, più convincente, vorrei far presenti due considerazioni:
la prima – nel periodo tra il 1870 ed il 1929, quando lo Stato Pontificio si trovava in condizione di “debellatio” da parte dell’Italia, le rappresentanze diplomatiche degli Stati con la Santa Sede, e reciprocamente della Santa Sede con gli Stati, aumentarono da 16 a 29;
la seconda considerazione, che permette di comprendere anche meglio il senso della prima, è che gli Stati inviano i loro Ambasciatori presso il Vaticano non perché sono interessati ai rapporti con lo Stato della Città del Vaticano, ma perché sono interessati al rilievo politico di questioni eminentemente ecclesiali, inerenti cioè all’attività della Santa Sede nel loro Paese e nel mondo; così come, rispettivamente, il Papa non invia i Nunzi Apostolici, cioè i suoi Ambasciatori, presso i vari Paesi per rappresentare gli interessi politici dello Stato della Città del Vaticano, ma per trattare questioni della Chiesa in quanto tale.