20 novembre 2008
PRESENTAZIONE DEL LIBRO DEL PROF. LORENZO NIGRO
GERUSALEMME E LA PALESTINA
Musei Vaticani, 20 novembre 2008
1. Nella Proposizione 51, che il recente Sinodo dei Vescovi ha proposto al Santo Padre, è detto:
“Paolo VI ha nominato la Terra Santa: "II Quinto Vangelo". Il Sinodo raccomanda i pellegrinaggi e, se possibile, lo studio delle Sacre Scritture in Terra Santa e sulle tracce di San Paolo. I pellegrini e gli studenti potranno, per mezzo di questa esperienza, capire meglio l'ambiente fisico e geografico delle Scritture e particolarmente il rapporto fra i due Testamenti. Le pietre dove Gesù ha camminato potrebbero diventare per loro pietre di memorie vive. Intanto i cristiani in Terra Santa hanno bisogno della comunione di tutti i cristiani, specialmente in questi giorni di conflitto, di povertà e di paura”.
2. Tutti coloro che si recano in pellegrinaggio in Terra Santa, ne ritornano sempre profondamente toccati, avendone tratto quasi l’impressione di sentire riecheggiare in quei luoghi le parole di Gesù, il ritmo dei suoi stessi passi. Mi pare di poter dire che i discepoli di Gesù guardano a quei luoghi con un triplice amore. Un primo amore va a quelle popolazioni, che da millenni vi hanno la loro patria spirituale, prima che politica; ed insieme ai pellegrini che vi si recano quasi per rivivere la storia dell’Incarnazione di Dio, che è diventata anche la loro storia. Un secondo amore va ai luoghi stessi, la Terra Promessa ad Abramo, dove dovrebbe scorrere latte e miele, luoghi di suggestiva bellezza, sia nell’incanto delle sue zone verdeggianti, come nel fascino, non meno grande, delle sue regioni aspre e desertiche; dove da troppi anni non latte e miele scorre, ma al sangue di Cristo si mescola l’onda del sangue di tante, troppe altre vittime innocenti.
La memoria va infine, piena di amore per l’uomo di Nazareth: Gesù, il figlio di Maria, il figlio del Fabbro, fratello non solo dei suoi consanguinei, ma di ogni uomo, anche il più lontano; il Figlio di Dio, Figlio di Davide; l’uomo che si è seduto stanco, nell’arsura di un mezzogiorno d’estate, sul pozzo di Sichem con la sete sulle labbra, ma ancor più nel cuore, l’uomo battezzato da Giovanni Battista nelle acque del Giordano e che dal Monte ha proclamato la più grande rivoluzione della storia umana, la mite ed inarrestabile rivoluzione delle Beatitudini; l’uomo che ha calmato le acque del lago di Genezareth in tempesta; che ha insegnato con autorità nel Tempio - egli parlava come nessun altro uomo ha mai parlato, né prima né poi -; e che ha effuso tutto il suo cuore nella sublime conversazione del Cenacolo nell’Ultima Cena. L’uomo di Nazareth che è diventato l’uomo del Golgota e della Croce, nuovo e definitivo simbolo dell’amore di Dio per l’uomo.
3. Di questo amore è stato interprete un illustre biblista, teologo, studioso di alta erudizione, ma anche affascinante divulgatore e ricercato conferenziere e predicatore: Salvatore Garofalo.
Oggi abbiamo il piacere di presentare un libro che ci fa partecipare a ciò che Mons. Garofalo ha visto con i suoi occhi, e con il suo cuore, nel corso dei suoi viaggi in Terra Santa. Ne è autore Lorenzo Nigro, con la collaborazione di Anna Rita Lisella: “Gerusalemme e la Palestina. Uno sguardo tra Bibbia ed archeologia. La Terra Santa nelle fotografie di Mons. Salvatore Garofalo”
Ma qual è la ragione per cui i Musei Vaticani, e quindi il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, sono coinvolti in questa presentazione? La ragione è questa: che Mons. Garofalo ha legato la sua memoria anche ai Musei Vaticani.
In data 4 Maggio 2001 il Reparto per le Antichità Orientali acquisiva il Fondo Fotografico di Mons. Garofalo; ed il Reparto per le Antichità Orientali, acquisiva senza vincolo di esposizione, una serie di reperti archeologici che facevano parte della sua collezione privata. Tali acquisizioni si devono alla famiglia di Mons. Garofalo, nella persona della sorella Giuditta e dei nipoti Benedetta, Massimo e Maurizio De Luca, quest'ultimo nostro valoroso Maestro restauratore, attualmente responsabile del cantiere per i restauri della Cappella Paolina, che contiene gli ultimi grandi affreschi di Michelangelo.
Per quanto riguarda i reperti archeologici, si tratta di materiale archeologico di Palestina, la cui acquisizione ha permesso di completare un importante corredo di una tomba di Bab edh-Dhra' (Giordania), oltre a colmare numerose altre mancanze nelle collezioni di Reparto. La raccolta Garofalo inoltre comprende coppe, olle e brocchette in ceramica, due lucerne dell’VIII sec. a.C., una figurina fittile, assai rara, del Bronzo Medio I (2900-1900 a.C.), cinque lucerne di età romana, oltre a due importanti frammenti di pergamena di rotoli di Qumran (Invv. 57241-57242), che illustrano una delle scoperte di maggior momento dell'archeologia biblica del XX secolo.
La fede e la passione di studioso di Mons. Garofalo hanno così arricchito le nostre collezioni d'arte e di storia di documenti preziosi e di testimonianze affascinanti. Era quindi congruo esprimere la nostra gratitudine nei confronti di un uomo che ha così ben meritato al servizio della cultura universale e della sede Apostolica. Lo facciamo ora con questo volume,"Gerusalemme e la Palestina", che viene edito nella "Collana di studi e di Documentazione dei Musei Vaticani". Non dubito che anche i futuri volumi della Collana risponderanno, come questo, alle attese degli studiosi e dei lettori.