30 settembre 2008
CAPPELLA PAOLINA
30 settembre 2008
Insieme al Prof. Antonio Paolucci ed al Prof. Arnold Nesselrath, a cui è affidata la direzione dei lavori di restauro della Cappella Paolina, sono molto lieto di poter oggi salutare le illustri personalità qui convenute, invitate a prendere visione dell’evolversi dei lavori di restauro di questo importante monumento della Santa Sede, e ad esprimere il loro competente parere, che sarà certo di grande aiuto nel proseguimento dei lavori.
Sarei stato ancor più lieto se questo incontro avesse avuto luogo molto prima di oggi, perché il tempo per il restauro della Cappella Paolina si è protratto oltre i termini previsti. Ciò, non ne dubito, per le singolari difficoltà che il restauro stesso ha presentato, soprattutto in riferimento alle caratteristiche architettoniche, ma anche, temo, per altre ragioni di diversa natura …
Il Prof. Paolucci, da quando è stato chiamato a dirigere i Musei Vaticani, nel dicembre 2007, si è impegnato a dare nuovo impulso ai lavori. Ci troviamo ora a quattro mesi dall’inizio dell’Anno Paolino, e quindi a nove mesi dalla sua conclusione. Vorrei auspicare uno sforzo supplementare da parte di tutti, per poter consentire al Santo Padre di inaugurare la Cappella restaurata e pronta per il servizio liturgico entro il 29 giugno 2009, termine dell’Anno Paolino. Certo, molto dipenderà dalle difficoltà che si incontreranno nel prosieguo dei lavori e nell’opera di restauro dei due grandi affreschi michelangioleschi, ma oltre ad essi bisognerà risolvere i problemi di riassetto del presbiterio, ritornando, per quanto possibile, alla forma originaria, e rimuovendo le strutture introdotte negli anni ’70. La Cappella Paolina, come cappella privata del Romano Pontefice, potrà così ritornare ad un uso più frequente per le celebrazioni liturgiche che il Santo Padre avrà con gruppi particolari. Non sono il solo ad attendere che non soltanto per il restauro dei due grandi affreschi michelangioleschi, ma per l’aspetto che rivelerà tutto l’ambiente la presentazione dell’opera compiuta riempirà di ammirazione.
Illustri Signori, a ciascuno di voi va fin d’ora il mio più vivo ringraziamento per il contributo che vorrete dare, che sarà tenuto nel debito conto, nella consapevolezza che tale contributo viene da personalità altamente qualificate per le loro competenze nelle scienze storiche e nella critica artistica, sia nell’ambito italiano che in quello internazionale. In questo non facile tratto di strada che rimane ancora di fronte a noi, ci solleva il pensiero di avervi partecipi con noi in quest’impresa, con i vostri suggerimenti e consigli, e con il vostro appoggio in scelte che possono risultare difficili, in un rapporto di amichevole dialogo con i Musei Vaticani.
In quest’occasione è mio gradito dovere ricordare che i lavori, che hanno potuto iniziare nel febbraio 2003, sono stati portati avanti grazie al generoso finanziamento dei nostri amici Patrons of the Arts in the Vatican Museums dei Capitoli d’Inghilterra, dell’Irlanda, della Florida, del Texas, dell’Arizona e del Connecticut. La Santa Sede, e con essa tutti i cultori dell’arte, riconosce loro un debito di sincera gratitudine.
Sono certo che con il Prof. Antonio Paolucci, con il Prof. Arnold Nesselrath, con l’Ispettore del Laboratorio di Restauro, il Maestro Maurizio De Luca e con la sua assistente Sig.ra Maria Pustka potrete avere una giornata di proficui scambi di vedute e di intuizioni, un tempo di immersione nella storia di questo luogo di fede e d’arte, che ha ricevuto, goduto, e talvolta anche sofferto, l’attivo interessamento di diversi Pontefici. Possa l’odierna giornata rimanere per voi un gradito ricordo, giovare a questa grande opera e farla rifulgere nuovamente in tutta la sua bellezza.