Servizi Tecnici
DOMUS SANCTAE MARTHAE
Il progetto di ristrutturazione e sistemazione urbanistica dell’area intorno a Piazzale Santa Marta, iniziato negli anni ’90, venne approvato dal Sommo Pontefice Giovanni Paolo II il 14 marzo 1991.
Lo studio prevedeva la demolizione dei fatiscenti edifici ottocenteschi costruiti sotto Pio IX e l’adeguamento delle strutture viarie in adiacenza dell’ingresso del Perugino.
Il nuovo complesso di Santa Marta destinato ad offrire ospitalità al personale ecclesiastico in servizio presso la Santa Sede, venne studiato in modo che dai diversi punti di osservazione non potesse alterare la fruizione visiva dell’ordine gigante del tamburo e della parte superiore della cupola della Basilica.
La notevole massa del nuovo organismo edilizio ha una impostazione rigorosamente geometrica, realizzata con struttura in cemento armato e articolata in due blocchi paralleli uniti da un corpo centrale.
Gli interni razionalmente distribuiti sono serviti da collegamenti verticali che disimpegnano le residenze composte da un totale di 129 unità di cui 109 suites (studio-letto) sistemate nei quattro piani superiori. Le unità abitative sono caratterizzate da spazi luminosi ed arredi rigorosamente classici, ma funzionali. Il piano terreno occupa l’intera area ed ospita la cappella, un’ampia hall, gli uffici, la zona rappresentanza-ristoro ed una sala polifunzionale.
L’immagine dell’edificio propone la reinterpretazione dei caratteri cinquecenteschi, sia per quanto riguarda i colori ed i rivestimenti, ambedue in sintonia con il contesto circostante, che l’uso delle paraste e della pietra.
Come stabilito nella Costituzione Apostolica "Universi dominici gregis", i locali sono riservati ad uso esclusivo dei Cardinali elettori durante il Conclave per l’elezione del Pontefice.